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Encefalite giapponese

Encefalite giapponese

È la forma più comune di encefalite virale epidemica, riscontrata in tutta l’Asia.


Encefalite giapponese

È la forma più comune di encefalite virale epidemica, riscontrata in tutta l’Asia.

Causa: virus dell’encefalite giapponese appartenente al genere dei Flavivirus trasmesso attraverso la punture di zanzare (genere Culex) infettatesi a loro volta pungendo uccelli selvaggi e maiali che rappresentano il serbatoio.

Sintomi: variano da infezioni asintomatiche (la forma più comune) a infezioni gravi caratterizzate da meningoencefalite con febbre, cefalea, vomito. E’ possibile una sindrome parkinsoniana acuta ed una paralisi simil-polio. Nelle forme gravi le sequele sono frequenti e la letalità è alta (25%).

Distribuzione geografica: è presente in quasi tutta l’Asia e in alcune zone del Pacifico occidentale. Le campagne di vaccinazione hanno determinato una riduzione di casi in Giappone, Corea e in alcune aree della Cina. In Bangladesh, India, Pakistan, Nepal, Vietnam e Nord Tailandia i casi sono, invece, in aumento. Le aree a rischio sono quelle agricole dove si irrigano i campi per la coltivazione del riso. Nelle aree temperate la trasmissione è maggiore in Estate e Autunno mentre nelle altre aree è presente tutto l’anno con accentuazioni in corrispondenza delle piogge monsoniche.

Rischio per i viaggiatori: coloro che sono diretti in aree urbane e il cui periodo di permanenza è breve hanno un rischio molto basso di contrarre l’infezione. Le persone che restano per molto tempo in aree endemiche o che permangono in aree rurali in attività all’aperto (camping, ciclismo, etc.) hanno un rischio maggiore.

Misure preventive:

Il vaccino derivato dal cervello di topo (IMB) è stato soppiantato da vaccini sviluppati su cellule in coltura, l’SA 14-14-2 a virus vivo attenuato utilizzato solo in Asia e quello inattivato sviluppato su cellule VERO in commercio in USA, Europa e Australia che si basa sul ceppo SA 14-14-2 come ceppo di partenza. Viene somministrato in 2 dosi per via intramuscolare inoculate a 4 settimane di distanza. Una formulazione lo associa al vaccino anti-epatite A. E’ indicato per gli adulti (età >18 anni o >17 anni in USA) che programmano di trascorre un mese o più in aree endemiche durante la stagione di trasmissione. E’ considerato anche per i viaggiatori brevi in aree endemiche ed in stagione di trasmissione se il loro itinerario comprende aree rurali o attività a rischio. Per gli under 17-18 anni in caso di indicazione andrebbe utilizzato il vecchio vaccino (IMB). In tali casi il vaccino IMB va utilizzato in 3 dosi (0-7-28 giorni) o in due dosi a 4 settimana di distanza l’una dall’altra. Il vaccino a virus vivo va evitato negli immunodepressi e in gravidanza sebbene non vi siano dati di sicurezza anche sugli altri vaccini. Il vaccino IMB è stato associato a rari ma severi eventi avversi di tipo neurologico. Gli eventi avversi più frequenti sono reazioni locali o sistemiche moderate e raramente severe (orticaria generalizzata, ipotensione).

Data pubblicazione:   20/06/12
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Stefano Vollaro

Neurologia

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