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I trattamenti

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Il cancro del colon-retto, 3° parte
Il cancro del colon-retto, 3° parte
 Il carcinoma del colon-retto, 3° parte Gli studi sulle persone sopravvissute al cancro hanno dimostrato che gli effetti secondari dei trattamenti persistono a distanza di 20-30 anni, riguardano capacità cognitive, fisico, rapporti psicosociali e capacità funzionali, esacerbano patologie coesistenti, aggravano malattie croniche di nuova insorgenza, determinano la comparsa di secondi tumori. Nelle persone di età superiore ai 65 anni sono più frequenti e gravi sia la tossicità acuta che quella tardiva. A parità di età le limitazioni funzionali nelle attività quotidiane sono più che raddoppiate rispetto a quelle delle persone senza diagnosi di cancro. Di qui la necessità di seguire nel tempo le persone sottoposte ai trattamenti convenzionali per diagnosticare il più precocemente possibile malattie degenerative e tumori, e di associare alle terapie tradizionali rimedi complementari efficaci. Appena posta una diagnosi di tumore è fondamentale controllare lo stress e potenziare energia difensiva e immunità. Durante i trattamenti antitumorali è necessario proteggere organi e sistemi, disintossicare l’organismo, potenziare energia difensiva e immunità, difendersi dallo stress. Per prevenire la ripresa tumorale è indispensabile disintossicare, potenziare energia difensiva e immunità, difendersi dallo stress. Particolarmente utile in tutti questi casi è il viscum album fermentatum, attivo in caso di ansia, depressione, fatigue, insonnia, leucopenia, mucosite, neuropatie e radiodermiti. Nella terapia oncologica complementare è il farmaco studiato meglio e in modo più dettagliato. Aumenta l’efficacia delle terapie tumorali tradizionali, riduce gli effetti indesiderati delle terapie tumorali tradizionali, attenua diarrea, nausea e vomito, stimola i meccanismi di difesa immunologici, limitazione o arresta la crescita tumorale, le metastasi e le recidive tumorali, aumenta la sopravvivenza, migliora la qualità di vita, aumenta temperatura corporea, tono dell’umore e capacità d’iniziativa, incrementa appetito e peso corporeo, normalizza il sonno. Il tumore spinge il macrofago a produrre IL10 e TGF-β che stimolano la produzione di Th3 determinando tolleranza immunitaria verso le cellule tumorali, e, bloccando la produzione di INF-Υ e IL 12, bloccano la risposta citotossica. Il vischio, grazie al suo contenuto di IL1, IL6 e TNF, contrasta l’azione dell’IL10 riattivando la risposta citotossica. L’ulteriore aggiunta di IL12 agisce poi sul TGF-β completando la risposta immunitaria. Il vischio non ha interazioni né con la chemioterapia, né con la radioterapia. Quello più indicato nel caso di tumori del colon e del retto è quello di quercia, seguito da quello di mela. I trattamenti domiciliari sono più efficaci se prescritti secondo i principi dell’orologio degli organi, dell’anamnesi energetico-costituzionale, e della diagnosi energetica differenziale, senza dimenticare che alla base di tutto ci devono essere respirazione, idratazione e alimentazione corrette, astensione dal fumo e, soprattutto, la terapia degli affetti.
