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Miscellanea

21 Documento(i) in questa sottorubrica / sottotitolo

Scintigrafia miocardica perfusoria
Scintigrafia miocardica perfusoria
Interessante disamina su Scintigrafia Miocardica e PET curata dalla Medicina nucleare dell'Università di Padova.
Scintigrafia miocardica perfusoria
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Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico - COCIS 2009
Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico - COCIS 2009
Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. Focus sulle aritmie cardiache.
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La valutazione del miocardio ibernato
La valutazione del miocardio ibernato
Myocardial dysfunction due to chronic hypoperfusion (so-called hibernating myocardium) is potentially reversible if the normal coronary flow is restored. Stress echocardiography (dobutamine, post-extrasystolic potentiation) may elicit contractile reserve of the hibernating myocardium and predict accurately its functional recovery after coronary revascularization. Thus, the identification of dysfunctioning but viable myocardium may be crucial to select patients with ischemic congestive heart failure who might benefit from coronary revascularization. (Ital Heart J Suppl 2000; 1 (10): 1289-1297)
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La risonanza magnetica nucleare nell'infarto miocardico acuto: implicazioni cliniche
La risonanza magnetica nucleare nell'infarto miocardico acuto: implicazioni cliniche
La Risonanza Magnetica Cardiaca (RMC) rappresenta una metodica di imaging il cui ruolo clinico nell’ambito dell’infarto miocardico acuto si sta sempre più affermando. La RMC infatti fornisce una accurata e non invasiva valutazione della morfologia cardiaca, della contrattilità e della cinetica regionale. La multiplanarietà di cui è dotata fornisce le basi per una valutazione corretta dei volumi ventricolari, massa, frazione d’eiezione senza assunzioni geometriche, rappresentando quindi il gold standard per la valutazione della funzione sistolica biventricolare. Il protocollo completo da attuare in caso di pazienti con infarto miocardico acuto non prevede solo una valutazione morfo-funzionale mediante immagini cinetiche, bensì include sequenze T2-pesate per la valutazione dell’edema miocardico (“area a rischio”), la perfusione al primo passaggio del mezzo di contrasto, la valutazione dell’estensione della necrosi (“infarct size”), la caratterizzazione della zona peri-infartuale e del danno microvascolare. L’area della necrosi (“infarct size”), misurata dal late gadolinium-enhancement è direttamente correlata alla prognosi e predice il rimodellamento inverso post-infartuale del ventricolo sinistro; fornisce inoltre informazioni riguardo la transmuralità e quindi definisce la vitalità miocardica. Analizzando le immagini tardive dopo contrasto è possibile inoltre osservare delle zone di disomogeneo segnale tra la necrosi individuata dal late gadolinium-enhancement ed il miocardio vitale: la presenza ed estensione di questa zona di “eterogeneità tissutale” sembra correlata con la prognosi ed in particolare legata alle potenzialità pro-aritmiche di queste aree miocardiche. Un ultimo aspetto valutabile mediante la RMC è rappresentato dalla sua capacità di identificare le aree di danno microvascolare. Nell’ambito delle aree di necrosi è possibile infatti riscontrare delle aree a basso segnale, cioè nere (“hypoenhancement”), la cui presenza è correlata inversamente alla prognosi ed al rimodellamento inverso del ventricolo sinistro.
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Trattamento della pericardite acuta e recidivante. Cosa deve sapere il cardiologo clinico.
Trattamento della pericardite acuta e recidivante. Cosa deve sapere il cardiologo clinico.
Si propone una interessante rassegna sul trattamento delle Pericarditi acute e recidivanti, curata da Massimo Imazio e Rita Trinchero e pubblicata nel Giornale Italiano di Cardiologia (2008: 9 (12): 826-834). Particolarmente utili nella pratica clinica risultano le Tabelle e le Figure.
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Procalcitonina
Procalcitonina
Intervalli di riferimento per la dignosi delle infezioni sistemiche / sepsi e nella diagnosi differenziale delle infezioni batteriche delle basse vie respiratorie.
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Contraccettivi ormonali e rischio tromboembolico
Contraccettivi ormonali e rischio tromboembolico
Nota Informativa Importante sui contraccettivi ormonali combinati de 21/01/2014 dell'Agenzia Italiana del Farmaco e documenti correlati quali la lista di controllo per i prescrittori.
