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Il Tumore all'ovaio è ridotto

 Il Tumore all'ovaio è  ridotto

Il Tumore all'ovaio è ridotto , grazie all'uso della pillola contraccettiva . Dal 2002 si è avuto una riduzione dei decessi in Europa e negli Stati Uniti Secondo uno studio italiano è merito degli anticoncezionali orali che hanno un effetto protettivo, della diminuzione nell'uso della terapia ormonale sostitutiva in menopausa, ma anche dei progressi nelle terapie


Il Tumore all'ovaio è ridotto , grazie all'uso della pillola contraccettiva .

Dal 2002 si è avuto una riduzione dei decessi in Europa e negli Stati Uniti

Secondo uno studio italiano è merito degli anticoncezionali orali che hanno un effetto protettivo, della diminuzione nell'uso della terapia ormonale sostitutiva in menopausa, ma anche dei progressi nelle terapie
Sempre meno donne muoiono a causa di un tumore dell'ovaio.I decessi sono costantemente in calo dal 2002 e, secondo le statistiche contenute in uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Oncology, la mortalità dovuta a questo temibile tipo di cancro è destinata a diminuire.
Il merito, per il prof Carlo La Vecchia, docente del Dipartimento di Scienze Cliniche , è da attribuire soprattutto all'uso dei contraccettivi orali, che garantiscono una protezione di lungo termine contro il carcinoma ovarico, ma anche i miglioramenti raggiunti nella diagnosi e nelle terapie giocherebbero un ruolo importante. Insieme al minor utilizzo della terapia ormonale sostitutiva per limitare i sintomi della menopausa.

Tumore all'ovaio: che cosa è e come difendersi
Analizzando i dati resi recentemente disponibili dai registri dell'Organizzazione Mondiale di Sanità sulle morti attribuite al cancro ovarico dal 1970 in poi, La Vecchia e colleghi hanno scoperto che in 28 Paesi dell'Unione europea i tassi di mortalità sono diminuiti del 10 per cento tra il 2002 e il 2012. Negli Usa il calo è stato persino superiore, pari circa al 16 per cento; in Canada i decessi in quel decennio si sono ridotti dell'8 per cento, in Australia e Nuova Zelanda del 12 per cento e in Giappone soltanto del 2 per cento. Peggiore risulta la situazione in America Latina, dove molti Paesi non hanno avuto un abbassamento significativo di decessi e, anzi, in diverse nazione si è verificato un aumento. «All'interno dell'Europa -commenta La Vecchia -restano comunque notevoli differenze, legate soprattutto al maggior utilizzo della pillola anticoncezionale, che in certi Paesi (come Gran Bretagna, Svezia e Danimarca) è iniziato molto prima che in altri, come l'Italia, la Spagna e la Grecia, ad esempio.
Inoltre va considerata la maggiore o minore propensione ad avere figli, che è un fattore protettivo contro questo tumore, e che è molto più diffusa in determinati stati, come quelli dell'Est».
Morti in calo anche nei prossimi anni «C’è poi da prendere in considerazione l'uso della terapia ormonale sostitutiva (TOS ) -aggiunge Eva Negri, responsabile del Laboratorio Metodi Epidemiologici all'IRCCS-lstituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano -. Tedesche, inglesi e americane per anni hanno fatto maggiormente ricorso alle cure per arginare i sintomi della menopausa, soprattutto fino al 2002, quando sono poi stati resi noti gli esiti di un vasto studio statunitense (il Women's Health Initiative) che evidenziava i rischi aumentati di patologie cardiovascolari, tumori del seno e dell'ovaio legati alla TOS ». Alla luce delle statistiche raccolte, gli studiosi prevedono comunque un ulteriore calo delle morti per cancro all'ovaio per i prossimi anni (circa del 15 per cento negli Usa e del 10 in Europa), grazie anche ai miglioramenti che sono stati fatti in tempi più recenti sia nella diagnosi che nella terapia di questa neoplasia.
Il carcinoma ovarico subdolo e letale, in 8 donne su 10 viene scoperto quando è già in fase già metastatica e le probabilità di guarigione diventano molto basse. Questo tumore cresce spesso in fretta e senza dare sintomi specifici, per cui purtroppo la diagnosi precoce è ancora difficile da raggiungere sebbene da anni i ricercatori cerchino strumenti efficaci di prevenzione (come il pap test per il tumore all'utero) o di diagnosi precoce (come la mammografia ) per quello al seno. Dolori e gonfiore addominale, stitichezza o difficoltà digestive non vanno trascurati: sebbene molto vaghi, devono destare preoccupazione se perdurano per settimane e, soprattutto, se non sono mai stati presenti.
Ci sono poi alcuni fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa forma di tumore. Innanzitutto bisogna tener presente che la maggior parte dei casi viene identificata dopo l'ingresso in menopausa, tra i 50 e i 69 anni (ma alcuni tipi di tumore dell'ovaio possono presentarsi in donne più giovani). Inoltre circa il 15 per cento dei tumori all'ovaio ha come principale fattore di rischio la familiarità: donne con madre, sorelle, figlie con tumore dell'ovaio, della mammella o dell'utero hanno maggiori probabilità di sviluppare la neoplasia.
Inoltre le alterazioni dei geni BRCA 1 e BRCA2 di origine ereditaria possono portare a una predisposizione più o meno importante. Va anche considerata la storia riproduttiva della donna: ovulazioni ripetute sembrano essere associate ad un rischio maggiore di contrarre la malattia mentre la gravidanza sembra giocare un ruolo importante come fattore protettivo del tumore dell'ovaio proprio per la riduzione del numero di ovulazioni. Lo stesso vale per un prolungato allattamento che, da studi effettuati, sembra incidere positivamente nel proteggere dalla malattia. Mentre l'assunzione prolungata della pillola anticoncezionale è associata a un rischio minore di contrarre la malattia.
Infine, gli stili di vita: obesità, il fumo, assenza di esercizio fisico sono ulteriori fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa neoplasia.

 

Creato da:  Dott. Roberto Frantellizzi

Data pubblicazione:   15/09/16
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Roberto Frantellizzi

Ginecologia

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