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Il cancro del colon-retto, 1° parte
Il cancro del colon-retto, 1° parte
 Il carcinoma del colon-retto, 2° parte I principali fattori prognostici sono classificazione TNM, stadio, grado istologico (grading), livelli di timidilato-sintetasi, DPD, espressione di CDX2, marker proliferativi (Ki-67 o MIB-1), MSI. La prognosi è peggiore nei tumori del retto, nelle lesioni stenosanti o perforanti la parete intestinale, nei pazienti con alterazioni del cromosoma 18. L’esame del sangue occulto fecale annuale dopo i 50 anni riduce la mortalità del 33%. I pazienti ad alto rischio per familiarità ma senza FAP e HNPCC dovrebbero eseguire una colonscopia almeno ogni 10 anni. L’sDNA, test fecale automatizzato che studia modifiche del DNA tumore-specifiche come methylated BMP3 e NDRG4, una forma mutata di KRAS, il gene β-actin and l’emoglobina, è altamente sensibile e specifico, La chirurgia è l’unica terapia universalmente conosciuta che, con margini di resezione largamente negativi, escissione totale del mesoretto in caso di tumore del retto, e asportazione di almeno 12 linfonodi, può essere efficacemente curativa. Gli interventi, che possono essere eseguiti in laparotomia, laparoscopia, mediante robot da Vinci o tecniche transanali, vanno dalla resezione locale nei polipi cancerizzati e nei casi più iniziali, all’emicolectomia, alla colectomia totale, alla resezione anteriore del retto, all’amputazione del retto per via addomino-perineale, nei casi più avanzati, e ancora all’escissione transanale, trans-sfinterica o parasacrale e all’escissione mesorettale totale (TME). La radioterapia può essere utilizzata come unico trattamento per tumori piccoli e mobili del retto, insieme alla chemioterapia dopo l’asportazione di un tumore, come trattamento palliativo che riduce dolore, ostruzione, sanguinamento e tenesmo nell’80% dei casi. Alla terapia medica, che prevede l’uso di capecitabina, 5-fluorouracile+ acido folinico, oxaliplatino + 5-fluorouracile e acido folinico (FOLFOX), irinotecan + acido folinico + 5-fluorouracile (FOLFIRI), oxaliplatino + capecitabina (XELOX), possono venire associati farmaci biologici anti- EGFR come cetuximab e panitumumab nei KRAS wild-tipe e HER3+++), anti-VGFR come bevacizumab, ramucirumab e ziv-aflibercept, regorafenib e tipiracil hydrochloride. Il carcinoma del colon-retto può essere prevenuto mediante un’alimentazione ricca di fibre e calcio e povera di grassi, che può rallentare la progressione dei polipi a cancro. L’assunzione per anni dell’aspirina al dosaggio di almeno 325 mg./die riduce la formazione, il numero e le dimensioni dei polipi, e l’incidenza dei tumori del colon-retto. L’identificazione e la successiva rimozione endoscopica dei polipi, riducono del 90% l’incidenza del cancro del colon-retto
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Il cancro del colon-retto, 1° parte
Il cancro del colon-retto, 1° parte
 Il carcinoma del colon-retto, 1° parte L’età media alla diagnosi è 70 anni. Il 98% dei cancri colorettali è un adenocarcinoma, che si localizza, nel 39% nel retto, nel 25% nel sigma, nell’11% nel ceco, nel 6% nel colon discendente e in quello trasverso, nel 5% nel colon ascendente, nel 4% nelle due fessure coliche, epatica e splenica. L’asportazione degli adenomi con un diametro maggiore di 1 cm., displasia di alto grado, e villosi, e i successivi controlli, possono ridurre del 90% l’incidenza del cancro del colon. Una corretta alimentazione, ne riduce il rischio del 75%, così come ne abbassa il rischio un indice di massa corporea basso. Al contrario, lo aumentano gli adenomi (polipi) tubulari, tubulo-villosi e villosi, le loro dimensioni, displasia e numero, la poliposi intestinale e le malattie intestinali infiammatorie croniche, l’età, un’alimentazione povera di fibre e ricca di calorie e grassi, fumo, familiarità neoplastica per carcinoma di endometrio, mammella e ovaio, esposizione all’asbesto, ma, soprattutto, alcuni fattori genetici. La familiarità