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Le "tachicardie" notturne

Le "tachicardie" notturne

Frequentemente in Pronto Soccorso o in Ambulatorio cardiologico giungono pazienti di sesso femminile (ma non esclusivamente) riferendo episodi di tachicardia, soprattutto nelle ore notturne. In realtà quello che i pazienti riferiscono sono espressioni del tipo: “di notte sento il cuore che batte”, “talvolta mi sento il cuore come se volesse uscire dal collo”, “sento dei battiti strani e poi il cuore che accelera”, “non riesco a dormire sul fianco sinistro perché sento il cuore che batte forte”. Tuttavia solo raramente le riferite “tachicardie” notturne sono reali e anche quando reali solo rarissimamente sono forme aritmiche spiegate da cardiopatie e necessitanti di terapia medica. Cerchiamo di comprendere di più.


   Frequentemente in Pronto Soccorso o in Ambulatorio cardiologico giungono pazienti di sesso femminile (ma non esclusivamente) riferendo episodi di tachicardia, soprattutto nelle ore notturne. In realtà quello che i pazienti riferiscono sono espressioni del tipo:

-         “di notte sento il cuore che batte”,

-         “talvolta mi sento il cuore come se volesse uscire dal collo”,

-         “sento dei battiti strani e poi il cuore che accelera”,

-         “non riesco a dormire sul fianco sinistro perché sento il cuore che batte forte”.

 

   Anzitutto va ben definita la differenza tra Cardiopalmo, ovvero la sensazione di cuore che batte velocemente e vera e propria Tachicardia. Si parla infatti di Tachicardia solo quando il numero di pulsazioni al minuto del cuore è superiore a 100.

 

Cosa fare in caso di sensazione di cardiopalmo?

   In caso di sensazione di cardiopalmo è pertanto necessario come primo atto oggettivare se si tratta veramente di una tachicardia o se si tratta semplicemente di una sensazione soggettiva. Il dato può essere rilevato autonomamente da parte del pz. stesso palpando il polso radiale e contando il numero di pulsazioni che si susseguono in un minuto. Se queste sono superiori a 100 allora il cardiopalmo è reale e si è di fronte ad una qualche forma di tachicardia, se le pulsazioni sono inferiori a 100 si dovrà invece concludere semplicemente per una sensazione, che potrebbe essere stata determinata da uno stato ansioso, anche blando.

 

Quando allora sottoporsi a controlli medici?

   Solo quando si sono documentati episodi effettivi di tachicardia con Fc superiori a 100 bpm.

Quando effettuare i controlli medici?

   Subito, durante la tachicardia, facendosi portare ad un Pronto Soccorso per registrare un Elettrocardiogramma e documentare quindi il tipo di tachicardia, per il quale si potrà valutare un’eventuale terapia farmacologia acuta e/o profilattica al fine di prevenire nuovi episodi del tipo.

Quali altri accertamenti eseguire?

   In caso di episodi documentati e ripetuti di una qualche forma di tachicardia sarà opportuno sottoporsi ad una visita cardiologia a conclusione della quale sarà il cardiologo, sulla base dell’Elettrocardiogramma basale e soprattutto della visita medica ad indicare eventuali altri accertamenti come l’Elettrocardiogramma dinamico secondo Holter e/o l’Ecocolordoppler cardiaco, fino ad arrivare ad un Test Ergometrico.

 

   Si tenga presente che le persone magre, di notte, poggiando il torace sul letto avvertiranno anche in condizioni assolutamente normali il cuore battere poiché la sua pulsazione verrà facilmente trasmessa attraverso il torace al materasso e da questo trasmessa fin’anche alle orecchie. In talune persone il sentire il cuore battere può ingenerare una condizione di ansia, la quale a sua volta può indurre una vera tachicardia ma sinusale ovvero del tutto benigna. A queste persone potrà essere consigliata l’assunzione di un qualche ansiolitico naturale come tisane a base di valeriana e/o di camomilla prima di coricarsi.

 

   Altresì si consideri che un soggetto che soffra di gastrite e/o di reflusso gastro-esofageo nella notte, se non dorme con il capo un po’ più sollevato rispetto al livello dello stomaco, può avere dei reflussi che possono scatenare delle tachicardia sulla base di una spina irritativa gastrica, ampiamente descritta, sebbene non accettata universalmente. Il consiglio è pertanto di trattare la patologia peptica, di coricarsi solo dopo un paio d’ore dall’ultimo pasto e di alzare il materasso dalla parte del capo.

 

In conclusione solo raramente le riferite “tachicardie” notturne sono reali e anche quando reali solo rarissimamente sono forme aritmiche spiegate da cardiopatie e necessitanti di terapia medica.

 

Dott. Leonardo Di Ascenzo

Cardiologo ospedaliero in San Donà di Piave (VE) – ULSS 10 “Veneto Orientale”

Creato da:  dott. Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD

Data pubblicazione:   12/08/15
Data di modifica:  27/02/11
 
 

Informazioni sullo studio

dott. Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD

Cardiologia

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