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Viscum album fermentatum e altro
Viscum album fermentatum e altro
 Viscum album fermentatum Ho fatto il chirurgo presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano dal 1972 al 2006 ed esercito la professione medica nel mio studio di Milano. Dagli anni ’80 del ‘900, finita l’illusione di poter curare il cancro, ho iniziato un percorso che mi ha portato a studiare, sperimentandole prima su me stesso e poi su familiari ed amici, infine a curare le persone con le medicine naturali, prima con la Medicina Antroposofica (dal 1987 al 1990 e dal 2007 al 2010), poi con Omotossicologia e omeopatia (1998-2003), Elettroagopuntura secondo Voll (2003-2005), Neuralterapia (2001-2004), Agopuntura (2000-2005), SAT-terapia (2000-2004), e Omeosiniatria (dal 1997 ad oggi). Ho tenuto e tengo corsi ai medici su tali discipline e scritto 2 libri per le Edizioni RED (“Prevenire e curare il cancro con le medicine naturali”, con Daniele Razzoli, nel 2003; e “Medicine naturali e chemioterapia”, con mia moglie Paola Brunelli, Gestalt Counselor, Naturopata e Reflessologa Zu, nel 2006). Utilizzo le medicine naturali sia nella prevenzione dei tumori che nella cura delle persone malate, non come terapia alternativa, ma come complementare a quelle ufficiali. In questo senso hanno, per me, significato di terapie salvavita counseling, corretta alimentazione e idratazione, adeguato stile di vita e rimedi naturali come drenanti, immunomodulanti, organoterapici e Viscum album fermentatum. Il Viscum album fermentatum, inizialmente prescritto per le similitudini fra la pianta del vischio e i tumori, è oggi, come si può osservare consultando la voluminosa documentazione scientifica pubblicata su PubMed.org, il farmaco appartenente alla terapia oncologica complementare studiato meglio e in modo più dettagliato. I lavori fin qui pubblicati hanno dimostrato che l’associazione dei preparati di vischio alle terapie convenzionali aumenta l’efficacia delle terapie anti-tumorali tradizionali, ne riduce gli effetti indesiderati come diarrea, nausea e vomito, stimola i meccanismi di difesa immunologici, arresta e limita la crescita tumorale, riduce il numero di metastasi e recidive, aumenta la sopravvivenza, migliora la qualità di vita, aumenta il tono dell’umore, la capacità d’iniziativa e la temperatura corporea, incrementa l’appetito e il peso corporeo, normalizza il sonno. Questi risultati sono legati ai principi attivi presenti nel vischio e potenziati dalla preparazione fermentativa, come acidi grassi, aminoacidi, flavonoidi e steroli, ma, soprattutto, alle lectine e alle viscotossine. Le lectine, con 2 catene molecolari e 3 gruppi di glicoproteine, hanno effetto citostatico, citotossico e immunomodulante, maggiore concentrazione in inverno e nella parte centrale della pianta. Le viscotossine, sostanze proteiche simili a quelle del veleno di Naja tripudians, hanno, invece, effetto citotossico diretto, distruggono infatti le membrane delle cellule tumorali, effetto immunomodulante spiccato, attivano granulociti e linfociti citotossici che rilasciano citochine pro-infiammatorie, hanno maggiore concentrazione in estate e ne sono più ricche le foglie. Il Viscum album fermentatum aumenta endorfine cerebrali e volume del timo, rigenera le cellule ematopoietiche dopo radioterapia, stimola l’attività dei linfociti NK, l’apoptosi tumorale, l’azione citotossica e fagocitaria dei macrofagi, l’immunità cellulo-mediata e umorale, la produzione di IL-1 α e β, IL-6 e TNF-α, la proliferazione dei granulociti neutrofili. Le sue principali azioni sono, quindi, quella antitumorale, quella sull’immunità e quella sul benessere delle persone. Studiando il rapporto fra immunità e tumori si nota che formano circa 10.000 cellule tumorali maligne al giorno, tanto che, in modo un po’ provocatorio, il tumore potrebbe essere considerato una malattia del sistema