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Sintomi comuni

Deficit di Attenzione ed Iperattività

Deficit di Attenzione ed Iperattività

Informazioni sull'ADHD 


ADHD

            I problemi di condotta, tra cui in particolare il disturbo opposizionale (il cosiddetto “bambino onnipotente”) rappresentano tra i problemi più frequentemente osservabili nella pratica del Pediatra di famiglia. Essi sono determinati dai fattori ambientali di tipo socio-antropologico che caratterizzano la condizione del bambino e della famiglia moderna, tra cui soprattutto uno stile educativo genitoriale incoerente ed incapace di trasmettere il senso del limite.  Molti di questi disturbi di condotta evidenti nei bambini, si associano a “iperattività”, cioè a un controllo inadeguato dell’attività motoria. Tra questi esiste un gruppo di soggetti che presentano un disturbo non di origine ambientale ma “organico” (cioè “di organo”, e cioè una vera e propria malattia) dei meccanismi di controllo dell’attenzione e dell’impulso all’azione, che secondariamente porta ad un   insufficiente controllo dell’attività motoria conosciuto come “Disturbo di Attenzione con Iperattività” (acronimo inglese: ADHD).

      Chi sono questi bambini, cosa fanno e come si riconoscono?

      Sono quei bambini che, a causa del loro specifico deficit, si mostrano continuamente agitati, in continuo movimento, non riescono a stare mai  fermi, si dimenano continuamente e che i genitori trovano grande difficoltà a tenere "buoni". Quando, poi, iniziano a frequentare la scuola sono quei bambini che le insegnanti non vorrebbero mai avere: si alzano continuamente dal loro posto, danno fastidio ai compagni, non riescono a svolgere i compiti assegnati e finiscono spesso per cambiare banco, classe e talvolta ...  scuola. Il loro profitto scolastico, proprio per l'incapacità alla concentrazione, è quasi sempre scarso, ed il rapporto con i coetanei (ma anche con gli adulti) è spesso difficile. Sono quei bambini che in classe sono sempre impegnati in lotte e litigi coi compagni, sono spesso evitati dai loro amichetti e che spesso mostrano disappunto e tristezza. Sembrano apprendere con notevole difficoltà nelle aree verbali, lettura in particolare, mentre sembrano avere migliori risultati in matematica, ginnastica, arte e disegno. Incontrano enormi difficoltà nel completare autonomamente un compito, dimenticano spesso quanto avevano programmato di fare, anche se ne avevano tutta l’intenzione, apparentemente, di farlo. Quando iniziano un progetto, un gioco o quando si da loro un incarico, quasi mai lo portano a termine. Nonostante siano, in genere, appassionati di sport hanno difficoltà di coordinazione, sono impulsivi e facilmente distraibili, non riescono a seguire le regole del gioco (e quelle di stare insieme ad altri nel gioco), così da essere poco desiderabili come compagni di squadra.

            Ma quanti bambini hanno realmente questo tipo di difficoltà?. Cioè l’ADHD rappresenta un problema marginale o no?. In realtà l’ADHD non è affatto un problema raro, anzi sembra essere - nell’ambito dei già molto frequenti problemi di condotta - uno dei principali problemi con cui il pediatra (ma quindi il genitore e l’insegnante) viene a contatto. La prevalenza dell’ADHD varia molto, a seconda degli strumenti diagnostici utilizzati e le nazioni in cui viene studiata. I soggetti colpiti, comunque, sembrano essere numerosissimi in tutto il mondo. Molti studi valutano che sia affetto da ADHD tra il 2 e il 18% della popolazione in età scolare, anche se la stima migliore sembra essere quella del 4%.

Creato da:  Dott. Michele Fiore

Data pubblicazione:   05/06/10
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Michele Fiore

Pediatra

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