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Il doping

Il Doping: la normativa penale e sportiva

Il Doping: la normativa penale e sportiva

 L’utilizzo di farmaci per migliorare la prestazione sportiva da sempre accompagna l’evoluzione dello sport moderno: si sono affinate le conoscenze, le tecnologie ma il fine rimane sempre quello di vincere al di là d’ogni etica sportiva e ignorando o sottovalutando i rischi per la salute dell’atleta.


Questo fenomeno che in molti paesi si è sviluppato spesso anche con la collaborazione o quanto meno con l’indifferenza delle principali organizzazioni sportive, non riguarda solo atleti d’alto livello, ma sempre più frequentemente le fasce amatoriali e giovanili.

Per contrastare questo grave problema si deve agire su più fronti: con efficaci deterrenti legali per colpire chi del doping fa un affare commerciale, con sempre più sofisticate tecnologie d’esame anti-doping, ma soprattutto con una capillare opera d’informazione sui rischi che tali pratiche comportano e un sempre più stretto controllo sulla salute degli atleti d’ogni categoria.

Il Comitato Olimpico Internazionale (C.I.O.) definisce il doping come:

  • Somministrazione di sostanze appartenenti alle classi proibite d’agenti farmacologici
  • Utilizzo di metodiche illecite

Altre classi di farmaci, come vedremo, sono soggette a restrizione d’uso, altri farmaci possono essere utilizzati in determinate modalità di somministrazione e previa notifica all’autorità anti-doping.

Nel 2000 è stata licenziata dal parlamento la prima legge italiana che trasforma il doping, da illecito sportivo, in fatto di rilevanza penale: nel collegamento si può scaricare in formato word - zip il testo integrale

SENATO DELLA REPUBBLICA XIII LEGISLATURA - Legge 14 dicembre 2000, n. 376
"Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping" Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2000

Di seguito sono riportate, come da circolare CIO del 31/01/1999, le classi di sostanze proibite, le procedure illecite e i farmaci sottoposti a restrizione d’uso o a notifica.

(I)   Classi di sostanze proibite

1. Agenti anabolici (steroidi anabolizzanti, b2-agonisti)

2. Diuretici

3. Ormoni peptidici, mimetici e analoghi

4. Stimolanti il S.N.C.

5. Narcotici

(II)   Procedure illecite

1. Emodoping

2. Manipolazione farmacologica, chimica, fisica

Pratiche o sostanze che possono provocare un’alterazione dell’integrità e validità dei campioni di urina utilizzati per i controlli (cateterizzazione, sostituzione, manomissione, inibizione dell’escrezione renale, ecc.)

(III)  Classi di sostanze sottoposte a restrizione d’uso

1. Alcool

2. Anestetici locali

3. b-bloccanti

4. Corticosteroidi

5. Cannabinoidi

(IV)  Classi di sostanze sottoposte a notifica

1. b-agonisti selettivi

2. Corticosteroidi

2. Anestetici locali

Classi di sostanze proibite

1. AGENTI ANABOLICI

Gli agenti anabolici sono gli ormoni androgeno-anabolizzanti che, come il testosterone, hanno uguale azione mascolinizzante (androgena) e di stimolo ai processi di sintesi e risintesi delle strutture dell’organismo (anabolismo), gli steroidi anabolizzanti sintetici in cui si ha una minor, ma sempre presente azione androgena, e i farmaci b2-agonisti, utilizzati per combattere il broncospasmo tipico dell’asma che, se assunti ad alti dosaggi, possono avere un effetto anabolizzante.

STEROIDI ANABOLIZZANTI

I loro principali effetti anabolici sono l’aumento della massa muscolare, della concentrazione di emoglobina e del numero dei globuli rossi, la riduzione della percentuale di grasso corporeo e il controllo della sua distribuzione, l’aumento dell’assorbimento osseo del calcio e la ritenzione di sodio, cloro, potassio, fosfati e acqua.

Gli effetti mascolinizzanti (in età puberale) sono la crescita del pene con lo sviluppo delle ghiandole seminali, la crescita e sviluppo della prostata, la comparsa dei caratteri sessuali secondari maschili (peli corporei, tipologia pelo pubico, aumento e distribuzione della barba, approfondimento della voce) e l’aumento della secrezione delle ghiandole sebacee.

