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Benvenuto nel sito del dott. Stefano Vollaro

Dirigente medico presso la U.O. di Neurologia dell'ospedale Guglielmo da Saliceto - AUSL di Piacenza.

Elettromiografista.

Esperto in urgenze neurologiche, sclerosi multipla e patologie autoimmuni del sistema nervoso centrale e periferico, cefalee e disturbi del sonno.

  • Di cosa si occupa il neurologo?

    Nell’immaginario comune si pensa al neurologo come colui che tratta patologie di tipo psichiatrico: sebbene neurologia e psichiatria siano branche in parte vicine (tanto da essere, fino ad alcuni anni fa, accorpate nello stesso corso di specializzazione), ciò è profondamente falso! La neurologia è la branca della medicina che si occupa dello studio del sistema nervoso centrale (costituito dal cervello e dal midollo spinale) e periferico (costituito dai nervi cranici e periferici), nonché di alcune patologie muscolari. Si tratta di un ventaglio estremamente ampio di affezioni. Di seguito un elenco (molto semplificato) delle patologie più comuni:

     

    Problematiche della sfera cognitiva e della memoria: tra cui figurano le patologie degenerative (es. malattia di Alzheimer), ma anche quelle dovute a cause vascolari, disturbi dell’umore (pseudodemenza depressiva) e le altre demenze cosiddette “secondarie”, che possono cioè dipendere da problematiche di tipo internistico (es. gravi disfunzioni tiroidee o carenze vitaminiche).

     

    Disturbi del movimento e tremori: tra cui figurano le patologie degenerative (es. malattia di Parkinson), ma anche quelle dovute a cause vascolari, internistiche, endocrinologiche oppure “idiopatiche”, cioè senza una causa ad oggi del tutto nota (es. tremore essenziale). Per molte di queste patologie esiste una terapia specifica, che controlla (talvolta in maniera eccellente) i sintomi.

     

    Cefalee: patologie frequentissime, a volte misconosciute allo stesso paziente cefalalgico, che percepisce come un fatto normale l'avere mal di testa una o più volte al mese. Per la presenza di inadeguata informazione della popolazione (e spesso anche dei medici!) e della presenza di farmaci da banco che permettono l’automedicazione, le cefalee sono spesso non trattate adeguatamente, con il rischio di abuso di farmaci e di cronicizzazione del dolore. È fondamentale una diagnosi precisa del tipo di mal di testa e un trattamento corretto, che spesso comprende terapie di prevenzione, volte a ridurre significativamente la frequenza e l’intensità degli attacchi, evitando così il ricorso frequente ai farmaci d’attacco.

     

    Disturbi del sonno: l’insonnia è una patologia frequentissima nella popolazione generale e non va trascurata, poiché rischia di divenire una patologia cronica difficile da trattare in seguito. È fondamentale non commettere neanche l’errore di automedicarsi con farmaci da banco, spesso poco adatti e che possono causare dipendenza e tolleranza. Tra le patologie del sonno figurano anche le altre dissonnie (es. ipersonnia e narcolessia) e le parasonnie (comportamenti anomali durante il sonno): molto frequenti in questa sfera sono la sindrome delle gambe senza riposo (caratterizzata da fastidi di vario tipo agli arti inferiori quando si cerca di prendere sonno con necessità di muovere le gambe o alzarsi) e il bruxismo.

     

    Patologie cerebrovascolari: quali ictus ed emorragie cerebrali. L’inquadramento e il trattamento acuto di tali patologie va fatto in ospedale, poi il paziente va seguito periodicamente per verificare l’efficacia delle terapie e rivalutare il rischio cerebrovascolare.

