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Conoscere le 3 fasi dell’evoluzione naturale dell’infezione da HIV

Conoscere le 3 fasi dell’evoluzione naturale dell’infezione da HIV

L’HIV (il virus dell’immunodeficienza umana) infetta le cellule deputate alla difesa immunitaria dell’organismo, chiamate linfociti CD4. In assenza di trattamento, tale infezione evolve in 3 fasi successive. Di seguito viene illustrata l’evoluzione naturale della patologia in assenza di trattamento dell’infezione da HIV.


La fase acuta o prima infezione (qualche settimana)

Una volta entrato nell’organismo, l’HIV infetta i linfociti CD4 all’interno dei quali si moltiplica. Il tasso di CD4 si riduce transitoriamente, mentre aumenta la quantità di virus HIV nel sangue (carica virale). Poi, le due curve si invertono quando l’organismo comincia a produrre anticorpi contro l’HIV stabilizzando così la carica virale del virus.

La fase di infezione asintomatica (diversi anni)

Questa risposta (difesa) immunitaria dell’organismo assicura un controllo incompleto della carica virale: la moltiplicazione dell’HIV prosegue. Questa fase, detta asintomatica (senza sintomi), è uno stato di equilibrio tra l’HIV, il sistema immunitario e la produzione dei linfociti CD4 per mantenere dei CD4 normali > 500/mm3. La moltiplicazione dell’HIV stimola una risposta immunitaria che distrugge i linfociti CD4 infetti. Il numero totale di linfociti CD4 resta stabile grazie ad una produzione aumentata di linfociti CD4. Nel corso degli anni (in media da 7 a 11 anni), il meccanismo di sostituzione dei linfociti CD4 viene progressivamente meno, sia in caso di intensificazione della moltiplicazione virale, sia a causa dell’esaurimento della produzione di CD4: sopraggiunge un’infezione opportunistica (il che significa AIDS), quando i linfociti CD4 sono < 200 per mm3.

L’AIDS, sindrome dell’immunodeficienza acquisita (da qualche mese ad alcuni anni)

L’AIDS è la mancanza di immunità che comporta lo sviluppo di infezioni ad agenti infettivi presenti nell’ambiente (parassiti, funghi, virus…): tali infezioni sono dette opportunistiche in quanto si manifestano solo in persone immunocompromesse. L’accumulo di molteplici infezioni opportunistiche spiega i motivi per cui sopraggiunge il decesso.

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Vale a dire

  • É durante la fase acuta (prima fase) che il rischio di trasmissione, soprattutto per via sessuale, dell’HIV è massimo.
  • Dal 1996, con i trattamenti combinati, l’evoluzione dell’infezione da HIV si è trasformata in quanto la moltiplicazione dell’HIV può essere fermata, il che consente di mantenere un tasso normale di linfociti CD4. Il virus non viene eliminato dall’organismo ed è obbligatorio prosegire i trattamenti per tutta la vita. Nel caso in cui i linfociti CD4 siano > 500 perr mm3, l’aspettativa di vita è equivalente a quella di una persona sieronegativa a causa dell’HIV.

Redazione a cura di "KWHC GmbH” (Germania). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano. Ultima revisione settembre 2013.

Data pubblicazione:   28/12/19
Data di modifica:  23/09/13
 
 

Informazioni sullo studio

Prof. Antonio Aversa

Endocrinologia e malattie del metabolismo: indirizzo Andrologia

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