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Guida medica personale

Prevenzione e cura dei disturbi e delle malattie della terza età

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Artrosi e osteoporosi
Artrosi e osteoporosi
 Artrosi e osteoporosi L’osteoporosi Perdita di massa ossea, con assottigliamento e fragilità dei segmenti scheletrici, che può colpire soprattutto collo femorale e colonna, e riconosce, come fattori di rischio, età avanzata, sesso femminile, dieta povera di calcio e proteine, carenza di vitamina D, fumo, insufficiente esercizio fisico. Si manifesta inizialmente con una diminuzione del tono calcico nella massa ossea (osteopenia). È asintomatica nei 2/3 delle persone. Poi compaiono dolori alle ossa e ai muscoli, acuti e aggravati dal carico e dagli sforzi, tipici della presenza di fratture. Infine, si possono avere crollo vertebrale, ipercifosi dorsale, iperlordosi cervicale, fratture di avambraccio o di femore. La diagnosi viene effettuata mediante visita medica, MOC-DEXA, ultrasuonografia del calcagno, analisi di sangue, tiroide, fegato, rene, surrene, ipofisi, radiografie, TC, RMN. Terapie mediche: acido folico, bifosfonati, denosumab, raloxifene, DABA, TOS, carbonato di calcio, magnesio pidolato, boro, manganese, silicio, stronzio e zinco, diuretici tiazidici, paratormone ricombinante 1-84, teriparatide, Vitamina D3. Terapia del dolore: paracetamolo, disodio clodronato, calcitonina, FANS, COX 2 inibitori, oppiacei. Terapia chirurgica: vertebroplastica, cifoplastica, lordoplastica, inserimento di protesi. Nell’osteoporosi sono importanti: alimentazione corretta, movimento, attività fisico, sole, terapie naturali. L’osteoartrosi Può essere primaria, secondaria a interventi chirurgici, problemi meccanici o settici, traumi, localizzata o generalizzata. Fattori di rischio: obesità, sesso femminile, stress continuo, traumi articolari, umidità. Sintomi: • Rigidità articolare, specie al risveglio, che diminuisce con l'attività • Dolore di varia entità • Deformità articolare Diagnosi radiologica: 1. alterazione del profilo dell'osso 2. formazione di osteofiti 3. Riduzione dello spazio articolare 4. Zone cistiche nell'osso Terapia medica: • capsaicina topica, glucosammina solfato, S-adenosil metionina (SAMe) • Infiltrazioni intra-articolari di acido ialuronico o idrocortisone • Terapia analgesica Terapia chirurgica: posizionamento di protesi Altri rimedi utili sono: • Agopuntura • Fangoterapia • Piscine termali • Terapie naturali • L’omeo-mesoterapia, che consiste nell’iniettare per via intradermica o sottocutanea piccole quantità di rimedi omeopatici nei punti di agopuntura, permette di potenziare l’effetto dei rimedi e accelerare i risultati su rigidità e dolore.