     

    Disturbi della sfera ansioso-depressiva: ansia e depressione sono sempre più frequenti nella popolazione generale e non vanno sottovalutate, per il rischio di cronicizzazione e peggioramento nel tempo. Possono manifestarsi in maniera evidente (es. attacchi di panico), oppure più subdola, con dei correlati ansiosi o depressivi (es. sintomi dolorosi, tra cui la cefalea, insonnia o al contrario eccessiva sonnolenza, alterazioni del comportamento alimentare, ecc.). I casi lievi e moderati possono essere gestiti dal neurologo, che esclude cause “secondarie” (frequenti ad esempio i malfunzionamenti della tiroide) e decide come trattare il singolo caso. Nella maggior parte dei casi è necessaria una psicoterapia, a cui può essere associata (soprattutto nei primi tempi) una terapia farmacologica specifica. I casi più gravi (es. tentato suicidio, manifestazioni aggressive importanti, schizofrenia, ecc.) vanno necessariamente seguiti dallo psichiatra.

     

    Patologie autoimmuni/infiammatorie del sistema nervoso centrale: la più comune e conosciuta è la sclerosi multipla, che solitamente si manifesta in età giovane-adulta e ha un andamento tipicamente recidivante/remittente, cioè con ricadute e successivo recupero (parziale o totale) dei sintomi, fino alla fase più avanzata di progressione. Essendo una patologia relativamente frequente e che può manifestarsi con moltissimi sintomi, è tra quelle che maggiormente creano spavento, soprattutto nei giovani. Il sospetto di sclerosi multipla è fondato solo in determinate situazioni, che il neurologo saprà giudicare. L’iter diagnostico e terapeutico successivo dovrebbe avvenire soltanto in centri di riferimento. È importante sapere che, al contrario di alcuni decenni fa, la sclerosi multipla è oggi controllabile con le terapie a disposizione (sempre in ulteriore sviluppo).

     

    Patologie del sistema nervoso periferico: in generale, una malattia del sistema nervoso periferico si manifesta con sintomi sensitivi (mancanza di sensibilità oppure fastidi quali formicolii, bruciore o dolore) e/o motori (debolezza di uno o più gruppi muscolari, crampi, fascicolazioni), che vanno innanzitutto messi in diagnosi differenziale con le malattie del sistema nervoso centrale. Tra le patologie del sistema nervoso periferico c’è un numero vastissimo di malattie, che comprendono i disturbi dei nervi cranici (es. nevralgie trigeminali, paralisi del nervo faciale, ecc.), le radicolopatie (ad esempio da ernie discali), le plessopatie (traumatiche, infiammatorie, iatrogene, ecc.), le neuropatie di singoli nervi (tra le più comuni in assoluto le sindromi da intrappolamento, come la sindrome del tunnel carpale o del canale cubitale), le polineuropatie (infiammatorie, autoimmuni, infettive, tossiche o metaboliche: la più frequente è la polineuropatia diabetica), la malattie della placca neuromuscolare (es. miastenia gravis), le malattie muscolari (miopatie e miositi). Per lo studio e la definizione delle malattie del sistema nervoso periferico è spesso utile l’esame elettromiografico.

     

    Epilessie: malattie eterogenee costituite da anomalie parossistiche dell’attività cerebrale, che possono esordire a qualunque età. Vi sono malattie epilettiche “primitive” (che di solito esordiscono nell’infanzia o in età giovanile) o dovute a cause secondarie (es. lesioni cerebrali) o associate a sindromi con coinvolgimento neurologico. Si possono manifestare con perdita di coscienza (con caduta a terra, a volte con scosse degli arti), ma anche con sospensioni dello stato di coscienza (es. assenze) oppure con sintomi “strani”, più o meno caratteristici (es. di tipo motorio, sensitivo o visivo). Nella maggior parte dei casi, sono controllabili con le terapie adeguate.

     

    Malattie degenerative di altro tipo: malattie più rare e di diverso tipo. Tra le più note, c’è la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), divenuta molto nota negli ultimi anni a causa dell’attenzione posta dai media, con conseguenti paure in molti pazienti alla comparsa di alcuni sintomi quali le fascicolazioni (che possono avere moltissime altre cause, ben più frequenti, che non la SLA).

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Dott. Stefano Vollaro

Neurologia

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