immunitario. L’immunità innata, che viene trasmessa geneticamente dai genitori, è un insieme di reazioni immunitarie rapide, che hanno la caratteristica di non produrre memoria, l’antigene viene catturato e distrutto senza conservare il ricordo; mentre quella acquisita, più lenta e individuale, è un insieme di reazioni specifiche verso un antigene con conseguente formazione di cellule della memoria con la capacità di scatenare, al secondo incontro, in tempi più rapidi, una reazione ben superiore a quella prodotto nel primo incontro. Quando sono presenti cellule tumorali le cellule dendritiche fagocitano gli antigeni tumorali e migrano nei linfonodi, dove espongono sulla superficie cellulare l’antigene e attivano i linfociti T trasformandoli in CD4 “helper”, che attivano, a loro volta, tramite l’IFN γ, la risposta citotossica mediante CD8 citotossici, neutrofili e NK. I NK, ricchi di granzimi e perforine, non hanno bisogno del antigene presentato dall’MHC per scatenare l’attacco, colpiscono, infatti le cellule senza MHC e quelle con MHC anomalo, distruggendole. Linfociti CD8+ e NK possiedono, quindi, azioni anti-tumorali complementari. Le cellule del sistema immunitario interagiscono fra di loro grazie alle citochine, sostanze rilasciate dalle cellule nei tessuti e nella circolazione, che hanno lo stesso significato delle parole e delle frasi del nostro linguaggio, vengono prodotte da tutte le cellule e influenzano fame, sonno, stanchezza e termoregolazione. Una volta recepito il segnale vengono indotte modifiche nelle cellule. Le citochine che influenzano il sistema immunitario sono IL 12 (modulata da IL4 e IL 10), IFN γ (modulata da IL 4) e TGF β (modulata da IL 12). I linfociti CD4, se entrano in contatto con batteri, virus o cellule tumorali, secernono IL 12, attivando una risposta citotossica Th1. Nel caso di un contatto con allergeni ed elminti viene secreta IL 4 che trasforma i CD4 in Th2, con una risposta di tipo umorale, ossia la produzione di anticorpi. In alcuni casi, se vi è uno squilibrio fra Th1 e Th2, i CD4 secernono IL 10 e TGF β, con effetto modulante. Si è visto che il tumore induce i CD4 a secernere in modo abnorme proprio IL 10 e TGF β, bloccando, con un meccanismo di evasione immunologica, IFN γ, che, a sua volta, blocca la secrezione di IL 12, e questo disattiva la risposta citotossica di NK e Th1. Il vischio, stimolando la produzione di IL 1, IL 6 e TNF, che si oppongono alla citochina IL 10 , e di IFN gamma, attivando granulociti, macrofagi e NK, e potenziando la fagocitosi, sblocca gran parte della risposta immunitaria, che può essere ulteriormente stimolata, se del caso, con l’aggiunta di IL 12 lowdose. Le persone da me curate con Viscum album fermentatum erano, e sono, affette da tumori della mammella (52%), colon (8%), utero (5%), linfomi, melanoma, pancreas, polmone e sarcomi (4%), retto (3%), ano, colecisti, fegato, leucemia linfatica cronica, ovaio, prostata, rene, rinofaringe, stomaco, testicoli, tiroide e vescica (1%). Valutando la qualità di vita ho potuto notare che intestino e sonno si sono regolarizzati, calore ed energia sono aumentati, ansia, depressione e dolore si sono ridotti, la vita di relazione è migliorata, non sono mai stato costretto a sospendere il trattamento da effetti collaterali. Il Viscum album fermentatum ha attenuato le tossicità iatrogene come ansia, depressione, fatigue, insonnia, leucopenia, mucosite, neuropatie e radiodermiti. Quando non funziona posso aumentare il dosaggio, modificare il tipo di albero ospite, oppure aggiungere alcune citochine low dose. Il Viscum album fermentatum può essere utilizzato in tutta sicurezza a scopo preventivo, al momento della prima diagnosi, durante le classiche terapie antitumorali, al termine dei trattamenti, in caso di recidive o di metastasi
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La medicina del terzo millennio
La medicina del terzo millennio