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Ictus e trombosi cerebrale
Ictus e trombosi cerebrale
 Ictus e trombosi cerebrale Evento vascolare cerebrale patologico, che causa una perturbazione acuta della funzionalità encefalica, focale o generalizzata. L’attacco ischemico transitorio (TIA) è un deficit neurologico che si risolve in 24 ore, dovuto ad un temporaneo disturbo di irrorazione sanguigna ad una parte limitata del cervello. I suoi sintomi più comuni sono: cecità temporanea, debolezza, diminuzione della sensibilità, formicolio della cute di una metà del corpo, incapacità di parlare. Un terzo dei pazienti che hanno subito un TIA hanno successivamente TIA ricorrenti ed un altro terzo avrà un ictus. La principale causa è un embolo che nasce dalla rottura di una placca delle arterie carotidi o da una fibrillazione atriale. La diagnosi richiede visita neurologica, TC, RMN, esami ematochimici, ECG, ecocardiogramma, ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici. La terapia prevede acido acetilsalicilico, nei TIA ricorrenti si aggiunge dipiridamolo, in caso di stenosi carotidea > 70%, si esegue un’endoarteriectomia. Il TIA si può prevenire con alimentazione corretta e controllo di coagulazione, colesterolo, glicemia, pressione e peso corporeo, In caso di familiarità o diabete, è opportuno assumere antiaggreganti come acido acetilsalicilico o anticoagulanti come eparina e dicumarolici. L’ictus è un’alterazione acuta della funzionalità cerebrale, localizzata o generalizzata, dovuta a un evento vascolare cerebrale patologico, che perdura per più di 24 ore, o ha esito infausto. Distinguiamo un ictus ischemico (80% dei casi), da occlusione di un vaso (legata a embolia nel 70% dei casi, o, nel 25% dei casi, a una trombosi) o, meno frequentemente, da improvvisa e grave riduzione della pressione sanguigna; e un ictus emorragico, intracerebrale o intraventricolare, da emorragia intracerebrale non traumatica. Le cause più comuni dell’ictus ischemico sono un trombo conseguente a vasculopatia aterosclerotica che interessa le arterie di maggior calibro, un’occlusione delle piccole arterie da diabete, ipertensione o microateromi, embolia trans-cardiaca da fibrillazione atriale, protesi valvolare, stenosi mitralica, trombo in atrio sinistro, infarto miocardico recente, endocardite infettiva, cardiomiopatia dilatativa, acinesia di parete del ventricolo sinistro. Nell’ictus emorragico, l’emorragia cerebrale è causata più frequentemente dall’ipertensione arteriosa. Nelle persone anziane, invece, 1/3 circa dei sanguinamenti cerebrali è causato dall’angiopatia amiloide, caratterizzata da emorragie cerebrali a carattere ricorrente. Sono fattori di rischio età, alcol, attività fisica ridotta, diabete mellito, fibrillazione atriale, fumo di sigaretta, iperomocisteinemia, ipertensione arteriosa, ipertrofia ventricolare sinistra, stenosi carotidea. Nella prevenzione dell’ictus sono importanti smettere di fumare, svolgere una regolare attività fisica, mantenere un peso corporeo salutare, ridurre l’apporto di sale e di grassi animali, mangiare pesce, preferibilmente azzurro, 2-4 volte la settimana, consumare 2 porzioni di frutta e 3 di verdura al giorno, limitare l’assunzione di alcol. I sintomi dell’ictus sono comparsa improvvisa di uno o più di questi disturbi: incapacità a comprendere, pronunciare e trovare le parole, perdita di forza e/o sensibilità con formicolii in metà corpo, visione alterata in una metà del campo visivo, maldestrezza, assenza di equilibrio con vertigini. Le emorragie più gravi, soprattutto l’emorragia subaracnoidea, si annunciano con un improvviso mal di testa, come un colpo di pugnale alla nuca. La diagnosi si basa su esame neurologico, TC, RMN, ecodoppler dei tronchi sovra-aortici, angio-TC, angio-RMN. La terapia comporta il ricovero immediato in stroke-unit. Nell’ictus ischemico, la trombolisi entro 3 ore con r-tPA (recombinant tissue plasminogen activator) per via endovenosa e acido acetilsalicilico come antiaggregante, possono risolvere favorevolmente la situazione. Nell’emorragia subaracnoidea avviene un sanguinamento tra aracnoide e pia madre, generalmente per rottura di un aneurisma cerebrale. Si ha cefalea a rombo di tuono, abbassamento del livello di coscienza, confusione