I farmaci anabolizzanti hanno importanti effetti collaterali, dannosi e tossici sui quasi tutti gli organi ed apparati. I più importanti sono:

  • CARDIOCIRCOLATORI con azione favorente dislipidemie e aumento della massa cardiaca senza contemporaneo aumento della vascolarizzazione (dati solo su cavie).
  • EPATICI con test di funzionalità alterati, ittero e possibili emorragie e tumori.
  • DERMO-CUTANEI con acne e ritenzione idrica.
  • PSICHICI con euforia ed aggressività, dipendenza psicologica (depressione dopo sospensione dell’assunzione).
  • SULLE FEMMINE con mascolinizzazione: variazione del tono della voce (ossificazione irreversibile del laringe), ipertrofia clitoridea (irreversibile), peluria di tipo maschile, variazione della distribuzione del tessuto adiposo, alterazioni del ciclo mestruale.
  • SUI MASCHI con femminilizzazione: ginecomastia (aumento del volume della mammella maschile con aspetto simile a quella femminile), ipotrofia testicolare e diminuzione o scomparsa degli spermatozoi (a volte irreversibile).

IN ETA’ EVOLUTIVA con l’arresto precoce dell’attività dell’accrescimento osseo.

Sì poi possono verificare particolari situazioni collegate all’assunzione “clandestina” di questi farmaci:

  • SUPERDOSAGGI: non esiste letteratura ufficiale riguardante l’assunzione di steroidi a scopo di doping (con dosaggi e periodi di gran lunga superiori a quelli terapeutici) e quindi sui relativi effetti collaterali che comunque si suppone essere notevolmente amplificati.
  • INTERAZIONE FARMACOLOGICA: sono stati descritti casi di morti improvvise in consumatori di cocktail di cocaina-steroidi e non sono del tutto noti gli effetti di associazioni con altri farmaci.
  • MERCATO NERO DEGLI STEROIDI: questo può comportare la non sicura sterilità dei farmaci, indicazioni errate (con dosaggi e contenuti falsi), l’utilizzo di farmaci destinati al mercato veterinario e il commercio da parte del crimine organizzato, con tutte le conseguenze del caso.

b2-AGONISTI

Sono utilizzati nella terapia dell’asma e dichiarati sostanze dopanti nel 1993, tranne tre preparati inalatori (salbutamolo, terbutalina, salmeterolo) il cui uso deve comunque essere motivato e segnalato. L’effetto anabolizzante è stato dimostrato su animali per dosi oltre le 10-15 volte quelle terapeutiche.

Di seguito sono riportate le varie confezioni commerciali contenenti sia i prodotti attivi permessi che proibiti.

Spray permessi

SALBUTAMOLO Aerotec, Breva, Bronco Valeas, Salbufax, Ventolin,   Clenil Compositum (+beclometasone), Zarent (+nedocrimile)

TERBUTALINA Bricanyl

SALMETEROLO Arial, Salmetedur, Serevent

Spray proibiti

PROCATEROLO Procadil

REPROTEROLO Broncospasmina

FORMOTEROLO Eolus, Oxis

FENOTEROLO Dosberotec

BITOLTEROLO Asmalene

CLENBUTEROLO Broncodil, Clenasma, Contrasmina, Monores

2. DIURETICI

Sono farmaci che aumentano la produzione dell’urina da parte del tessuto renale e sono utilizzati come doping per:

  • Diminuire il peso corporeo (per rientrare nelle categorie di peso).
  • Aumentare la velocità di escrezione delle sostanze dopanti e loro diluizione

3. ORMONI PEPTIDICI, MIMETICI ed ANALOGHI

E’ un gruppo di farmaci doping non omogeneo, raccogliendo sostanze con effetti farmacologici alquanto vari:

  • GONADOTROPINA CORIONICA (HCG)
  • GONADOTROPINE SINTETICHE e IPOFISARIA (LH)
  • CORTICOTROPINE (ACTH)
  • SOMATOTROPINA o ORMONE della CRESCITA (GH)
  • FATTORE CRESCITA INSULINOSIMILE (IGF-1)
  • ERITROPOIETINA (EPO)
  • INSULINA

SOMATOTROPINA o ORMONE della CRESCITA (GH)

Attualmente non vi è la possibilità di distinguere aumenti di GH dovuti

a doping o da adattamenti indotti dall’allenamento. Il GH è utilizzato come doping sia per gli effetti metabolici che anabolici. L’azione metabolica è insulino-simile con l’aumento di captazione tissutale sia di glucosio che di aminoacidi, con diminuzione della produzione di sostanze grasse. L’azione anabolica avviene tramite stimolazione delle somatomedine (IGF-1, IGF-2) che inducono la crescita incrementando la proliferazione cellulare e la sintesi cartilaginea. L’abuso di questa sostanza è motivato dalla speranza di un aumento della massa muscolare con un contemporanea diminuzione di quella grassa, ma comporta gravi effetti collaterali quali:
  • ALTERAZIONI del METABOLISMO INTERMEDIO con riduzione dell’utilizzo del glucosio da parte dei tessuti periferici (in particolare dei muscoli), liberazione di acidi grassi e formazione di corpi chetonici.
  • ALTERAZIONI SOMATICHE: irsutismo (aumento dei peli sulla superficie corporea) e ginecomastia.
  • FORMAZIONE di ANTICORPI: nel 30% dei casi si ha ipersensibilità.
  • GIGANTISMO nei soggetti in fase di accrescimento.
  • SINDROME ACROMEGALICA negli adulti.

ERITROPOIETINA (EPO)

E’ un ormone peptidico, prodotto dalle cellule del rene, che stimola vari processi che portano alla formazione dei globuli rossi. L’ipossia è lo stimolo più efficace alla secrezione di EPO.

Nel 1977 si è ottenuta dall’urina umana l’EPO purificata e nel 1983, isolando e clonando il gene umano, si è riusciti, mediante ingegneria genetica, a produrla su scala industriale. Da allora si è presentato il problema dell’uso di EPO a scopo doping. L’aumento degli eritrociti indotto dall’EPO migliora la capacità di trasporto dell’O2 e, anche se in letteratura è presente un solo studio (Ekblom e Berklund 1991), è certo che si verifichi un sensibile miglioramento della potenza e della prestazione aerobica. Non si è attualmente in grado di definire in che misura la somministrazione illecita di EPO produca un miglioramento della prestazione in funzione delle condizioni di allenamento.

L’EPO ha anche effetti fisiologici che, in qualche maniera, sfavoriscono la prestazione e, soprattutto, sono potenzialmente pericolosi: aumentando la viscosità ematica si ha un incremento del lavoro cardiaco e una peggiore irrorazione capillarica. Uno dei principali pericoli nell’uso dell’EPO è infatti il rischio di trombosi (con infarti ed embolie) appunto da emoconcentrazione favorita anche dall’inevitabile disidratazione da sforzo prolungato.

Inoltre si può avere un potenziamento dell’effetto causato dall’aumento delle resistenze vascolari cerebrali indotte dall’esercizio con possibili emorragie.

AUTOEMOTRASFUSIONE

Nel campo delle pratiche doping ha preceduto l’uso dell’EPO e si basa sulla stessa ipotesi che l’adattamento alla resistenza migliori i fattori fisiologici centrali (cardio-respiratorio-circolatorio) e periferici (diffusione e utilizzo muscolare di O2) ma non il sistema di trasporto dell’O2: gli eritrociti. E’ invece ben noto che durante l’esercizio fisico intervengono fattori (di capillarizzazione, enzimatici, temperatura, equilibrio acido-basico, pressione di O2, ecc.) che riescono ad aumentare anche dell’80% il coefficiente di utilizzazione di O2. Gli effetti collaterali e dannosi dell’autoemotrasfusione sono sovrapponibili a quelli dell’uso dell’EPO.