raddoppia il rischio, la FAP syndrome (poliposi adenomatosa familiare), ha un rischio del 93 % a 55 anni, nell’HNPCC (cancro colonrettale ereditario non poliposico, o sindrome di Lynch) si ha un rischio di carcinoma del colon e dell’endometrio del 40-85% e, rispettivamente, 49- 60%. Sintomi e decorso del carcinoma del colon-retto sono in relazione a localizzazione, dimensioni e aggressività del tumore. I tumori del colon destro, spesso, almeno inizialmente, sono asintomatici, poi possono manifestarsi dolenzia addominale mal definibile, debolezza, fatigue, perdita di peso, sanguinamento, segni di anemizzazione. I tumori del colon sinistro sono, invece, caratterizzati da modifiche delle abitudini intestinali, sanguinamento, coliche gassose, stipsi, maggior uso di lassativi, riduzione progressiva del calibro fecale e ostruzione del colon. Il 40-70% degli operati ha metastasi linfonodali, il 60% invasione venosa o linfatica. Le principali sedi di metastasi sono fegato, peritoneo e polmone, nel cancro del colon prevalgono le metastasi epatiche, in quello del retto le recidive sono 3 volte più frequenti e prevalgono le metastasi polmonari. La diagnostica di base comprende anamnesi completa, visita medica generale ed esplorazione rettale, gli esami di base sono rx torace, esami ematochimici e CEA test, quelli diagostici retto-sigmoidoscopia, ecografia addominale completa, CT colonografia, colonscopia, ecoendoscopia e biopsie in colonscopia o agoaspirato CT/EUS-guidato, mentre lo staging viene eseguito mediante CT/MRI con contrasto di torace, addome e pelvi e PET-TC. Macroscopicamente distinguiamo forme vegetenti, ulcerate, infiltranti e anulari o stenosanti. Le principali classificazioni sono quella di Dukes, quella di Astel e Coller e il TNM ed è importante il grading, ossia il grado di differenziazione delle cellule tumorali
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Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 2° parte
Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 2° parte
Uno dei rimedi più efficaci si è dimostrato un derivato del viscum album, che, aumentando la sensazione di calore e di energia, regolarizzando intestino e sonno, riducendo ansia, depressione, dolore e fatigue, attenuando leucopenia, mucosite, neuropatie e radiodermiti, migliora vita di relazione e qualità di vita. Lo stesso rimedio ha un blando effetto antitumorale ma, soprattutto, grazie alla ricchezza di IL-1, IL-6, INF-γ e TNF, riattiva la risposta citotossica di NK e linfociti Th1. L’efficacia del Viscum album fermentatum e degli altri rimedi è massima seguendo le indicazioni di circolazione energetica e diagnosi energetica differenziata, respirando, bevendo e alimentandosi in modo corretto, facendo movimento, non fumando e, soprattutto, amando se stessi e gli altri.
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Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 1° parte
Curare le persone per guarirle dal cancro, testo 1° parte
Le percentuali di sopravvivenza libera da malattia a 5 anni per i cancro in fase iniziale di mammella, colon e retto, prostata, tiroide e rene superano il 90%. Il melanoma in fase iniziale, il linfoma di Hodgkin, e i cancri di vescica, collo e corpo e dell’utero e testicolo hanno eccellenti sopravvivenze. Gli studi sulle persone sopravvissute al cancro hanno, però, dimostrato che gli effetti secondari dei trattamenti persistono a distanza di 20-30 anni, riguardano capacità cognitive, fisico, rapporti psicosociali e capacità funzionali, esacerbano patologie coesistenti, aggravano malattie croniche di nuova insorgenza, determinano la comparsa di secondi tumori. Lo Childhood Cancer Survivor study ha riscontrato un’incidenza cumulativa, nei 30 anni successivi ad una diagnosi di cancro, di patologie croniche nel 73,4% dei casi; gravi, debilitanti, rischiose per la vita o mortali nel 42,4%, che riguardano la comparsa di secondi tumori, disfunzioni cognitive, coronaropatie, malattie cerebro-vascolari, insufficienza renale, cecità