mentale, vomito, talvolta convulsioni. Sono fattori di rischio la familiarità, fumo, ipertensione, eccessiva assunzione di alcol. La diagnosi viene eseguita mediante visita neurologica, TC, RMN, puntura lombare, spettrofotometria del liquor, angiografia TC. La terapia prevede avvolgimento e clipping. L’insufficienza cerebro-vascolare e le steno-occlusioni delle carotidi sono dovute allo stato di scarsa vascolarizzazione delle strutture del sistema nervoso centrale caratteristico di molte persone anziane le cui arterie sono state danneggiate dall’aterosclerosi. I sintomi dipendono dall’area cerebrale interessata. Una delle localizzazioni più comuni è quella alle arterie vertebrali, che irrorano il tronco cerebrale e il cervelletto, e che provoca disturbi dell’equilibrio, ronzii alle orecchie, sensazioni di vertigine. Una manifestazione caratteristica dell’insufficienza cerebro-vascolare è il T.I.A. Sono fattori di rischio età >60 anni, diabete, fumo, ipercolesterolemia, ipertensione, sesso maschile. La diagnosi si attua mediante ecocolodoppler dei vasi sovra-aortici. La terapia prevede endarterectomia, trattamento endovascolare, > trattamento antiaggregante. La trombosi cerebrale è conseguente all’occlusione di un’arteria nel cervello provocata in genere dall’arteriosclerosi con formazione di placche e trombi. I sintomi sono molto simili a quelli dell’ictus, ma meno violenti: diminuzione della forza/parlisi in un lato del corpo, disturbi della deglutizione, difficoltà nel linguaggio, formicolii, vertigini, difetti/perdita di memoria, difficoltà di comprensione e di ragionamento, modificazioni nel comportamento, con soggetti che tendono a isolarsi e a essere maggiormente impulsivi. Sono fattori di rischio: familiarità, età, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso, mancanza di attività fisica, fumo, alcool, droghe come cocaina e metanfetamine, patologie cardiovascolari. I segni premonitori sono: disturbi lievi come cefalea, vertigini, formicolii, difetti di memoria, diminuzione della forza in un lato del corpo. Terapia e prevenzione sono analoghe a quelle dell’ictus ischemico. La trombosi delle vene e dei seni cerebrali è una rara (10/milione) malattia cerebro-vascolare, che può colpire anche adolescenti e bambini, i cui sintomi sono improvvisa cefalea durante una grave disidratazione o dopo contraccettivi orali, convulsioni dopo l'ingresso in un reparto di ostetricia, stato comatoso con pupille dilatate in pronto soccorso. La prognosi neurologica è buona nell'80% dei soggetti colpiti. Sono fattori di rischio le condizioni trombotiche, leucemia, policitemia, trombocitemia, cancro, disidratazione, ma anche mastoidite, meningite, otite, sinusite, lupus, malattia infiammatoria dell'intestino, sarcoidosi, sindrome nefrosica, lesioni della testa, dei seni e delle vene giugulari, cateterizzazione delle giugulari, interventi neurochirurgici, puntura lombare, contraccettivi orali.
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Alzheimer e demenza senile
Alzheimer e demenza senile
 Alzheimer e demenza senile Sono patologie progressive prevalentemente senili che annullano capacità critica, linguaggio, memoria, orientamento spazio-temporale e pensiero astratto. L’Alzheimer, patologia progressiva a esordio prevalentemente senile che comporta una significativa atrofia cerebrale, ammassi neurofibrillari e placche amiloidi nei neuroni colinergici delle aree corticali e di quelle sottocorticali dell’ippocampo, inizia con precoci alterazioni della memoria seguiti da afasia, agnosia, aprassia, perdita del pensiero astratto, ed è causate da estesa atrofia corticale. Allo stadio medio il malato non riesce a pensare con chiarezza, non è in grado di gestire le finanze e organizzare una cena, è confuso, ha sbalzi di umore, è irritabile e aggressivo. Mentre la malattia progredisce, perde la capacità di parlare in modo chiaro, ha problemi a vestirsi, deve essere aiutato a lavarsi e a mangiare, non è in grado di camminare senza essere sostenuto, perde anche la memoria a lungo termine. Sono fattori di rischio età, educazione, traumi cranici, fumo, ipercolesterolemia e ipertensione. La diagnosi richiede l’esecuzione di test neuropsicologici che esaminano abilità costruttiva, abilità