CORTICOTROPINA (ACTH), CORTICOSTERONE

L’ACTH è secreta dall’ipofisi e stimola la produzione di corticosterone dalle ghiandole surrenali con effetti sui metabolismi:

  • glucidico iperglicemia, glicosuria,
  • proteico aumento catabolismo (osteoporosi, atrofia muscolare e cutanea)
  • lipidico aumento deposizione tessuto adiposo.

L’ACTH è impropriamente utilizzato per aumentare il tasso di corticosteroidi endogeni ematici ricercando l’effetto euforizzante sull’umore e di migliore sopportazione della fatica.

Tali ormoni hanno gravi effetti collaterali e provocano, alla lunga anche un deterioramento delle capacità prestative. I principali effetti tossici degli ormoni corticoidi sono:

  • ALTERAZIONI METABOLISMO IDRO-SALINO con deplezione plasmatica di potassio e cloro, alcalosi, ritenzione idrica e di sodio.
  • ALTERAZIONI TROFISMO CUTANEO con acne con strie purpuree, irsutismo.
  • ALTERAZIONI PSICOLOGICHE con stato euforico seguito da fasi depressive.
  • DIABETE MELLITO con acidosi chetonica, glicosuria.
  • INFEZIONI SECONDARIE da diminuzione della risposta immunitaria.
  • MIOPATIA STEROIDEA.
  • OBESITÀ “A BUFALO” con disturbi dell’assetto lipidico.
  • OSTEOPOROSI.
  • “SINDROME DI CUSHING” IATROGENA: le alterazioni già descritte più edemi periferici, ipertensione arteriosa, ecchimosi diffuse.

4. STIMOLANTI

Gli stimolanti psicoattivi sono stati i farmaci più utilizzati come doping sino a 15-20 anni fa; le principali classi di tali farmaci utilizzati a scopo di doping sono:

  • STIMOLANTI PSICOATTIVI COME DOPING
  • Anti-depressivi
  • Amfetamine e anoressizzanti
  • Analettici e antiasmatici con azione
  • stimolante sul Sistema Nervoso Centrale
  • Droghe d’abuso stimolanti il Sistema Nervoso Centrale

AMFETAMINE


Hanno un’azione simile a quella delle catecolamine con meccanismo sia centrale che periferico; gli effetti principali sono: broncodilatazione, aumento della frequenza e della contrattilità cardiaca, incremento della glicogenolisi epato-muscolare e della lipolisi con un azione diretta sulla “sensazione di fatica”. I principali effetti collaterali sono: aggressività, paranoia con altri disturbi psico-sensoriali (allucinazioni, deliri, confusione mentale, ecc.), insonnia e ansia, disturbi cardiocircolatori come ipertensione arteriosa, tachicardia con tachipnea, può essere presente ipertermia con tremori; infine si può instaurare una vera e propria tossico-dipendenza con eventuale sindrome da astinenza.

Da ricordare che la sensazione di fatica è un meccanismo di difesa dell’organismo che impedisce di raggiungere ed oltrepassare limiti di impegno potenzialmente dannosi.

Le amfetamine bloccando questo “campanello d’allarme” possono porre l’atleta in una situazione di pericolo prolungando al di la del fisiologico la prestazione con elevato rischio di collasso cardiocircolatorio o di colpo di calore

COCAINA

Come le amfetamine non ha una azione farmacologica diretta ma di iper-secrezione delle catecolamine endogene. Per il sua relativa breve durata d’azione è utilizzata più come droga d’abuso che per migliorare la prestazione atletica. Gli effetti dannosi della cocaina sono quindi quelli tipici della tossico-dipendenza con interessamento anche dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio.

CAFFEINA

La caffeina, ai dosaggi compatibili con delle comuni abitudini alimentari, ha un blando effetto psicoattivo, mentre è considerata pratica doping la sua assunzione ad alte dosi.
Per questo la positività per la caffeina dipende dalla sua concentrazione urinaria (deve essere superiore ai 12 mg/ml).

Creato da:  Centro di Medicina dello Sport

Data pubblicazione:   24/02/12
 
 

Informazioni sullo studio

Centro di Medicina dello Sport

Specializzazione principale:
Medicina dello Sport

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