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Guida medica personale

Chirurgia della Mano

LA MANO DEL MUSICISTA

LA MANO DEL MUSICISTA

 PROBLEMI COMUNI NEI MUSICISTI


 Il musicista, sia professionista che dilettante, è particolarmente esposto alle malattie ortopediche che colpiscono la mano. Il professionista, infatti, va considerato alla stregua di uno sportivo di alto livello, in cui la mano subisce un costante sovraccarico. Il dilettante, invece, è paragonabile ad uno sportivo amatoriale in cui la patologia si sviluppa per lo scarso allenamento. L'uso di strumenti musicali può slatentizzare stati morbosi preesistenti o indurre l'insorgenza di nuove malattie. Le principali cause che conducono i musicisti a soffrire di problemi alle mani sono da ricercare nelle posture errate, nell'utilizzo di strumenti non ergonomici, nei microtraumi ripetuti e nel sovraccarico funzionale.

Le tendiniti

Le infiammazioni dei tendini del polso e della mano colpiscono frequentemente pianisti, chitarristi e violinisti. Si manifestano con dolore dopo l'uso degli strumenti musicali e progressiva limitazione funzionale che riduce le prestazioni. La malattia di De Quervain, una tendinite del polso, si sviluppa frequentemente con l'uso dell'archetto e del pianoforte. Il dito a scatto, una tendinite dei flessori delle dita, colpisce soprattutto chitarristi. Un'attenta indagine anamnestica ed un preciso esame clinico permettono di individuare la natura del disturbo. In taluni casi, l'indagine ecografica può essere d'ausilio. Nelle fasi iniziali può essere tentato un trattamento conservativo con l'uso di tutori, antinfiammatori e laserterapia. Tuttavia, questi presidi non sempre riescono a risolvere i sintomi per cui bisogna ricorrere ad un intervento chirurgico.

Le compressioni nervose

Le compressioni dei nervi nei musicisti interessano soprattutto il nervo mediano ed il nervo ulnare (sindrome del tunnel carpale e sindrome del canale di Guyon). Ne sono maggiormente colpiti pianisti, violinisti e fiati. Il quadro clinico è caratterizzato da disturbi della sensibilità, dolore, progressiva debolezza muscolare. La diagnosi è innanzitutto clinica ma possono essere d'aiuto l'elettromiografia e l'elettroneurografia. Nelle fasi iniziali delle compressioni nervose l'uso di farmaci (anti-infiammatori, cortisone, neurotrofici), il riposo e l'eventuale correzione di fattori scatenanti (posture, strumenti non ergonomici) possono risolvere la sintomatologia. Nelle fasi più avanzate, invece, è spesso necessario ricorrere alla chirurgia.

Il crampo del musicista

La distonia del musicista o crampo del musicista è un'alterazione del movimento della mano con perdita del controllo motorio volontario. In alcune condizioni, come passaggi difficili o veloci, alcune dita (soprattutto anulare e mignolo) sfuggono al controllo, perdono velocità e coordinazione, si muovono in maniera anomala. Circa l'8% dei musicisti va incontro ad un problema simile nel corso della sua carriera. Spesso i segni iniziali della malattia vengono sottovalutati, o viene tentato un fallimentare compenso modificando la tecnica. Talvolta la malattia è così invalidante ed insidiosa da causare un calo della performance artistica fino all’abbandono dello strumento. I fattori scatenanti più importanti sono una modificazione della tecnica, gli aumenti dei carichi di lavoro, il cambio di strumento, il disagio psicologico. La diagnosi è affidata ad un attento esame clinico ma la malattia può essere misconosciuta a causa del quadro indefinito e generico. Il musicista si esprime in termini di tecnica (ad esempio difficoltà nel fare un trillo) e il medico deve poter comprendere la terminologia usata. La terapia si basa sulla rieducazione funzionale, l’uso di farmaci come la tossina botulinica, modifiche ergonomiche dello strumento musicale e altro. La diagnosi ed il trattamento di questa malattia del musicista richiede alta competenza e dovrebbe essere affidata a specialisti in chirurgia della mano.

La malattia da virtuoso

Parlando di mano del musicista non si può non ricordare il famoso violinista Niccolò Paganini. Vissuto tra il 700 e l'800 è stato considerato un impareggiabile violinista tanto che si riteneva avesse fatto un patto faustiano col diavolo. Tanto virtuoso da poter suonare, si dice, anche con la sola corda di sol. Tanto geniale da non concedere il bis a Carlo Felice di Savoia (Paganini non ripete!). Morto a soli 58 anni, il genio non ricevette nemmeno una sepoltura cristiana a causa del suo discutibile carattere: sregolato, donnaiolo, impertinente, ribelle. L’aspetto fisico, certamente non lo aiutava: volto scavato, occhi infossati, edentulo. Gli sono state attribuite diverse malattie come la sifilide, la tubercolosi e disturbi nervosi. Tuttavia, un’analisi postuma dei ritratti dell'epoca riportano una postura spigolosa e mani affusolate; la revisione critica delle dichiarazioni di alcuni medici che lo visitarono ha fatto emergere dettagli importanti sulle sue mani: dita lunghe e sottili dotate di una straordinaria motilità, elasticità e flessibilità.  Il collo era tale da permettergli di tenere in perfetta posizione il violino senza l'ausilio della mano sinistra. Sulla base di questi elementi, si è potuto arrivare ad una diagnosi postuma: il celebre violinista, in realtà, soffriva di una rara malattia genetica, la sindrome di Ehlers-Danlos o malattia degli uomini caucciù,  che  rende le articolazioni eccezionalmente mobili ed i tessuti elastici. Proprio queste caratteristiche hanno sopraddotato le sue mani e determinato la fortuna del genio. Un esempio di come anche una malattia invalidante possa essere trasformata in una “malattia da virtuoso”.

Creato da:  Dott. Roberto Gabrieli

Data pubblicazione:   19/06/11
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Roberto Gabrieli

Ortopedia e Traumatologia - Esperto in Chirurgia della Mano

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