Ai contenuti

Studio Medico Dott. Nicola CASTELLANO

Guida medica personale

La patologia

L’epatite C si può trattare

L’epatite C si può trattare

L’epatite C è una malattia infettiva che viene trasmessa mediante il contatto con il sangue della persona infetta. Oggi, grazie alla somministrazione di interferone, ormone tissutale, in associazione con altri farmaci, è possibile trattare anche questa malattia.

Diffusione e trasmissione dell’epatite C

L’epatite C è diffusa a livello mondiale. L’OMS indica che ne soffrono 170.000.000 persone nel mondo. L’epatite C è stata riconosciuta per la prima volta nel 1988, mentre prima di allora erano note soltanto l’epatite A e B.

 

La trasmissione della malattia avviene mediante il contatto con il sangue dei soggetti infetti. Il rischio di contrarre la malattia è quindi del 3-10% e dipende anche dalla quantità di virus assunta.

Vengono segnalate inoltre trasmissioni della malattia dovute a mancanza di cautela nel praticare tatuaggi, piercing o fori alle orecchie. Anche condividere l’utilizzo di rasoi, spazzolini da denti e siringhe (consumo di droghe) può essere causa di trasmissione.

 

Sintomi

I primi sintomi dell’epatite C sono piuttosto discreti. Si presentano stanchezza, affaticamento e disturbi simil-influenzali che spesso scompaiono per parecchio tempo. Pertanto, l’epatite C può essere individuata solo mediante specifici esami di laboratorio.

 

Il problema principale della malattia è chiaramente l’aumento del rischio, in una fase successiva, di decesso per cirrosi epatica.

 

Prevenzione e trattamento

Per prevenire l’infezione da epatite C si possono solo osservare le generali norme igieniche. Inoltre, si dovrebbero evitare rapporti sessuali non protetti con persone sconosciute. Il trattamento dell’epatite C è particolarmente importante in quanto i portatori di virus  facilmente contribuiscono all’ulteriore diffusione della malattia.

 

Scopo della terapia è eliminare il virus dal corpo della persona infetta, in modo che non sia più rilevabile. Si deve tenere presente che il virus stesso ha una vita molto breve (solo un giorno), ma si moltiplica molto rapidamente. Pertanto, nel quadro terapeutico può verificarsi che durante questa moltiplicazione il virus si modifichi diventando anche immune da determinati farmaci.

 

Oggi la terapia viene condotta con una combinazione di interferone di vari tipi e ribavirin. L’interferone viene somministrato per via iniettiva e di regola il paziente stesso è in grado di farlo dopo aver ricevuto le specifiche istruzioni. Ribarivin viene somministrato in aggiunta, come terapia orale (per compresse).

L’interferone, ha come effetto collaterale principale i sintomi simil-influenzali e può portare anche alla depressione. Pertanto, è importante una stretta assistenza del paziente da parte dei medici.

 

Attualmente sono allo studio nuove sostanze e si può ricorrere anche alla triplice terapia (tre sostanze contemporaneamente), con cui si spera di ottenere migliori risultati di trattamento.

 

La terapia viene condotta secondo uno schema molto preciso, in base al quale è possibile valutare la risposta al trattamento mediante la riduzione della cosiddetto carica virale (quantitativo di virus in una determinata quantità di sangue). Se entro un certo periodo di tempo non si riscontra una riduzione adeguata della carica virale, la terapia sarà probabilmente destinata al fallimento.

La durata della terapia dipende dal cosiddetto genotipo del virus dell’epatite C. In genere, dura da un minimo di 6 mesi a un massimo di 2 anni.

 

Inoltre, è noto che responsabile di questa malattia infettiva non è soltanto un tipo di virus, ma che esistono diversi sottogruppi dello stesso virus, i cosiddetti genotipi. Determinati tipi (genotipo 2 e 3) rispondono meglio alla terapia. In questo caso, le percentuali di guarigione possono arrivare fino all’80-90 percento. Più difficile da trattare è il genotipo 1. In questo caso, riesce a guarire circa il 50 percento dei pazienti trattati.

 

Oggigiorno, l’epatite C può essere trattata con successo. Con una combinazione di iniezioni di interferone associate a compresse, a seconda del tipo di virus, è possibile raggiungere percentuali di guarigione del 90 percento.

Redazione a cura di "KWHC GmbH” (Germania). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano. Ultima revisione giugno 2013.

Data pubblicazione:   21/12/16
Data di modifica:  22/04/14
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Nicola Castellano

Medicina interna

Documenti correlati

Stato di immunizzazione

Stato di immunizzazione

Il questionario è stato sviluppato come un metodo semplice per stabilire se è necessario consultare un medico in merito al proprio stato di immunizzazione.

Leggi
Calcolatore stato di salute
Infiammazioni oculari

Infiammazioni oculari

Informazioni di base.

Leggi
Testo
Epatite: mi hanno prescritto degli esami

Epatite: mi hanno prescritto degli esami

Durante lo screening ed il trattamento di un'epatite possono essere prescritti diversi esami.

Leggi
Testo

Numeri di assistenza e di emergenza

Il mio indirizzo di posta elettronica è

nic.castellano@gmail.com

 

Miei numeri di telefono:

 

3471097443

 

 

Clicca qui per ulteriori informazioni

Questo sito non deve essere utilizzato in sostituzione delle visite mediche.