 La medicina del terzo millennio La medicina del terzo millennio appare essere la terapia genica, e le patologie delle quali dovrà occuparsi saranno, in particolare, le malattie degenerative. Si tratta di malattie che hanno caratteristiche comuni: • sono “fredde”, ossia non si manifestano con i classici sintomi infiammatori acuti (calor, dolor, functio lesa, rubor, tumor), • sono croniche, curabili ma non guaribili, • possono essere prevenute con un corretto stile di vita, analogo per tutte le diverse patologie. Possono colpire ciascun tessuto e organo del corpo: • Cuore, vasi sanguigni, sangue, metabolismo: ad esempio arteriosclerosi, cardiopatia ischemica, diabete • Tessuto connettivo: lupus, dermatomiosite, sclerodermia, Sjogren • Polmone: broncopatia cronica ostruttiva • Apparato digerente: malattia infiammatoria intestinale cronica (IBD: Crohn, rettocolite ulcerosa) • Sistema nervoso: Alzheimer, demenza senile, Parkinson, SLA • Apparato renale: malattia renale cronica • Apparato scheletrico: artrosi. osteoporosi • Fegato: cirrosi
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Medicina scientifica e medicine naturali nei malati di cancro
Medicina scientifica e medicine naturali nei malati di cancro
Medicina scientifica e medicine naturali nei malati di cancro L’associazione di alcune medicine naturali ai trattamenti convenzionali dei tumori può attenuarne gli effetti collaterali più seri, modulare l’immunità, far vivere meglio i pazienti, senza interferire negativamente con l’efficacia e la sicurezza delle terapie. È questa la mia esperienza professionale di medico dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano dal 1972 al 2006, che ha studiato e, nei limiti del possibile, sperimentato in primis su se stesso, agopuntura, elettroagopuntura secondo Voll, medicina antroposofica, neuralterapia, omeopatia, omeosiniatria, omotossicologia e SAT-terapia; e scritto 2 libri: “Prevenire e curare il cancro con le medicine naturali”, con il giornalista Daniele Razzoli; e “Medicine naturali e chemioterapia”, con mia moglie, Paola Brunelli, counselor, naturopata e reflessologa zu. I rimedi possono essere utilizzati, sempre in associazione con le terapie tradizionali, in qualunque momento: alla diagnosi, durante le terapie, al termine delle stesse, a scopo precauzionale, in caso di ripresa locale o a distanza della neoplasia. 1. Alla comunicazione della diagnosi di cancro, momento fondamentale per tutta la vita futura della persona, consiglio rimedi che mantengono il normale tono dell’umore, modulano l’infiammazione locale e preparano i tessuti ai successivi trattamenti, drenano connettivo e vasi linfatici, hanno azione citostatica e citotossica sulle cellule tumorali e sono immunomodulanti: • rhodiola rosea e acerola • arnica, bellis perennis, calendula, chamomilla, echinacea angustifolia e purpurea, hamamelis, millefolium, symphytum • aranea diadema, castanea vesca, fumaria officinalis, juglans regia, scrophularia nodosa, uncaria tomentosa, vitis vinifera • viscum album fermentatum 2. Durante le terapie antitumorali consiglio rimedi che drenano le sostanze tossiche introdotte e potenziano energia difensiva e immunità: • berberis, carduus marianus, chelidonium, fel tauri, fucus vesiculosus, galium album e aparine, ipecacuanha, lycopodium, nux vomica, phosphorus, solidago, sulfur, tartarus stibiatus • viscum album fermentatum 3. Al termine dei trattamenti, così come in prevenzione, consiglio cicli degli stessi rimedi prescritti al momento della diagnosi 4. In caso di recidive locali e di metastasi, oltre ai rimedi che controllano ansia e depressione, drenano le tossicità legate ai trattamenti, potenziano energia difensiva e immunità, possono essere utili antidolorifici come i plexa, plumbum carbonicum naturale, solum uliginosum, symphytum officinale. Tutti questi i rimedi devono sempre essere associati ad alimentazione e idratazione corrette, e ad un adeguato stile di vita.
