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Il cancro del colon-retto, 3° parte
Il cancro del colon-retto, 3° parte
 Il carcinoma del colon-retto, 3° parte Gli studi sulle persone sopravvissute al cancro hanno dimostrato che gli effetti secondari dei trattamenti persistono a distanza di 20-30 anni, riguardano capacità cognitive, fisico, rapporti psicosociali e capacità funzionali, esacerbano patologie coesistenti, aggravano malattie croniche di nuova insorgenza, determinano la comparsa di secondi tumori. Nelle persone di età superiore ai 65 anni sono più frequenti e gravi sia la tossicità acuta che quella tardiva. A parità di età le limitazioni funzionali nelle attività quotidiane sono più che raddoppiate rispetto a quelle delle persone senza diagnosi di cancro. Di qui la necessità di seguire nel tempo le persone sottoposte ai trattamenti convenzionali per diagnosticare il più precocemente possibile malattie degenerative e tumori, e di associare alle terapie tradizionali rimedi complementari efficaci. Appena posta una diagnosi di tumore è fondamentale controllare lo stress e potenziare energia difensiva e immunità. Durante i trattamenti antitumorali è necessario proteggere organi e sistemi, disintossicare l’organismo, potenziare energia difensiva e immunità, difendersi dallo stress. Per prevenire la ripresa tumorale è indispensabile disintossicare, potenziare energia difensiva e immunità, difendersi dallo stress. Particolarmente utile in tutti questi casi è il viscum album fermentatum, attivo in caso di ansia, depressione, fatigue, insonnia, leucopenia, mucosite, neuropatie e radiodermiti. Nella terapia oncologica complementare è il farmaco studiato meglio e in modo più dettagliato. Aumenta l’efficacia delle terapie tumorali tradizionali, riduce gli effetti indesiderati delle terapie tumorali tradizionali, attenua diarrea, nausea e vomito, stimola i meccanismi di difesa immunologici, limitazione o arresta la crescita tumorale, le metastasi e le recidive tumorali, aumenta la sopravvivenza, migliora la qualità di vita, aumenta temperatura corporea, tono dell’umore e capacità d’iniziativa, incrementa appetito e peso corporeo, normalizza il sonno. Il tumore spinge il macrofago a produrre IL10 e TGF-β che stimolano la produzione di Th3 determinando tolleranza immunitaria verso le cellule tumorali, e, bloccando la produzione di INF-Υ e IL 12, bloccano la risposta citotossica. Il vischio, grazie al suo contenuto di IL1, IL6 e TNF, contrasta l’azione dell’IL10 riattivando la risposta citotossica. L’ulteriore aggiunta di IL12 agisce poi sul TGF-β completando la risposta immunitaria. Il vischio non ha interazioni né con la chemioterapia, né con la radioterapia. Quello più indicato nel caso di tumori del colon e del retto è quello di quercia, seguito da quello di mela. I trattamenti domiciliari sono più efficaci se prescritti secondo i principi dell’orologio degli organi, dell’anamnesi energetico-costituzionale, e della diagnosi energetica differenziale, senza dimenticare che alla base di tutto ci devono essere respirazione, idratazione e alimentazione corrette, astensione dal fumo e, soprattutto, la terapia degli affetti.
