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Dr. Massimiliano Bellisario - Medico di Famiglia

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Difendersi dal sole: il "colpo di calore"

Difendersi dal sole: il "colpo di calore"

Una delle patologie più temute dell'estate è l'ipertermia, tipica di questa stagione per via delle alte temperature, dell'alta umidità e per le prolungate esposizioni al sole. Vediamo come affrontare questa evenienza.

Per definizione, il colpo di sole è quello che si ha per prolungata esposizione del capo e del collo al sole, il colpo di calore invece per esposizione dell'organismo ad elevate temperature con elevata umidità relativa, in concomitanza di sforzi fisici.

Il termine medico che indica entrambe le situazioni è ipertermia. L'ipertermia è un forte aumento della temperatura corporea. E' diversa dalla febbre, perché quest'ultima è una risposta dell'organismo ad uno stato di infezione e insorge a prescindere dalla temperatura esterna, su comando della regione pre-ottica dell'ipotalamo anteriore; l'ipertermia invece insorge senza questo comando, indotta solo dalla temperatura esterna. Infatti sono i fattori precedentemente citati (alte temperature, alta umidità relativa, prolungata esposizione al sole) che inducono una disfunzione del centro termoregolatore ed il successivo innalzamento della temperatura corporea.

Fattori predisponenti possono essere la disidratazione (per quello è importante bere molto quando si sta in spiaggia), la sudorazione profusa (che indirettamente, se non beviamo, porta alla disidratazione), la scarsa ventilazione (che non permette al sudore di evaporare abbassando la temperatura corporea), un abbigliamento inadeguato (troppo pesante), malattie che comportano perdite di liquidi (diarrea, vomito, emorragie), l'assunzione di diuretici, anticolinergici o farmaci che inibiscono la sudorazione, l'alcol e le sostanze stupefacenti.

Il primo stadio dell'ipertermia è lo stress da calore o esaurimento da calore: è caratterizzato da confusione, crampi muscolari e spesso nausea o vomito. In questo stadio la vittima suda copiosamente, per dissipare il calore corporeo in eccesso; se l'esposizione al calore prosegue, condizione a volte favorita dallo stato confusionale, la temperatura corporea raggiunge l'intervallo dei 39-40 °C e si ha il colpo di calore vero e proprio, l'ipertermia conclamata. Questo perché una volta che l'organismo ha perso la quota d'acqua destinata alla sudorazione, per evitare di disidratarsi smette di sudare portando la temperatura corporea a salire rapidamente.

Chi subisce il colpo di calore può perdere lucidità, mostrarsi ostile verso i soccorritori, avere mal di testa e può sembrare intossicato. La disidratazione riduce la pressione arteriosa e porta a confusione mentale e svenimento, soprattutto se la vittima si alza in piedi all'improvviso. La cute è arrossata per la vasodilatazione periferica (ultimo tentativo di disperdere calore da parte dell'organismo) ma man mano che l'ipertermia si aggrava e la pressione sanguigna crolla la pelle diventa via via più pallida, secca (perchè non si suda più) e la vittima prova brividi e pelle d'oca. Se questa progressione non viene fermata e invertita possono esserci seri danni per l'organismo che la subisce, quindi è bene intervenire d'urgenza.

L'ipertermia richiede l'intervento del pronto soccorso ospedaliero, quindi una volta che i sintomi sembrano chiari (temperatura corporea oltre i 40 °C, cefalea intensa, respiro veloce, cute calda e secca, tachicardia, brividi, crampi muscolari) è bene chiamare immediatamente il 118. Durante l'attesa, bisogna reidratare e raffreddare il paziente: somministrate liquidi isotonici, quindi sono perfette bevande saline ricche di minerali (quelle che in commercio finiscono in -rade per intenderci) ma bisogna evitare l'alcol ed il caffè per il loro effetto vasodilatatorio, quindi evitare energizzanti che contengano caffeina; portare il paziente al fresco o all'ombra, svestirlo e avvolgerlo in asciugamani bagnati in acqua fredda, non gelida (l'abbassamento della temperatura non deve essere troppo repentino) - stesso discorso vale per le credenze di mettere il paziente in una vasca piena di acqua gelida e ghiaccio (rischiate di girare la frittata e provocare un'ipotermia)! E' utile anche applicare impacchi freddi alla testa e alla nuca, ma soprattutto alle ascelle e all'inguine, per permettere al sangue che torna dagli arti di raffreddare l'interno del torso. Anche l'uso di un ventilatore può aiutare ad abbassare la temperatura. Evitare i massaggi o le frizioni con l'alcol: la sensazione di fresco che inducono è ingannevole, producono solo ulteriore disidratazione. Gli operatori del 118 una volta arrivati sul posto provvederanno a reperire un'accesso venoso per poter effettuare l'infusione di farmaci e liquidi endovena e predisporre il trasporto verso il più vicino presidio ospedaliero per l'osservazione nelle ore successive.

 

Come prevenire il colpo di calore?

I  colpi di calore si possono evitare seguendo alcune precauzioni dettate dal buonsenso per evitare il surriscaldamento e la disidratazione. Portare vestiti leggeri e ampi per facilitare la traspirazione, mettere cappelli di colori chiari e a tesa larga per tenere fresca la testa, evitare di fare lavori pesanti o esercizi fisici durante le ore più calde, evitare gli interni delle automobili e gli spazi ristretti. Chi lavora all'aperto deve ricordare che la forte umidità e la luce diretta del sole possono portare a una temperatura percepita di circa 10 °C superiore a quella indicata dal termometro. Attenzione ai bambini in spiaggia e alla loro esposizione!!!

Altrettanto importante è tenere l'organismo bene idratato, bevendo molto per reintegrare i liquidi persi con la traspirazione. Non ci sono sintomi fisici particolari che indichino uno stato di disidratazione: la sensazione di sete non è un indicatore affidabile, soprattutto nelle persone anziane. Un test molto attendibile dello stato di idratazione dell'organismo è il colore delle urine: più è scuro, più il corpo ha bisogno di liquidi. Tè e birra hanno un effetto diuretico, ma apporteranno più liquidi di quanti ne facciano perdere: il caffè espresso, il vino e i superalcolici invece no, e per questo vanno evitati. Comunque l'acqua pura e semplice resta di gran lunga la scelta migliore per mantenere la giusta idratazione.

Data pubblicazione:   28/06/11

Creato da:  Dott. Massimiliano Bellisario

 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Massimiliano Bellisario

Medico di Famiglia

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