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Soffro di lipodistrofia e vorrei fare qualcosa

Soffro di lipodistrofia e vorrei fare qualcosa

La lipodistrofia è uno degli effetti secondari della combinazione di più farmaci antiretrovirali. Essa consiste nella diminuzione o nell’aumento dell'adipe in specifiche parti del corpo. Che fare?


Alcuni chiarimenti

La lipodistrofia, un'anomalia localizzata del tessuto sottocutaneo (sotto la pelle), consiste in un'alterata distribuzione dell'adipe.

  • Il tessuto adiposo scompare: perdita della massa adiposa a livello del viso, delle braccia, delle cosce e delle natiche. Le vene diventano molto evidenti.
  • La massa adiposa può invece aumentare eccessivamente a livello del seno, del ventre, del collo (doppio mento) e della nuca (gobba di bufalo).
  • Entrambe le forme del disturbo possono comparire nella stessa persona.
  • Come reagire: misurando il peso, il giro vita, il giro fianchi e il giro seno per valutare eventuali modificazioni. Questi dati vengono inseriti nella Sua cartella clinica.

Questo fenomeno indesiderato è spesso accompagnato da alterazioni metaboliche, quali un aumento del colesterolo, dei trigliceridi o una resistenza all'insulina con aumento della glicemia. I fattori di rischio per queste alterazioni sono l'età, una bassa carica virale e una lunga durata del trattamento.
Oggi si ritiene che la combinazione trattamenti dei farmaci antiretrovirali sia sempre più utile e che la lipodistrofia indotta dagli antiretrovirali non sia tanto legata alla loro efficacia, quanto ai tempi di esposizione al trattamento, all'età, alla durata dell'infezione e alla natura del trattamento.  Tuttavia, non è sempre possibile spiegare perché la lipodistrofia si manifesti in certe persone e non in altre, dal momento che esistono anche delle persone che presentano la stessa anomalia pur non essendo in trattamento. Sono in corso parecchi studi. I risultati condurrano forse alla realizzazione di un trattamento efficace.

Cosa posso fare?

Quando diventa troppo difficile accettare il proprio aspetto fisico, può sopraggiungere l'angoscia. Non ci si riconosce più, la malattia diventa difficile da nascondere, ci si sente meno attraenti. Se questo è il Suo caso, significa che il problema è reale, e che bisogna agire.

  • Prima di tutto, adotti un'igiene di vita:
    • faccia la giusta attività fisica,
    • smetta di fumare.
  • Quindi, adotti un'alimentazione appropriata. Mangi diversamente:
    • elimini i grassi animali,
    • limiti l'assunzione di zuccheri a rapido assorbimento e l'alcool.
  • Se sta vivendo troppo male la situazione, si potrà scegliere di modificare il Suo trattamento.
  • Un'alternativa è quella di ricorrere a un dermatologo, il quale può iniettare un prodotto che riempie i solchi del viso. Queste iniezioni consentono un ispessimento del derma che maschera le perdite di volume molto marcate a livello del viso (la procedura è la stessa di quella impiegata nel settore estetico per nascondere le rughe). Questo prodotto, però, si riassorbe gradualmente ed è necessario ripetere le iniezioni nel tempo, ogni sei mesi o annualmente, in base al prodotto scelto.
  • La gobba di bufalo può essere trattata con il laser quando è di piccole dimensioni.
  • Lo scioglimento dell'adipe a livello delle natiche, se grave, causa grande disturbo, in quanto rende difficile la posizione seduta o la camminata. La chirurgia è consigliata in casi eccezionali e consiste nell'inserimento di protesi nelle natiche, attualmente non mutuabili. 
  • In certi casi è possibile intervenire chirurgicamente sui solchi del viso. Il chirurgo preleva in anestesia generale dell'adipe da una parte del corpo (spesso il ventre) per reiniettarlo a livello del viso. Questo intervento richiede a volte una seconda operazione (qualche mese dopo la prima), in quanto talvolta l'adipe tende a scendere verso la parte bassa del viso. I servizi ospedalieri pubblici non coprono tutti questi interventi.
  • Tuttavia, discutendo del problema con il Suo medico, sarà possibile trovare una soluzione adatta.

La lipodistrofia può essere una malattia difficile con cui convivere, in quanto colpisce l'aspetto fisico. Ognuno ha una propria soglia di accettazione. Non esiti a rivolgersi ad uno psicologo o a uno psichiatra che La aiuterà ad esprimere la Sua sofferenza e a meglio accettare il Suo cambiamento fisico.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia)". Traduzione e revisione a cura del Dott. Emilio Romanini.

Data pubblicazione:   17/12/16
Data di modifica:  30/04/10
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Maurizio Colonna

Fisiatria

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