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Reagisco di fronte ai rischi collegati al sovrappeso

Reagisco di fronte ai rischi collegati al sovrappeso

Reagisco di fronte ai rischi collegati al sovrappeso.

Che cos'è il sovrappeso?

  • Il sovrappeso è la conseguenza di un apporto eccessivo di calorie rispetto a un dispendio energetico troppo basso.
  • Il sovrappeso è particolarmente pericoloso quando si manifesta con un "accumulo" attorno alla vita.
  • Lo si determina attraverso l’indice di massa corporea (IMC) e dalla misura del girovita.

Come posso calcolare il mio indice di massa corporea?

(Indice di massa corporea) IMC = peso / altezza al quadrato (altezza x altezza)

Esempio: peso 85 Kg e sono alto 1,72 m
Il mio indice di massa corporea è:
(1,72 x 1,72) = 2,95
85/2,95

Il risultato è un indice pari a 28,8

Ecco come interpretare i risultati

IMC compreso tra 18,5 kg/m2 e 24,9 kg/m2 = peso normale.

IMC uguale o superiore a 25 kg/m2 = sovrappeso.

IMC uguale o superiore a 30 kg/m2 = obesità.

L’obesità è:

  • lieve tra 30 e 34,9 kg/m2
  • media tra 36 e 39,9 kg/m2
  • grave oltre i 40 kg/m2

Si tratta di un calcolo adatto per gli adulti fino a 65 anni.

Come posso misurare il mio girovita?

  • Misurare il girovita attorno all’ombelico.
  • Si parla di sovraccarico addominale quando il girovita è: ≥ 102 cm negli uomini e ≥ 88 cm nelle donne

Quali rischi si corrono se non si reagisce?

Il sovrappeso aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete e di problemi articolari.
Il sovrappeso solitamente è accompagnato da complicazioni (eccesso di colesterolo, ipertensione) che rappresentano esse stesse fattori di rischio.
Tutti questi fattori di rischio, conseguenze del sovrappeso, sono conosciuti con il termine di sindrome metabolica.
La sindrome metabolica può essere all’origine di affezioni cardiache, diabete, oppure di un incidente vascolare cerebrale (ictus).
La sua definizione si fonda su cinque elementi:

  • sovraccarico addominale (un ventre protuberante e un indice di IMC troppo alto);
  • tasso di trigliceridi alto (da controllarsi in occasione di un esame del sangue);
  • colesterolo HDL basso (colesterolo “buono”);
  • ipertensione arteriosa (controllare la pressione ad ogni visita);
  • iperglicemia (da controllare nel corso delle analisi del sangue);

La presenza di tre di questi elementi è sufficiente per determinare la diagnosi di rischio.

Come posso reagire?

  • Non è mai troppo tardi per reagire e riprendere il controllo sulla propria salute.
  • I primi risultati si notano in fretta.
  • Una perdita dal 5 al 10% del peso corporeo riduce significativamente il rischio cardiovascolare.
  • Il miglioramento dipende dal trattamento dei diversi sintomi, dall’adozione di semplici norme igieniche ed alimentari e dalla ripresa dell’attività fisica.
  • Un aiuto psicologico permette di riconciliarsi con la propria immagine ed imparare a valorizzarsi.
  • L’aiuto di un dietologo o nutrizionista può migliorare il proprio atteggiamento nei confronti del cibo.
  • Prendere nota di ciò che si mangia.
  • Prendere nota delle attività fisiche quotidiane.
  • Prendere nota delle difficoltà riscontrate (esercizio, alimentazione...).
  • Parlarne in occasione della visita successiva.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia). Revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.
Ultima revisione Agosto 2010.

Data pubblicazione:   01/10/10
 
 

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Dott. Nicola Castellano

Medicina interna

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