Leggi la nota e scarica i documenti allegati quali la lista di controllo per i prescrittori
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Concetti base e guida pratica alla gestione dei Pacemaker e dei Defibrillatori
Concetti base e guida pratica alla gestione dei Pacemaker e dei Defibrillatori
Agile guida pratica base per la gestione dei Pacemaker e dei Defibrillatori messa a disposizione dalla ditat costruttrice Medtronic.
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Classificazione delle Sincopi
Classificazione delle Sincopi
Secondo le linee guida ESC.
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La Sindrome di Brugada: epidemiologia, stratificazione del rischio e management clinico
La Sindrome di Brugada: epidemiologia, stratificazione del rischio e management clinico
Da un articolo di Grillo M, Napoltano C, Bloise R e Priori S. pubblicato nell' Ital Heart J Suppl 2002; 3 (9): 919-927.
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La Sindrome di Brugada: diagnosi e stratificazione del rischio - 2010
La Sindrome di Brugada: diagnosi e stratificazione del rischio - 2010
Interessante revisione ad uso della Cardiologia dello Sport, curata dal gruppo della Cardiologia di Conegliano (TV) diretta dal dott. Pietro Delise. Tratta dal Giornale Italiano di Cardiologia. Volume 11, Supplemento 1 al n. 10 dell'anno 2010.
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Prevenzione delle Torsioni di Punta in ospedale
Prevenzione delle Torsioni di Punta in ospedale
Statement AHA ed ACC. JACC 2010; 55: 934-947.
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Sindrome di Wolf Parkinson White - è possibile una stratificazione del rischio?
Sindrome di Wolf Parkinson White - è possibile una stratificazione del rischio?
Francesco De Rosa, Paola Mancuso, Mario Chiatto, Antonio Calvelli, Vincenzo De Donato,Salvatore Mazza, Gabriele Spadafora G Ital Cardiol 2010; 11 (4): 285-294
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Classificazione delle cardiomiopatie
Classificazione delle cardiomiopatie
Interessante articolo dei Professori Gaetano Thiene e Cristina Basso, della Patologia Cardiovascolare dell'Università degli Studi di Padiva, sulla classificazione delle cardiomiopatie alle luce delle acquisizioni genetiche dell'ultimo decennio. L'articolo è corredato da un degno apparato iconografico.
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Cardiopatie eredofamiliari Review article NEJM 2011
Cardiopatie eredofamiliari Review article NEJM 2011
Abstract: Inherited cardiomyopathies are a major cause of heart disease in all age groups, often with an onset in adolescence or early adult life. Not only the patients but also their families can be severely burdened by these illnesses. More than 20 years ago, the first “disease gene” for hypertrophic cardiomyopathy was identified. This finding led to the concept that hypertrophic cardiomyopathy is a disease of the sarcomere. Similar advances in the elucidation of the genetic basis of other forms of cardiomyopathy, as well as in other inherited cardiovascular diseases, soon followed. The identification of disease genes in numerous inherited diseases has raised expectations for new forms of treatment, but experience has shown that such novel therapies rarely follow. For some inherited cardiomyopathies, however, there are realistic prospects that molecular insights will soon lead to novel treatments. This review focuses on recent findings regarding the mechanisms underlying cardiomyopathies that will inform clinical practice and guide the search for therapeutic targets.
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Cardiopatie eredo-familiari: stratificazione del rischio di Morte Improvvisa
Cardiopatie eredo-familiari: stratificazione del rischio di Morte Improvvisa
Relazione tenuta al 42° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, svoltosi a Firenze dell'11 al 14 maggio 2011.   
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Cardiomiopatia ipertrofica
Cardiomiopatia ipertrofica
Approfondimento lezione 5.
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Miocarditi
Miocarditi
Approfondimento lezione 5.
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Informazioni sullo studio

Dott. Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD

Cardiologia

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Numeri di assistenza e di emergenza

Per urgenze cardiologiche si allerti il sistema di emergenza dell' 1-1-8 a mezzo telefono e non si perda del tempo a contattare amici e/o parenti. Non ci si metta mai in viaggio autonomamente verso il Pronto Soccorso, tantomeno guidando un veicolo.

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