Ai contenuti

Guida medica personale

La patologia

SINDROME DA OCCHIO SECCO

SINDROME DA OCCHIO SECCO

 Occhio secco | Cos'è Sindrome occhio secco | Studio Vichi'occhio secco è una patologia oculare che consiste in un'alterazione qualitativa e quantitativa del film lacrimale. Le funzioni principali del film lacrimale sono difesa, lubrificazione, nutrizione, trasparenza ottica e pulizia, e rappresenta la principale difesa alle infezioni batteriche corneali e congiuntivali assieme alla palpebra. Questa patologia, conosciuta anche come "sindrome dell'occhio secco", può provocare lesioni alle strutture esterne dell'occhio: la ridotta produzione o eccessiva evaporazione delle lacrime procura danno alla superficie oculare esposta, in quanto vengono perse le caratteristiche pulenti e lubrificanti delle lacrime. In questo modo si espone l'occhio ad un maggiore attrito dovuto al movimento palpebrale e ad un maggiore rischio di infezioni. L'occhio secco si distingue in due forme: ipolacrimia, cioè da ridotta produzione di lacrime e dislacrimia, da eccessiva evaporazione. Quest'ultima è la forma assolutamente più frequente, e le cause sono diverse: Età avanzata. Con il passare degli anni si verifica un'atrofizzazione delle ghiandole lacrimali causando una progressiva alterazione qualitativa della lacrima stessa. Menopausa e gravidanza. Nelle donne, a causa dei nuovi equilibri ormonali, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della porzione esercente. Lenti a contatto. Il loro uso prolungato può notevolmente aumentare l'evaporazione delle lacrime. Alterazioni palpebrali. Riduzione dell'ammiccamento (videoterminalisti, persone affette da Parkinson), assenza di una perfetta congruità del bordo palpebrale, frequente nei pazienti anziani, infiammazioni croniche. Farmaci. Antidepressivi, antipertensivi, antiaritmici, antiulcera, antistaminici, diuretici, ormoni ed immunosoppressori possono inibire la produzione delle lacrime. Occhio secco | Sintomi Sensazione di corpo estraneo negli occhiBruciorePruritoIpersensibilità alla luceDifficoltà nell'apertura palpebrale al risveglio - Difficoltà di ammiccamentoSensazione di occhio bagnatoAppannamento visivo Sensazione di sabbia o corpo estraneo nell'occhio Bruciore Prurito Fotofobia (fastidio alla luce) Difficoltà nell'apertura palpebrale al risveglio Sensazione di occhio bagnato Difficoltà di ammiccamento Appannamento visivo La sintomatologia è soggettiva ed aumenta in particolari condizioni ambientali, come nell'esposizione al vento o al caldo secco, in ambienti poco umidi e in presenza di fumo, aria condizionata o riscaldamento. Occhio secco | Diagnosi Durante la normale visita oculistica, il medico può sottoporre il paziente ad alcuni test per individuare le alterazioni qualitative e quantitative della lacrimazione. Il BUT test (test di rottura del film lacrimale), permette di avere una valutazione qualitativa del film lacrimale. Eseguito con l'esame al biomicroscopio, viene apposta della fluoresceina nel sacco congiuntivale, osservando e misurando quanti secondi impiega il velo di lacrime sulla superficie della cornea ad interrompersi, togliendo così protezione e lubrificazione alla cornea stessa. Test di Shirmer sindrome occhio secco | Studio Vichi Il test di Shirmer, invece, consente la misurazione quantitativa della produzione lacrimale. Questo test viene eseguito introducendo due piccole strisce di carta assorbente all'interno del fornice palpebrale inferiore di entrambi gli occhi e misurando la porzione di carta inumidita dopo 2-3 minuti. Occhio secco | Trattamento Terapia farmacologica Il farmaco perfetto per curare la ipolacrimia sarebbe la sostanza che stimoli le ghiandole lacrimali principali ed accessorie ad una secrezione quantitativamente e qualitativamente più corretta. Allo stato attuale, questa sostanza non esiste. È tuttavia possibile praticare una terapia sostitutiva e/o correttiva a base di colliri, gel, lacrime artificiali, che possiedono sostanze dall'azione detergente, lubrificante e disinfettante simili a quelle dellel lacrime naturali. Sconsigliamo l'auto-prescrizione di colliri a base di lacrime artificiali, in quanto un medico oculista può effettuare un preciso inquadramento diagnostico ed una migliore prescrizione terapeutica, adatta a tutte le differenze che possono presentarsi caso per caso. Terapia con lenti a contatto Nel caso in cui la terapia farmacologica non fosse sufficiente, o se dovesse esistere il rischio di danni alla cornea (cheratocongiuntivite secca), è possibile usare particolari lenti a contatto che proteggono la superficie oculare dall'effetto abrasivo delle palpebre. L'uso delle lenti è tuttavia spesso poco attuabile in quanto, in caso di ipolacrimia con marcata riduzione della componente acquosa, le lenti a contatto sono mal tollerate. Nel caso invece ci si trovi in presenza di una cheratite filamentosa, l'uso delle lenti a contatto sarà di grande aiuto: ridurranno fortemente i dolori e renderanno più efficaci i farmaci lubrificanti prescritti. Le lenti a contatto monouso giornaliere sono decisamente consigliate in quanto, la possibilità di usare ogni mattina una lente nuova e sterile, potrebbe aiutare a superare alcune delle cause di intolleranza dalle lenti a contatto nelle ipolacrimie legate all'eccesso di scorie e depositi sulla superficie della lente deteriorata o poco lavata dal flusso lacrimale. (verificare l’assenza di controindicazioni da parte del medico oculista) Terapia chirurgica Ragon laser | occhio secco | Studio VichiPunctum plus | occhio secco | Studio VichiUn metodo utile per capire se sia il caso di intervenire chirurgicamente, è quello dell'occlusione provvisoria con tappi di acido ialuronico. Questi tamponi, inseriti nei condotti di scarico lacrimali, si disciolgono in breve tempo, fra i 4 e i 7 giorni. Se in questo periodo avviene una riduzione della sintomatologia, il metodo dell'occlusione si dimostra efficace, in quanto permette una migliore lubrificazione dell'occhio. Si può dunque ricorrere alla chiusura definitiva mediante l'uso di punctum plus o del raggio laser, argon laser. Occhio secco | Consigli pratici Bevete molti liquidi, curate adeguatamente l'igiene del bordo palpebrale e mantenete un'adeguata umidità degli ambienti in cui vivete, soprattutto se questi sono asciutti, riscaldati o ventilati. Gli impianti di condizionamento deumidificano troppo l'aria e creano un'eccessiva ventilazione. Molto importante è anche un buon ammiccamento oculare. Molto spesso questo è raro o incompleto: ricordate che si può imparare ad ammiccare regolarmente e completamente.


 

Creato da:  Dott. Martino Mariano Tritto

Data pubblicazione:   14/06/16
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Martino Mariano Tritto

Oftalmologia

Ulteriori dettagliTariffarioContattami

Questo sito non deve essere utilizzato in sostituzione delle visite mediche.