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Il cancro del colon-retto, 1° parte
Il cancro del colon-retto, 1° parte
 Il carcinoma del colon-retto, 2° parte I principali fattori prognostici sono classificazione TNM, stadio, grado istologico (grading), livelli di timidilato-sintetasi, DPD, espressione di CDX2, marker proliferativi (Ki-67 o MIB-1), MSI. La prognosi è peggiore nei tumori del retto, nelle lesioni stenosanti o perforanti la parete intestinale, nei pazienti con alterazioni del cromosoma 18. L’esame del sangue occulto fecale annuale dopo i 50 anni riduce la mortalità del 33%. I pazienti ad alto rischio per familiarità ma senza FAP e HNPCC dovrebbero eseguire una colonscopia almeno ogni 10 anni. L’sDNA, test fecale automatizzato che studia modifiche del DNA tumore-specifiche come methylated BMP3 e NDRG4, una forma mutata di KRAS, il gene β-actin and l’emoglobina, è altamente sensibile e specifico, La chirurgia è l’unica terapia universalmente conosciuta che, con margini di resezione largamente negativi, escissione totale del mesoretto in caso di tumore del retto, e asportazione di almeno 12 linfonodi, può essere efficacemente curativa. Gli interventi, che possono essere eseguiti in laparotomia, laparoscopia, mediante robot da Vinci o tecniche transanali, vanno dalla resezione locale nei polipi cancerizzati e nei casi più iniziali, all’emicolectomia, alla colectomia totale, alla resezione anteriore del retto, all’amputazione del retto per via addomino-perineale, nei casi più avanzati, e ancora all’escissione transanale, trans-sfinterica o parasacrale e all’escissione mesorettale totale (TME). La radioterapia può essere utilizzata come unico trattamento per tumori piccoli e mobili del retto, insieme alla chemioterapia dopo l’asportazione di un tumore, come trattamento palliativo che riduce dolore, ostruzione, sanguinamento e tenesmo nell’80% dei casi. Alla terapia medica, che prevede l’uso di capecitabina, 5-fluorouracile+ acido folinico, oxaliplatino + 5-fluorouracile e acido folinico (FOLFOX), irinotecan + acido folinico + 5-fluorouracile (FOLFIRI), oxaliplatino + capecitabina (XELOX), possono venire associati farmaci biologici anti- EGFR come cetuximab e panitumumab nei KRAS wild-tipe e HER3+++), anti-VGFR come bevacizumab, ramucirumab e ziv-aflibercept, regorafenib e tipiracil hydrochloride. Il carcinoma del colon-retto può essere prevenuto mediante un’alimentazione ricca di fibre e calcio e povera di grassi, che può rallentare la progressione dei polipi a cancro. L’assunzione per anni dell’aspirina al dosaggio di almeno 325 mg./die riduce la formazione, il numero e le dimensioni dei polipi, e l’incidenza dei tumori del colon-retto. L’identificazione e la successiva rimozione endoscopica dei polipi, riducono del 90% l’incidenza del cancro del colon-retto
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Il cancro del colon-retto, 1° parte
Il cancro del colon-retto, 1° parte
 Il carcinoma del colon-retto, 1° parte L’età media alla diagnosi è 70 anni. Il 98% dei cancri colorettali è un adenocarcinoma, che si localizza, nel 39% nel retto, nel 25% nel sigma, nell’11% nel ceco, nel 6% nel colon discendente e in quello trasverso, nel 5% nel colon ascendente, nel 4% nelle due fessure coliche, epatica e splenica. L’asportazione degli adenomi con un diametro maggiore di 1 cm., displasia di alto grado, e villosi, e i successivi controlli, possono ridurre del 90% l’incidenza del cancro del colon. Una corretta alimentazione, ne riduce il rischio del 75%, così come ne abbassa il rischio un indice di massa corporea basso. Al contrario, lo aumentano gli adenomi (polipi) tubulari, tubulo-villosi e villosi, le loro dimensioni, displasia e numero, la poliposi intestinale e le malattie intestinali infiammatorie croniche, l’età, un’alimentazione povera di fibre e ricca di calorie e grassi, fumo, familiarità neoplastica per carcinoma di endometrio, mammella e ovaio, esposizione all’asbesto, ma, soprattutto, alcuni fattori genetici. La familiarità raddoppia il rischio, la FAP syndrome (poliposi adenomatosa familiare), ha un rischio del 93 % a 55 anni, nell’HNPCC (cancro colonrettale ereditario non poliposico, o sindrome di Lynch) si ha un rischio di carcinoma del colon e dell’endometrio del 40-85% e, rispettivamente, 49- 60%. Sintomi e decorso del carcinoma del colon-retto sono in relazione a localizzazione, dimensioni e aggressività del tumore. I tumori del colon destro, spesso, almeno inizialmente, sono asintomatici, poi possono manifestarsi dolenzia addominale mal definibile, debolezza, fatigue, perdita di peso, sanguinamento, segni di anemizzazione. I tumori del colon sinistro sono, invece, caratterizzati da modifiche delle abitudini intestinali, sanguinamento, coliche gassose, stipsi, maggior uso di lassativi, riduzione progressiva