percettiva, attenzione, capacità funzionali, linguaggio, memoria, orientamento, risoluzione dei problemi. Per conferma possono essere eseguiti PET (Tomografia a emissione di positroni), PiB-PET (PET per la sostanza amiloide), risonanza magnetica volumetrica, SPECT (Tomografia a emissione di fotone singolo). La terapia consiste in antiossidanti, FANS, vitamine A, C, E, diidroergotossina, gingko biloba, pentossifillina, memantina, fisostigmina, galantamina, neostigmina, rivastigmina, ma soprattutto in arte e musicoterapia, training di stimolazione cognitiva, comportamentale, emotivo-motivazionale e sociale. Altri tipi di demenze sono quella carenziale, quelle da encefalopatie tossiche, disturbi endocrino-metabolici, infezioni, malattie organiche di varia natura, e prioni. È affetto da demenza circa il 5% della popolazione over 65 anni, ma addirittura il 30% degli over 85. La demenza FTD, familiare nel 50% dei casi, caratterizzata da disinteresse per la cura della persona, insorgenza precoce, iperoralità e ipersessualità, è dovuta alla degenerazione delle cellule nervose nella corteccia del lobo frontale. La demenza vascolare, che ha esordio generalmente brusco, è associata a arteriosclerosi e ischemie. Nella demenza da corpi di Lewy si ha decadimento cognitivo, disturbi del movimento, tremori, allucinazioni uditive, anosmia, deliri paranoidi e di misidentificazione, disordini cognitivi, disturbi del sonno, incontinenza urinaria, ipotensione ortostatica, manifestazioni isteriche, parkinsonismo, turbe dell’umore. La demenza senile comporta una diminuzione delle prestazione cognitive tale da compromettere le usuali attività e le relazioni. È la conseguenza, nel 60% dei casi, di Alzheimer, nel 15-20% di Alzheimer e lesioni vascolari, nel 10% di arteriosclerosi cerebrale con lesioni ischemiche, nel 5% di una malattia di Pick. L’invecchiamento cerebrale è dovuto ai radicali liberi che danneggiano il DNA, alterano le pareti dei vasi, riducono la secrezione di acetilcolina, colina-acetiltransferasi, dopamina, GABA, noradrenalina, serotonina. Il peso del cervello diminuisce per perdita di neuroni e loro diminuzione di volume, alterazioni che possono essere valutate con DTI (Diffusor Tensor Imaging), TC, RMN, PET e fRM. È possibile prevenire Alzheimer, demenza senile e invecchiamento cerebrale alimentandosi correttamente, avendo interessi nella vita, facendo movimento, eseguendo terapie “vitalizzanti”, e, soprattutto, iniziando a fare queste cose in età giovanile.
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L'apparato genitale femminile e la mammella
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Anatomia, fisiologia, disturbi e malattie dell'apparato genitale femminile e della mammella nella terza età: prevenzione e cura 
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Le malattie metaboliche
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 Prevenzione delle malattie metaboliche della terza età e cura delle persone
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L’apparato respiratorio 1
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Anatomia, fisiologia, disturbi e malattie dell’apparato respiratorio nella terza età: prevenzione e cura 
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Il sistema cardio-circolatorio 2
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Anatomia, fisiologia, disturbi e malattie del sistema cardio-circolatorio nella terza età: prevenzione e cura
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Anatomia, fisiologia, disturbi e malattie del sistema cardio-circolatorio nella terza età: prevenzione e cura
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Gli organi di senso
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Anatomia, fisiologia, disturbi e malattie degli organi di senso nella terza età: prevenzione e cura
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Fegato, colecisti, pancreas e milza
Fegato, colecisti, pancreas e milza
Anatomia, fisiologia, disturbi e malattie di fegato, colecisti, pancreas e milza nella terza età: prevenzione e cura
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Informazioni sullo studio

Specializzazione principale:
Oncologia

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