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Guida medica personale

Chirurgia della spalla

Devo sottopormi ad intervento chirurgico alla spalla

Devo sottopormi ad intervento chirurgico alla spalla

La spalla è un’articolazione complessa sottoposta a notevoli sforzi. Oltre ad essere impiegata in traumatologia, la chirurgia della spalla viene utilizzata anche per intervenire sui tendini della cuffia dei rotatori oppure sull’artrosi della spalla (omartrosi).


Devo sottopormi ad intervento chirurgico alla cuffia dei rotatori, di che si tratta?

La cuffia dei rotatori è un insieme di tendini e muscoli (fig.1) che ricoprono la testa dell’omero (osso del braccio fig.2) e assicurano l’esecuzione della maggior parte dei movimenti dell’articolazione. Questi tendini possono entrare in conflitto con le strutture ossee della spalla e sviluppare lesioni di tipo «perforativo» più o meno importanti che possono richiedere un intervento di riparazione.

Fig. 1 – Spalla - tendini e muscoli

Fig. 1 – Spalla - tendini e muscoli


                    

        

Fig. 2 – Spalla - testa dell’omero con legamenti

Fig. 2 – Spalla - testa dell’omero con legamenti


Come si svolge l’intervento?

La tecnica utilizzata è l’artroscopia che consente di accedere ai tendini della cuffia dei rotatori introducendo, attraverso delle piccole incisioni inferiori ad un centimetro:

  • un artroscopio (microtelecamera) per visualizzare le lesioni;
  • poi, attraverso un altro punto di accesso, degli strumenti chirurgici adattati a questa tecnologia per riparare le lesioni evidenziate.

Il chirurgo può così suturare (riparare) un tendine perforato o danneggiato, fissare un tendine all’osso con un ancoraggio, pulire l’articolazione rimuovendo i detriti fibrosi intra-articolari, e ampliare lo spazio di scorrimento dei tendini. Talvolta, l’intervento può richiedere un’incisione più ampia e trasformarsi in intervento chirurgico «a cielo aperto» nel caso in cui la rottura del tendine sia troppo estesa.

Quali sono le precauzioni correlate a questo intervento?

L’intervento richiede un’anestesia generale che implica un’ospedalizzazione di qualche giorno, un’immobilizzazione variabile a seconda dell’intervento chirurgico effettuato e una riabilitazione di solito prolungata, che effettuata dal kinesiterapista locale può avere una durata di 3-6 mesi.
La tecnica chirurgica in artroscopia sulla cuffia dei rotatori è meno aggressiva rispetto ad un intervento chirurgico classico e consente un recupero più rapido. Le complicanze sono rare e possono essere correlate all’anestesia generale, ad un’infezione post-operatoria imprevista oppure ad un irrigidimento globale della spalla detto «capsulite retrattile».

È possibile operare una spalla artrosica?

La degradazione cartilaginea determina una disabilità funzionale importante. La soluzione proposta consiste nel rimpiazzare le superfici articolari con una protesi della spalla.

Come si svolge l’impianto di una protesi di spalla?

L'intervento richiede un intervento chirurgico «a cielo aperto». La protesi di spalla è costituita da due parti: una avvitata nella scapola, l’altra fissata all’omero (osso del braccio).

Quali sono le precauzioni correlate a questo intervento?

L’intervento si svolge in anestesia generale e implica un ricovero ospedaliero di circa una settimana.
La riabilitazione ha inizio nei giorni successivi l’intervento, solitamente presso un centro specializzato. Si potrà poi proseguire presso il kinesiterapista locale per un periodo di 3-6 mesi.

Quali sono le precauzioni correlate all’anestesia?

Questi interventi chirurgici che si svolgono in anestesia generale richiedono un consulto con l’anestesista prima dell’intervento. Ciò consente al medico di apprendere tutte le informazioni di natura clinica relative al paziente, allo scopo di eseguire l’anestesia in totale sicurezza. In quella sede, il medico informerà il paziente dei rischi correlati all’anestesia e potrà ricevere le risposte a tutte le sue domande. Prima dell’intervento il paziente riceverà un modulo di consenso informato.

La spalla è un’articolazione importante e complessa. Qualsiasi intervento chirurgico richiede una riabilitazione che potrà durare qualche mese e che è assolutamente necessario seguire rigorosamente, sotto la guida di un kinesiterapista. Il paziente riceverà consigli pratici specifici per la sua situazione al fine di evitare le complicanze associate alla riabilitazione.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano

Ultima revisione novembre 2012.

Data pubblicazione:   27/11/12
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Nicola Bacci

Ortopedia

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