Ai contenuti

Guida amministrativa

Malattia e lavoro

Rettocolite e malattia di Crohn: cosa si deve sapere

Rettocolite e malattia di Crohn: cosa si deve sapere

Le malattie infiammatorie dell’intestino sono all’origine di sintomi dolorosi e spesso disabilitanti.


Cosa sono le MICI?

Le MICI (malattie infiammatorie croniche dell’intestino) comprendono la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, entrambe caratterizzate dall’infiammazione della parete di una parte del tubo digerente in cui hanno origine le lesioni.

Picture_loc00554

Cos’è la malattia di Crohn ?

La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica che interessa una o più parti del tubo digerente. In genere colpisce giovani adulti, ma può manifestarsi a qualsiasi età, anche nei bambini. Ha un’evoluzione che prevede periodi di aggravamento e di remissione (calma); i periodi di aggravamento in genere si presentano con dolori addominali, episodi di diarrea con muco e talvolta sangue, e spesso di affaticamento.

Cos’è la rettocolite ulcerosa?

La rettocolite ulcerosa (o RCU) è una malattia cronica che colpisce circa 1 persona su 1000 e che si manifesta piuttosto presto nei giovani adulti. Questa malattia infiammatoria, che colpisce il retto e talvolta tutto il colon (intestino crasso) o soltanto una parte di esso, ha un’evoluzione che prevede periodi di aggravamento e di remissione. I periodi di aggravamento in genere si presentano con dolori addominali, episodi di diarrea con muco e talvolta sangue, e spesso di affaticamento.

Si conoscono le cause di queste due malattie?

No. In effetti, le cause non sono note. Tuttavia, possono essere presenti predisposizione genetica, disturbi del sistema immunitario e fattori ambientali comuni, soprattutto il consumo di tabacco. In genere si scoprono tra i 20 e i 30 anni.

Cos’è la colite infiammatoria?

Si tratta di una malattia cronica infiammatoria del colon che si manifesta con dolori addominali come spasmi, gonfiore addominale, stipsi alternata ad episodi di diarrea e, talvolta, reflusso gastrico. I sintomi compaiono e poi scompaiono. I periodi di remissione possono durate parecchio tempo, anche senza l’assunzione di medicinali.

Quali sono i segni di queste malattie?

I segni che possono allarmare riguardano essenzialmente l’addome: dolori addominali associati a diarrea che possono contenere sangue o muco. Questi segni sono in genere associati ad affaticamento, perdita di peso, dolori anali con ulcere o fessure. La presenza ripetuta di uno o più di questi segni deve far pensare ad una malattia infiammatoria intestinale.

Come confermare la diagnosi?

Se i sintomi sono frequenti e ripetuti, la diagnosi sarà confermata:

  • Con esame radiologico (radiografia intestinale). Tenuto conto della modesta somministrazione di raggi X utilizzati e delle precauzioni prese, non vi è alcun rischio associato alla radiografia. Tuttavia, le donne in gravidanza o che pensano di esserlo dovranno segnalarlo.
  • Con esame endoscopico (esplorazione anale mediante un tubo munito di telecamera) effettuato in anestesia locale o generale. Il medico curante informerà il paziente delle precauzioni e dei rischi eventuali associati all’anestesia. I pazienti riceveranno un modulo informativo.

In seguito, se necessario, verrà effettuata una biopsia. Questo esame consiste nel prelievo di un campione di tessuto da un’area in cui è stata individuata un’anomalia. Il campione di tessuto viene poi analizzato al microscopio per determinare la natura della patologia e formulare la diagnosi. La biopsia si svolge in anestesia locale e in genere non comporta alcuna complicanza. I piccoli sanguinamenti che possono manifestarsi in seguito al prelievo sono normali e transitori.

È possibile trattare queste malattie?

I trattamenti sono sempre più efficaci e possono consentire ad alcuni pazienti di ritornare ad una vita quasi normale e di rallentare considerevolmente l’evoluzione della malattia. Il contributo recente delle terapie con farmaci biologici rappresenta una grande speranza per molti pazienti. Questi trattamenti non sono adatti in tutti i casi. Infine, il ricorso alla chirurgia è sempre più limitato ad alcuni casi che non rispondono ai trattamenti.

Quali sono le conseguenze di queste malattie?

Queste malattie sono disabilitanti a causa del fastidio che procurano quotidianamente (moltiplicazione delle feci, dolori addominali, …). La paura che la malattia evolva e possa necessitare di intervento chirurgico che interessa il colon o l’ano è un elemento che rischia di perturbare la vita familiare, affettiva, sociale e professionale.

La colite infiammatoria, la malattia di Crohn e la RCU sono tre malattie che comprendono lunghi periodi di remissione (calma). Durante questi periodi, non si deve interrompere il trattamento senza prima consultare il medico curante. È importante seguire bene il trattamento, anche se i sintomi migliorano.

Redazione a cura di "KWHC GmbH” (Germania). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano. Ultima revisione giugno 2014.

Documento progettato e approvato da:  
Comitato scientifico  Medicina generale  di docvadis

Data pubblicazione:   19/06/14
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Pier Franco Di Roberto

Ginecologia

Ulteriori dettagli

Questo sito non deve essere utilizzato in sostituzione delle visite mediche.