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Vivere con la Spondilite Anchilosante

Vivere con la Spondilite Anchilosante

La Spondilite Anchilosante (SA) o morbo di Bechterw è una malattia reumatica infiammatoria che consiste nell’irrigidimento della colonna vertebrale. La malattia progredisce lentamente con una progressiva limitazione della mobilità.


Chi può sviluppare questa malattia?

La SA ha un'incidenza 3 volte maggiore nel sesso maschile ed esordisce in genere in pazienti di età compresa tra i 20 e i 40 anni, anche se può presentarsi a qualsiasi età. È 10-20 volte più frequente in parenti di primo grado di pazienti con SA, rispetto alla popolazione generale . Le cause di insorgenza della SA sono ignote.

Quali sono i segni della malattia?

Durante il decorso della malattia i sintomi variano. Un sintomo tipico è la lombalgia che risulta essere particolarmente accentuata al mattino. Con il movimento i fastidi migliorano. Il dolore partendo dalle articolazioni  dell’osso sacro e dell’osso iliaco (articolazioni iliosacrali) si irradia ai glutei e ad entrambe le cosce. Altri sintomi precoci della malattia sono i dolori occasionali all’anca, al ginocchio e alle spalle così come dolori al tallone. Si manifestano anche stanchezza e perdita di peso.

Qual è il decorso della malattia?

La malattia si evolve con riacutizzazioni. Con il tempo si verifica la tipica modificazione della postura e del movimento del corpo. La parte bassa della colonna vertebrale di solito si appiattisce e la colonna vertebrale dorsale si incurva progressivamente. Spesso si forma una gobba. Prevalentemente vengono colpite da una dolorosa limitazione motoria le grandi articolazioni, incluse quelle delle anche e delle ginocchia, delle spalle e del gomito.

Inoltre, alcune manifestazioni associate alla patolgia colpiscono altri organi. In alcuni pazienti si verifica un’infiammazione della coroide degli occhi (uveite) e talvolta un’infiammazione dell’arteria aorta (aortite) e possono manifestarsi malattie croniche a livello urogenitale e intestinale.

Come si effettua la diagnosi?

Il medico spesso riconosce la malattia basandosi sulla caratteristica descrizione dei disturbi da parte del paziente. Durante l’esame obiettivo quando il medico palpando passa dalla colonna vertebrale al bacino è caratteristico un dolore lancinante .

Le modificazioni sono ben visibili quando si effettuano una tomografia a risonanza magnetica (TRM) o una tomografia computerizzata. Si può osservare l’infiammazione dell’articolazione colpita e dei ponti ossei o un’ossificazione dei margini nella colonna vertebrale. Con queste strumentazioni è possibile effettuare molto rapidamente una diagnosi precoce.

Non esiste un esame di laboratorio univoco per la SA. Tuttavia, molto probabilmente nelle persone che ne sono affette va ricercato un tipico carattere genetico, il gene HLA-B27 riscontrabile nel 90% dei pazienti.

Come si cura la malattia?

Componenti molto importanti del trattamento sono una fisioterapia e un movimento regolari. Mediante questi trattamenti il dolore si attenua e la colonna vertebrale si mantiene mobile. È importante la collaborazione da parte del paziente che a casa deve eseguire regolarmente gli esercizi. La crioterapia e la terapia del calore di solito consentono di ridurre i disturbi.

Oltre alla fisioterapia, il medico prescrive spesso antidolorifici e antiinfiammatori tra i quali i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) e/o una terapia di base che influisce sul decorso della malattia. Fra le sostante impiegate vi sono sulfasalazina e metotrexato. Inoltre,  per la SA si ricorre anche ai farmaci biologici. Con gli inibitori del TNF-alfa (fattore di necrosi tumorale alfa) si rallenta la progressione della malattia. L’impiego della terapia di base dipende dallo stadio della malattia.

Qualche volta si somministrano temporaneamente anche preparati cortisonici, per curare un attacco acuto della malattia. Infatti anche il cortisone consente di abbassare il sistema immunitario e agisce così contro l’infiammazione. Negli stadi avanzati della malattia possono essere raccomandate anche radioterapia o intervento chirurgico.

La SA (o morbo di Bechterew) presenta un’evoluzione molto diversa nei singoli pazienti. Un decorso marcato che presenta l’irrigidimento completo della colonna vertebrale è raro. Nella maggior parte dei casi la mobilità è solo leggermente limitata. Le persone affette da questa malattia possono influenzarne positivamente il decorso ricorrendo a fisioterapia e movimento in quantità adeguata.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano

Ultima revisione dicembre 2012.

Data pubblicazione:   19/12/12
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Nicola Bacci

Ortopedia

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