o perdita di un occhio, insufficienza ovarica. Nelle persone di età superiore ai 65 anni in cura per cancro sono più frequenti e gravi sia la tossicità acuta che quella tardiva, mentre, a parità di età le limitazioni funzionali nelle attività quotidiane sono più che raddoppiate rispetto a quelle delle persone senza diagnosi di cancro. Le donne operate per cancro mammario che documentano un declino funzionale che persiste per più di 2 anni dalla diagnosi, hanno una sopravvivenza a 10 anni inferiore rispetto alle altre. Di qui la necessità di seguire nel tempo le persone sottoposte ai trattamenti convenzionali per diagnosticare il più precocemente possibile malattie degenerative e tumori. ASCO (American Society for Clinical Oncology), ASC (American Cancer Society), OncoLife Survivorship Care Plan e Journey Forward prevedono, sui loro siti, linee guida rivolte alle persone sopravvissute al cancro e, rispettivamente, ai loro medici curanti, per diagnosticare e curare i principali tumori, le più frequenti patologie, i disturbi nutrizionali ed emozionali che possono insorgere nelle persone sopravvissute al cancro. Per attenuare gli effetti secondari e prevenire efficacemente la comparsa di secondi tumori sono indicate, nella la mia esperienza professionale, terapie complementari in grado di difendere l’organismo dallo stress, disintossicarlo, potenziare energia difensiva e immunità, proteggere organi e apparati
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Viscum album fermentatum e altro
Viscum album fermentatum e altro
 Viscum album fermentatum Ho fatto il chirurgo presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano dal 1972 al 2006 ed esercito la professione medica nel mio studio di Milano. Dagli anni ’80 del ‘900, finita l’illusione di poter curare il cancro, ho iniziato un percorso che mi ha portato a studiare, sperimentandole prima su me stesso e poi su familiari ed amici, infine a curare le persone con le medicine naturali, prima con la Medicina Antroposofica (dal 1987 al 1990 e dal 2007 al 2010), poi con Omotossicologia e omeopatia (1998-2003), Elettroagopuntura secondo Voll (2003-2005), Neuralterapia (2001-2004), Agopuntura (2000-2005), SAT-terapia (2000-2004), e Omeosiniatria (dal 1997 ad oggi). Ho tenuto e tengo corsi ai medici su tali discipline e scritto 2 libri per le Edizioni RED (“Prevenire e curare il cancro con le medicine naturali”, con Daniele Razzoli, nel 2003; e “Medicine naturali e chemioterapia”, con mia moglie Paola Brunelli, Gestalt Counselor, Naturopata e Reflessologa Zu, nel 2006). Utilizzo le medicine naturali sia nella prevenzione dei tumori che nella cura delle persone malate, non come terapia alternativa, ma come complementare a quelle ufficiali. In questo senso hanno, per me, significato di terapie salvavita counseling, corretta alimentazione e idratazione, adeguato stile di vita e rimedi naturali come drenanti, immunomodulanti, organoterapici e Viscum album fermentatum. Il Viscum album fermentatum, inizialmente prescritto per le similitudini fra la pianta del vischio e i tumori, è oggi, come si può osservare consultando la voluminosa documentazione scientifica pubblicata su PubMed.org, il farmaco appartenente alla terapia oncologica complementare studiato meglio e in modo più dettagliato. I lavori fin qui pubblicati hanno dimostrato che l’associazione dei preparati di vischio alle terapie convenzionali aumenta l’efficacia delle terapie anti-tumorali tradizionali, ne riduce gli effetti indesiderati come diarrea, nausea e vomito, stimola i meccanismi di difesa immunologici, arresta e limita la crescita tumorale, riduce il numero di metastasi e recidive, aumenta la sopravvivenza, migliora la qualità di vita, aumenta il tono dell’umore, la capacità d’iniziativa e la temperatura corporea, incrementa l’appetito e il peso corporeo, normalizza il sonno. Questi risultati sono legati ai principi attivi presenti nel vischio e potenziati dalla preparazione fermentativa, come acidi grassi, aminoacidi, flavonoidi