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Pensi di soffrire di “CERVICALE”? Molto probabilmente sbagli… DATI DALL'ULTIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLE CEFALEE

Pensi di soffrire di “CERVICALE”? Molto probabilmente sbagli… DATI DALL'ULTIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLE CEFALEE

Copenhagen 2014. Dai dati preliminari di uno studio che ho presentato il all'ULTIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLE CEFALEE (EHMTIC), è ormai chiaro che la maggior parte dei pazienti che ritiene di soffrire di “CERVICALE” soffre in realtà di EMICRANIA, condizione disabilitante ma sicuramente curabile. Questo succede per svariati motivi...


 

Pensi di soffrire di “CERVICALE”? Molto probabilmente sbagli…

Dai dati preliminari di uno studio che ho presentato il 27 Giugno 2014 all'ULTIMO CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETA' ITALIANA PER LO STUDIO DELLE CEFALEE, è ormai chiaro che la maggior parte dei pazienti che ritiene di soffrire di “CERVICALE” soffre in realtà di EMICRANIA, condizione disabilitante ma sicuramente curabile. Questo succede per diversi motivi:

  1. SEDE DEL DOLORE: nel 75% dei pazienti con emicrania, il dolore degli attacchi inizia (o comunque coinvolge in una fase precoce dell’attacco) le zone posteriori della testa o del collo.
  2. SINTOMI PREMONITORI: tra i sintomi premonitori (ovvero i sintomi che possono insorgere sino a 24 ore prima del dolore) è presente un senso di tensione/rigidità/disagio dei muscoli PARACERVICALI. 
  3. TRIGGER: gli attacchi emicranici vengono scatenati da alcuni fattori detti appunto “trigger” (dall’inglese “grilletto”); tra i più comuni vi sono i cambiamenti meteorologici, gli sbalzi di temperatura/umidità (vento, l’arrivo di un temporale, freddo-umidità, prendere freddo con in capelli bagnati,…).
  4. SINTOMI ASSOCIATI: negli attacchi emicranici oltre al dolore, il paziente può lamentare diversi sintomi tra cui: nausea, vomito, vertigini, spossatezza…

 

Ma quale è il motivo di questa confusione?

Mentre è facile comprendere perché per il punto 1 o 2 il paziente pensa di soffrire di problematiche “cervicali” (dal semplice assioma, non sempre vero, “localizzazione del dolore = causa del dolore”) per il punto 3 il passaggio non è così automatico, mentre per il punto 4 è ancora più complicato (ma non è mia intenzione dilungarmi qui su questa analisi).

Di fatto però questa "confusione" è ampiamente diffusa nella popolazione generale, e ahimè, talora anche tra i medici. Accade quindi che "attacchi ricorrenti della durata di molte ore (da almeno 4h sino a 3 giorni), caratterizzati da dolore al collo/testa moderato-severo e da svariati sintomi associati (tra cui  fastidio/sensibilità alle luci, ai rumori, nausea, vomito, difficoltà a concentrarsi, spossatezza, senso di malessere generale, irritabilità, instabilità posturale/vertigini)" vengano chiamati ATTACCHI DI CERVICALE.

La verità è che quello che  ho appena riportato in corsivo è la descrizione degli attacchi di EMICRANIA, una delle più frequenti patologie neurologiche, che COLPISCE L'11% DELLA POPOLAZIONE ITALIANA (tale percentuale raggiunge il 28% nelle donne di età compresa tra i 30 e i 40 anni).

 

Quindi la cervicale non causa dolore al collo o mal di testa?

Problematiche cervicali possono sicuramente causare dolore al collo, ma tale dolore non si sposta mai verso la testa e neppure si associano altri sintomi (vedi oltre). In tali patologie, il dolore dal collo può invece irradiarsi verso l'arto superiore (spalla/braccio/mano). In questo caso è altamente probabile che ci si trovi di fronte ad una patologia cervicale. Una comune patologia della colonna cervicale è la radicolopatia cervicale. A causa di alcune alterazioni strutturali (un’ernia discale, processi degenerativi artrosici,…) una radice nervosa che esce dal midollo cervicale viene irritata o compressa. Questo genera un dolore al collo o che dal collo si irradia ad un braccio. MA MAI ALLA TESTA! (a meno che non siano coinvolte vertebre "alte", quasi mai interessate da processi patologici, come C1, C2 o C3). 

Se invece il dolore dal collo durante l'attacco si sposta verso la testa e/o si associano altri sintomi (nausea, vertigini, malessere generale…) e soprattutto se gli attacchi dopo essere venuti passano (la cosiddetta "ricorrenza degli attacchi"), allora è difficile che ci si sia una problematica cervicale a generare tali sintomi.

Il concetto della ricorrenza degli attacchi è particolarmente importante e aiuta a capire quanto questa confusione non abbia senso di esistere: se esistono delle problematiche “cervicali”, ovvero patologie della colonna cervicale, tali condizioni sono nella maggior parte dei casi sempre presenti (è infatti impensabile che una degenerazione artrosica o una variazione strutturale della colonna cervicale sia presente un giorno e quello dopo scompaia!). Ed infatti nei rari casi di mal di testa causati da problematiche “cervicali” (si tratta della “cefalea cervicogenica” codificata al punto 11.2.1 della classificazione internazionale delle cefalee) il dolore è cronico-quotidiano, oltre ad avere alcune caratteristiche particolari.

La ricorrenza degli attacchi è quindi tipica di una patologia come l’emicrania in cui si alternano attacchi disabilitanti (spesso scatenati da alcuni fattori “trigger”) e periodi di completo benessere. In tale condizione infatti non vi è alcuna alterazione anatomica ma una “suscettibilità”, una predisposizione del paziente, su cui possono fare leva alcuni fattori “grilletto”.

 

Questa confusione crea problemi per il paziente?

Certo, perché tutti i pazienti emicranici che pensano di soffrire di cervicale hanno una diagnosi sbagliata e quindi:

1. eseguono esami e terapie inutili (a volte addirittura controproducenti), che causano sprechi in termini di  risorse economiche e di tempo.

2. non vengono curati per la loro patologia (che invece è una delle più curabili in neurologia).

Prima quindi di convincersi di soffrire di "cervicale" è bene avere il parere definitivo di un esperto.

 

PER INIZIARE A FARSI UN IDEA DI COSA SIA L'EMICRANIA SI CONSIGLIA DI LEGGERE LA SEZIONE DEDICATA, RAGGIUNGIBILE CLICCANDO QUI.
Bibliografia essenziale
  • VIANA M, Sances G, Nappi G, Sandrini G, Tassorelli C. “Cervical Pain” study in an Italian tertiary referral headache center. European Headache and Migraine Trust International Congress. Copenhagen, 18-21 September 2014.
  • Cevoli S, D'Amico D, Martelletti P, et al. Underdiagnosis and undertreatment of migraine in Italy: a survey of patients attending for the first time 10 headache centres.Cephalalgia. 2009 Dec;29(12):1285-93.
  • Kaniecki RG. Diagnostic challenges in headache - Migraine as the wolf disguised in sheep’s clothing. Neurology 2002, 58(Suppl 6):S1-S2

Creato da:  Dott. Michele Viana

Data pubblicazione:   11/01/14
Data di modifica:  18/10/14
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Michele Viana

Neurologia

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