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Il carcinoma mammario: terapie scientifiche e complementari
Il carcinoma mammario: terapie scientifiche e complementari
 Nella mia esperienza professionale l'associazione alle terapie convenzionali di rimedi naturali migliora la qualità di vita delle persone e permette di attenuare gli effetti collaterali dei trattamenti
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L'apparato osteo-articolare
L'apparato osteo-articolare
L’apparato osteo-articolare È costituto da ossa, articolazioni, muscoli e tendini. L’insieme delle ossa, lo scheletro, ha varie funzioni: deposito di sali minerali, emopoietica, equilibrio, movimento, protezione di parti molli e delicate, sostegno. I muscoli, tessuto biologico con capacità contrattile, proteggono le ossa, riscaldano e sostengono il nostro corpo. I tendini collegano i muscoli all’osso o al derma. Le articolazioni, costituite da cartilagine, capsula articolare, membrana sinoviale e legamenti, sono aree connettivali di passaggio fra capi ossei adiacenti che possono essere mobili (ad esempio l'articolazione della spalla), semimobili (fra le vertebre) o fisse (ossa del cranio). Le principali patologie osteo-articolari della terza età sono perdita di massa e forza muscolare, osteoporosi e osteoartrosi. La perdita di massa e forza muscolare può essere prevenuta e contrastata con attività fisica, vitamina D, sole, pesci grassi come salmoni e aringhe, pochi latticini, uova, fegato, verdure. L’osteoporosi, caratterizzata da perdita di massa ossea, assottigliamento e fragilità dei segmenti scheletrici, colpisce più spesso l’età avanzata, le donne, colonna e collo femorale, è più spesso legata a dieta povera di calcio e proteine, carenza di vitamina D, fumo, insufficiente esercizio fisico. È asintomatica nei 2/3 delle persone, le I° manifestazioni sono spesso fratture, anche inavvertite e al minimo trauma, con dolore alle ossa e ai muscoli, acuto e aggravato dal carico e dagli sforzi. Si possono avere crollo vertebrale, ipercifosi dorsale, iperlordosi cervicale e fratture di avambraccio o di femore. La diagnosi viene eseguita mediante visita medica, MOC-DEXA (Dual Energy X ray Absorptiometry) o ultrasuonografia del calcagno. È opportuno eseguire analisi del sangue, di tiroide, fegato, rene, surrene, ipofisi e osso, radiografie, talvolta TC e RMN. Le terapie consistono in acido folico, bifosfonati, denosumab, raloxifene, DAB, tibolone, carbonato di calcio, magnesio pidolato, boro, manganese, silicio, stronzio e zinco, paratormone ricombinante, Vitamina D3. Chirurgicamente si può eseguire una vertebroplastica, una cifoplastica, una lordoplastica, e l’inserzione di protesi totali. Per la prevenzione sono importanti un’alimentazione secondo il gruppo sanguigno, l’indice glicemico e la capacità antiossidante; il movimento; l’attività fisica; il sole e le terapie naturali. L’osteoartrosi L’osteo-artrosi è una malattia delle articolazioni che colpisce il 10% della popolazione adulta e il 50% delle persone con età superiore ai 60 anni. La cartilagine si assottiglia e fissura, ai margini si creano osteofiti e, nelle aree di carico, zone di osteosclerosi sottocartilaginea. La membrana sinoviale è iperemica e ipertrofica, la capsula edematosa e fibrosclerotica. La diagnosi radiologica evidenzia alterazioni del profilo dell'estremità articolare dell'osso, formazione di osteofiti ai margini delle articolazioni o nel punto di inserzione dei tendini, riduzione dello spazio articolare, zone cistiche nell'osso immediatamente al di sotto della cartilagine. La terapia medica di base consiste nel cambiamento dello stile di vita: perdita di peso (riduce il dolore, da sola, del 20%) e attività fisica. La terapia analgesica con paracetamolo, FANS, inibitori selettivi della COX-2 come il celecoxib, oppiacei come fentanyl e morfina, controlla il dolore. La fisioterapia aumenta la funzionalità e riduce il dolore. Glucosammina solfato e S-adenosil metionina (SAMe), così come la somministrazione topica di capsaicina, possono essere utili, mentre le infiltrazioni intra-articolari di acido ialuronico o idrocortisone hanno effetto limitato nel tempo. La terapia chirurgica consiste nel posizionamento di una protesi. Agopuntura, fangoterapia, piscine termali e terapie naturali come l’omeo-siniatria, ottengono ottimi risultati su rigidità e dolore, possono rallentare il consumo delle cartilagini, rendere più sciolti i movimenti, ridurre o far scomparire i dolori. Questo è valido sia nelle sindromi cervicali che causano tensioni dolorose ai muscoli del collo, giramenti di testa, nausea, dolori alla nuca, al collo e alle spalle, senso di confusione mentale, che nell’artrosi dorso-lombare, nella lombalgia acuta, nella sciatalgia, nell’artrosi della spalla, nella coxartrosi, nella gonartrosi, nelle artrosi delle mani e dei piedi. È anche importante eseguire, al mattino appena svegli, una doccia calda e specifici esercizi per la schiena.
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Informazioni sullo studio

Dott. Giuseppe Fariselli

Oncologia

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