e steroli, ma, soprattutto, alle lectine e alle viscotossine. Le lectine, con 2 catene molecolari e 3 gruppi di glicoproteine, hanno effetto citostatico, citotossico e immunomodulante, maggiore concentrazione in inverno e nella parte centrale della pianta. Le viscotossine, sostanze proteiche simili a quelle del veleno di Naja tripudians, hanno, invece, effetto citotossico diretto, distruggono infatti le membrane delle cellule tumorali, effetto immunomodulante spiccato, attivano granulociti e linfociti citotossici che rilasciano citochine pro-infiammatorie, hanno maggiore concentrazione in estate e ne sono più ricche le foglie. Il Viscum album fermentatum aumenta endorfine cerebrali e volume del timo, rigenera le cellule ematopoietiche dopo radioterapia, stimola l’attività dei linfociti NK, l’apoptosi tumorale, l’azione citotossica e fagocitaria dei macrofagi, l’immunità cellulo-mediata e umorale, la produzione di IL-1 α e β, IL-6 e TNF-α, la proliferazione dei granulociti neutrofili. Le sue principali azioni sono, quindi, quella antitumorale, quella sull’immunità e quella sul benessere delle persone. Studiando il rapporto fra immunità e tumori si nota che formano circa 10.000 cellule tumorali maligne al giorno, tanto che, in modo un po’ provocatorio, il tumore potrebbe essere considerato una malattia del sistema immunitario. L’immunità innata, che viene trasmessa geneticamente dai genitori, è un insieme di reazioni immunitarie rapide, che hanno la caratteristica di non produrre memoria, l’antigene viene catturato e distrutto senza conservare il ricordo; mentre quella acquisita, più lenta e individuale, è un insieme di reazioni specifiche verso un antigene con conseguente formazione di cellule della memoria con la capacità di scatenare, al secondo incontro, in tempi più rapidi, una reazione ben superiore a quella prodotto nel primo incontro. Quando sono presenti cellule tumorali le cellule dendritiche fagocitano gli antigeni tumorali e migrano nei linfonodi, dove espongono sulla superficie cellulare l’antigene e attivano i linfociti T trasformandoli in CD4 “helper”, che attivano, a loro volta, tramite l’IFN γ, la risposta citotossica mediante CD8 citotossici, neutrofili e NK. I NK, ricchi di granzimi e perforine, non hanno bisogno del antigene presentato dall’MHC per scatenare l’attacco, colpiscono, infatti le cellule senza MHC e quelle con MHC anomalo, distruggendole. Linfociti CD8+ e NK possiedono, quindi, azioni anti-tumorali complementari. Le cellule del sistema immunitario interagiscono fra di loro grazie alle citochine, sostanze rilasciate dalle cellule nei tessuti e nella circolazione, che hanno lo stesso significato delle parole e delle frasi del nostro linguaggio, vengono prodotte da tutte le cellule e influenzano fame, sonno, stanchezza e termoregolazione. Una volta recepito il segnale vengono indotte modifiche nelle cellule. Le citochine che influenzano il sistema immunitario sono IL 12 (modulata da IL4 e IL 10), IFN γ (modulata da IL 4) e TGF β (modulata da IL 12). I linfociti CD4, se entrano in contatto con batteri, virus o cellule tumorali, secernono IL 12, attivando una risposta citotossica Th1. Nel caso di un contatto con allergeni ed elminti viene secreta IL 4 che trasforma i CD4 in Th2, con una risposta di tipo umorale, ossia la produzione di anticorpi. In alcuni casi, se vi è uno squilibrio fra Th1 e Th2, i CD4 secernono IL 10 e TGF β, con effetto modulante. Si è visto che il tumore induce i CD4 a secernere in modo abnorme proprio IL 10 e TGF β, bloccando, con un meccanismo di evasione immunologica, IFN γ, che, a sua volta, blocca la secrezione di IL 12, e questo disattiva la risposta citotossica di NK e Th1. Il vischio, stimolando la produzione di IL 1, IL 6 e TNF, che si oppongono alla citochina IL 10 , e di IFN gamma, attivando granulociti, macrofagi e NK, e potenziando la fagocitosi, sblocca gran parte della risposta immunitaria, che può essere ulteriormente stimolata, se del caso, con l’aggiunta di IL 12 lowdose. Le persone