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Dott. Ermanno Pertosa

Psichiatria e neurologia

Soffro di algia vascolare facciale

Soffro di algia vascolare facciale

L'algia vascolare facciale è una forma di cefalea, diversa e meno frequente dell’emicrania, caratterizzata da attacchi dolorosi localizzati sempre su un solo lato del volto. Tale patologia colpisce più frequentemente gli uomini che le donne.

Cos’è l’algia vascolare facciale?

L'algia vascolare facciale (AVF) è un tipo di cefalea che si manifesta con attacchi molto dolorosi, sempre dallo stesso lato del corpo che coinvolgono l’occhio, il naso, l’orecchio, i denti, la mascella. Gli attacchi sopraggiungono con regolarità durante l’anno, ad intervalli più o meno regolari.

Come si manifesta l’algia vascolare?

Si tratta di un dolore violento e intenso che sopraggiunge in pochi minuti. Il dolore è quasi sempre concentrato intorno all’occhio e si diffonde su tutto il lato del volto.
Il dolore è spesso accompagnato da altri segni: lacrimazione oculare e occhio socchiuso con o senza contrazione della pupilla, congestione o gocciolamento nasale, agitazione motoria…
Tutte queste manifestazioni scompaiono non appena l’attacco finisce.

Gli attacchi possono ritornare spesso?

Nella sua forma episodica, quella più frequente (85- 90% dei casi), l'algia vascolare facciale evolve in modo caratteristico con molta regolarità.
Gli attacchi si manifestano nell’arco di periodi (episodi) che talvolta possono durare alcune settimane (durante le quali gli attacchi sono quotidiani), intervallati da periodi di remissione che possono durare anche vari mesi.
Gli attacchi durano tra i 15 minuti e le 3 ore e si ripresentano ad intervalli regolari, in momenti specifici del giorno e della notte.
Circa il10-15% dei casi di algia vascolare sono cronici e i pazienti che ne soffrono non presentano remissione o al massimo essa è di durata inferiore a un mese.

Chi può essere colpito dall’algia vascolare facciale?

L'AVF è considerata come una malattia orfana, ma non se ne conosce la prevalenza precisa.
Gli uomini sono colpiti almeno cinque volte più delle donne. I pazienti che ne soffrono sono spesso dei forti fumatori e le forme familiari sono molto rare.
Le prime crisi compaiono di solito tra i 20 e i 30 anni.

Cosa fare per prevenire gli attacchi?

Ad oggi, non esiste alcun modo di prevenire gli episodi dolorosi né sono stati individuati segni che consentano di prevedere la loro comparsa.

Quali sono le cause?

L'algia vascolare facciale è una malattia neurologica. Ad oggi, le cause di questa patologia non sono note, ma numerosi elementi fanno pensare che sia coinvolta una specifica regione cerebrale, l’ipotalamo.
Comunque, le cause non sono legate a malattie che colpiscono gli occhi, il naso, le orecchie. Pertanto, è inutile rivolgersi ai vari specialisti.

Quali sono i fattori che scatenano gli attacchi?

Il consumo di alcool può originare l’attacco in caso di episodi dolorosi.
L'altro fattore scatenante è l’altitudine (oppure un viaggio in un aereo pressurizzato), che può ugualmente scatenare gli attacchi in caso di episodi dolorosi.

Quali sono le conseguenze?

Il dolore in caso di attacco può essere di intensità estrema, alcuni pazienti lo descrivono come un dolore tale da indurre quasi al suicidio. La conseguenza più importante è il peggioramento della qualità della vita (familiare, sociale, professionale) durante i periodi di crisi.

Quali sono i trattamenti?

Gli antidolorifici tradizionali non sono efficaci per placare l’attacco.
Il trattamento ha come obiettivo la riduzione dell’intensità e talvolta della durata dell’attacco. Ad oggi, solo due terapie sono state approvate per questa indicazione.
Altri trattamenti, detti di fondo, sono mirati a ridurre il numero di attacchi durante gli episodi dolorosi delle forme episodiche o delle forme croniche.

È possibile intervenire chirurgicamente?

Si stanno valutando diverse tecniche chirurgiche all’avanguardia i cui risultati non sono ancora noti.
L'intervento chirurgico è riservato a casi eccezionali e può essere preso in considerazione in caso di forme croniche e dopo aver fatto ricorso a tutti gli altri tipi di trattamento.

Non assumete farmaci senza aver prima consultato il medico e attenetevi strettamente alla prescrizione.
Lo specialista che si occupa di questa patologia è il neurologo. Pertanto, rivolgersi ad altri specialisti è un’inutile perdita di tempo.
I controlli vengono di solito effettuati presso un centro specializzato per le cefalee nell’ambito di un reparto di neurologia o di un centro per la terapia del dolore.

 Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano

Ultima revisione ottobre 2012.

Data pubblicazione:   15/07/15
Data di modifica:  23/10/12
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Ermanno Pertosa

Psichiatra e psicoterapeuta

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