del calibro fecale e ostruzione del colon. Il 40-70% degli operati ha metastasi linfonodali, il 60% invasione venosa o linfatica. Le principali sedi di metastasi sono fegato, peritoneo e polmone, nel cancro del colon prevalgono le metastasi epatiche, in quello del retto le recidive sono 3 volte più frequenti e prevalgono le metastasi polmonari. La diagnostica di base comprende anamnesi completa, visita medica generale ed esplorazione rettale, gli esami di base sono rx torace, esami ematochimici e CEA test, quelli diagostici retto-sigmoidoscopia, ecografia addominale completa, CT colonografia, colonscopia, ecoendoscopia e biopsie in colonscopia o agoaspirato CT/EUS-guidato, mentre lo staging viene eseguito mediante CT/MRI con contrasto di torace, addome e pelvi e PET-TC. Macroscopicamente distinguiamo forme vegetenti, ulcerate, infiltranti e anulari o stenosanti. Le principali classificazioni sono quella di Dukes, quella di Astel e Coller e il TNM ed è importante il grading, ossia il grado di differenziazione delle cellule tumorali
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Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 2° parte
Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 2° parte
Uno dei rimedi più efficaci si è dimostrato un derivato del viscum album, che, aumentando la sensazione di calore e di energia, regolarizzando intestino e sonno, riducendo ansia, depressione, dolore e fatigue, attenuando leucopenia, mucosite, neuropatie e radiodermiti, migliora vita di relazione e qualità di vita. Lo stesso rimedio ha un blando effetto antitumorale ma, soprattutto, grazie alla ricchezza di IL-1, IL-6, INF-γ e TNF, riattiva la risposta citotossica di NK e linfociti Th1. L’efficacia del Viscum album fermentatum e degli altri rimedi è massima seguendo le indicazioni di circolazione energetica e diagnosi energetica differenziata, respirando, bevendo e alimentandosi in modo corretto, facendo movimento, non fumando e, soprattutto, amando se stessi e gli altri.
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Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 1° parte
Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 1° parte
Le percentuali di sopravvivenza libera da malattia a 5 anni per i cancro in fase iniziale di mammella, colon e retto, prostata, tiroide e rene superano il 90%. Il melanoma in fase iniziale, il linfoma di Hodgkin, e i cancri di vescica, collo e corpo e dell’utero e testicolo hanno eccellenti sopravvivenze. Gli studi sulle persone sopravvissute al cancro hanno, però, dimostrato che gli effetti secondari dei trattamenti persistono a distanza di 20-30 anni, riguardano capacità cognitive, fisico, rapporti psicosociali e capacità funzionali, esacerbano patologie coesistenti, aggravano malattie croniche di nuova insorgenza, determinano la comparsa di secondi tumori. Lo Childhood Cancer Survivor study ha riscontrato un’incidenza cumulativa, nei 30 anni successivi ad una diagnosi di cancro, di patologie croniche nel 73,4% dei casi; gravi, debilitanti, rischiose per la vita o mortali nel 42,4%, che riguardano la comparsa di secondi tumori, disfunzioni cognitive, coronaropatie, malattie cerebro-vascolari, insufficienza renale, cecità o perdita di un occhio, insufficienza ovarica. Nelle persone di età superiore ai 65 anni in cura per cancro sono più frequenti e gravi sia la tossicità acuta che quella tardiva, mentre, a parità di età le limitazioni funzionali nelle attività quotidiane sono più che raddoppiate rispetto a quelle delle persone senza diagnosi di cancro. Le donne operate per cancro mammario che documentano un declino funzionale che persiste per più di 2 anni dalla diagnosi, hanno una sopravvivenza a 10 anni inferiore rispetto alle altre. Di qui la necessità di seguire nel tempo le persone sottoposte ai trattamenti convenzionali per diagnosticare il più precocemente possibile malattie degenerative e tumori. ASCO (American Society for Clinical Oncology), ASC (American Cancer Society), OncoLife Survivorship Care Plan e Journey Forward prevedono, sui loro siti, linee guida rivolte alle persone sopravvissute al cancro e, rispettivamente, ai loro medici curanti, per diagnosticare e curare i principali tumori, le più frequenti patologie, i disturbi nutrizionali ed emozionali che possono insorgere nelle persone sopravvissute al cancro. Per attenuare gli effetti secondari e prevenire efficacemente la comparsa di secondi tumori sono indicate, nella la mia esperienza professionale, terapie complementari in grado di difendere l’organismo dallo stress, disintossicarlo, potenziare energia difensiva e immunità, proteggere organi e apparati
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Informazioni sullo studio

Dott. Giuseppe Fariselli

Oncologia

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