da me curate con Viscum album fermentatum erano, e sono, affette da tumori della mammella (52%), colon (8%), utero (5%), linfomi, melanoma, pancreas, polmone e sarcomi (4%), retto (3%), ano, colecisti, fegato, leucemia linfatica cronica, ovaio, prostata, rene, rinofaringe, stomaco, testicoli, tiroide e vescica (1%). Valutando la qualità di vita ho potuto notare che intestino e sonno si sono regolarizzati, calore ed energia sono aumentati, ansia, depressione e dolore si sono ridotti, la vita di relazione è migliorata, non sono mai stato costretto a sospendere il trattamento da effetti collaterali. Il Viscum album fermentatum ha attenuato le tossicità iatrogene come ansia, depressione, fatigue, insonnia, leucopenia, mucosite, neuropatie e radiodermiti. Quando non funziona posso aumentare il dosaggio, modificare il tipo di albero ospite, oppure aggiungere alcune citochine low dose. Il Viscum album fermentatum può essere utilizzato in tutta sicurezza a scopo preventivo, al momento della prima diagnosi, durante le classiche terapie antitumorali, al termine dei trattamenti, in caso di recidive o di metastasi
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Medicina scientifica e medicine naturali nei malati di cancro
Medicina scientifica e medicine naturali nei malati di cancro
Medicina scientifica e medicine naturali nei malati di cancro L’associazione di alcune medicine naturali ai trattamenti convenzionali dei tumori può attenuarne gli effetti collaterali più seri, modulare l’immunità, far vivere meglio i pazienti, senza interferire negativamente con l’efficacia e la sicurezza delle terapie. È questa la mia esperienza professionale di medico dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano dal 1972 al 2006, che ha studiato e, nei limiti del possibile, sperimentato in primis su se stesso, agopuntura, elettroagopuntura secondo Voll, medicina antroposofica, neuralterapia, omeopatia, omeosiniatria, omotossicologia e SAT-terapia; e scritto 2 libri: “Prevenire e curare il cancro con le medicine naturali”, con il giornalista Daniele Razzoli; e “Medicine naturali e chemioterapia”, con mia moglie, Paola Brunelli, counselor, naturopata e reflessologa zu. I rimedi possono essere utilizzati, sempre in associazione con le terapie tradizionali, in qualunque momento: alla diagnosi, durante le terapie, al termine delle stesse, a scopo precauzionale, in caso di ripresa locale o a distanza della neoplasia. 1. Alla comunicazione della diagnosi di cancro, momento fondamentale per tutta la vita futura della persona, consiglio rimedi che mantengono il normale tono dell’umore, modulano l’infiammazione locale e preparano i tessuti ai successivi trattamenti, drenano connettivo e vasi linfatici, hanno azione citostatica e citotossica sulle cellule tumorali e sono immunomodulanti: • rhodiola rosea e acerola • arnica, bellis perennis, calendula, chamomilla, echinacea angustifolia e purpurea, hamamelis, millefolium, symphytum • aranea diadema, castanea vesca, fumaria officinalis, juglans regia, scrophularia nodosa, uncaria tomentosa, vitis vinifera • viscum album fermentatum 2. Durante le terapie antitumorali consiglio rimedi che drenano le sostanze tossiche introdotte e potenziano energia difensiva e immunità: • berberis, carduus marianus, chelidonium, fel tauri, fucus vesiculosus, galium album e aparine, ipecacuanha, lycopodium, nux vomica, phosphorus, solidago, sulfur, tartarus stibiatus • viscum album fermentatum 3. Al termine dei trattamenti, così come in prevenzione, consiglio cicli degli stessi rimedi prescritti al momento della diagnosi 4. In caso di recidive locali e di metastasi, oltre ai rimedi che controllano ansia e depressione, drenano le tossicità legate ai trattamenti, potenziano energia difensiva e immunità, possono essere utili antidolorifici come i plexa, plumbum carbonicum naturale, solum uliginosum, symphytum officinale. Tutti questi i rimedi devono sempre essere associati ad alimentazione e idratazione corrette, e ad un adeguato stile di vita.
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Il carcinoma mammario: terapie scientifiche e complementari
Il carcinoma mammario: terapie scientifiche e complementari
 Nella mia esperienza professionale l'associazione alle terapie convenzionali di rimedi naturali migliora la qualità di vita delle persone e permette di attenuare gli effetti collaterali dei trattamenti
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L'omotossicologia
L'omotossicologia
L’omotossicologia Branca moderna dell’omeopatia che ricerca i fattori lesivi per l’uomo e distingue fra il danno da essi provocato e la reazione difensiva dell’organismo. I farmaci omotossicologici sono divisibili in unitari, che comprendono allopatici omeopatizzati, catalizzatori intermedi, nosodi, organoterapici, rimedi singoli in accordo di potenza; e complessi, che possono essere composti da pochi rimedi in accordo di potenza, oppure dall’associazione di molti rimedi a potenza medio-bassa, e possono contenere organo-terapici. Le terapie omotossicologiche sono basate su effetto inverso, legge del simile, e sinergismo. La strategia terapeutica dell’omotossicologia comprende il drenaggio, degli organi emuntori, della cellula, del tessuto linfatico e del connettivo, i rimedi di causalità, di lesione e di funzione alterata, d’organo, di danno cellulare, di fase, di costituzione, infine il “simillimum” del soggetto. I rimedi dell’omotossicologia sono molto efficaci nella cura delle cervicalgie, dei dolori alla spalla e al braccio, alle piccole articolazioni, nella lombalgia, nelle nevralgie intercostali, nella sciatalgia, negli spasmi e nei crampi muscolari, negli esiti di traumi e di ematomi, ed essendo privi di effetti collaterali, sono particolarmente indicati nella cura delle persone anziane. L’omotossicologia non cura il cancro, ma le persone che ne sono affette possono ottenere grandi benefici dalla cura dei loro sintomi e migliorare in modo sostanziale la loro qualità di vita.
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Il carcinoma mammario
Il carcinoma mammario
 Il 75% dei casi di carcinoma mammario si manifesta sotto forma di nodulo palpabile, retrazione, ispessimento o arrossamento del capezzolo o della cute, tumefazione ascellare, dolore localizzato trafittivo persistente, pseudo-eczema e secrezione dal capezzolo, modificazioni della forma o delle dimensioni di una mammella. La diagnosi si effettua con: esame clinico, mammografia, ecografia, tomosintesi, RMN, agoaspirato e core-biopsy. La terapia, a seconda che si tratti di forme in situ, iniziali, localmente avanzate, o in fase metastatica, consiste, rispettivamente, in: ampia escissione, radioterapia, terapia ormonale, biopsia del linfonodo sentinella, chemioterapia, endocrino-terapia, anticorpi monoclonali, bifosfonati, terapie antalgiche, palliative e di supporto. Gli effetti collaterali della chemioterapia e degli anticorpi monoclonali sono alopecia, astenia, depressione midollare, disfunzioni cognitive, disturbi alimentari e intestinali, tossicità d’organo. Le terapie ormonali aumentano il rischio di malattie trombo-emboliche, carcinomi dell’endometrio, sintomi menopausali. La radioterapia può causare edema, flogosi e dolore mammario. Un’adeguata alimentazione, il movimento e microiniezioni sottocutanee di rimedi specifici in specifici punti di agopuntura, sono utili nella prevenzione dei tumori, riducono l’impatto psicologico di una diagnosi di cancro, attenuano gli effetti collaterali dei trattamenti tradizionali, aiutano in caso di neoplasie localmente avanzate, recidive o metastasi.
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Informazioni sullo studio

Dott. Giuseppe Fariselli

Oncologia

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