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MONONUCLEOSI INFETTIVA

MONONUCLEOSI INFETTIVA

La mononucleosi infettiva è una malattia acuta ad eziologia virale. La malattia è correlata col virus di Epstein-Barr (EBV), un herpes virus assai diffuso in natura.


L’infezione da virus di Epstein-Barr (EBV) è per lo più asintomatica, specie in età infantile, ma nell’adolescente e nel giovane adulto può dare una sindrome clinicamente manifesta, denominata mononucleosi infettiva.

La trasmissione dell’EBV avviene principalmente con la saliva (“malattia degli innamorati”). Il periodo d’incubazione è piuttosto lungo nell’adulto (40-50 giorni), più breve nei bambini (10-15 giorni); inizialmente si può avere febbricola, astenia, malessere, brividi, mialgie, cefalea, seguono: mal di gola, febbre elevata, ingrossamento delle linfoghiandole, splenomegalia. La febbre è pressoché presente in tutti casi, si associa nell’85% dei pazienti a faringodinia, ipertrofia tonsillare, essudazione faringea. In un terzo dei casi si osserva un enantema caratterizzato dalla comparsa di petecchie tra il palato duro e il palato molle (segno di Holzel). La faringotonsillite (angina eritematosa, follicolare o lacunare) persiste per 8-10 giorni. La tumefazione linfoghiandolare compare in genere insieme alla febbre e talvolta persiste per alcuni mesi; le stazioni caratteristicamente coinvolte sono quelle del collo e della testa, in particolar modo quelle cervicali posteriori ed occipitali, seguono quelle laterocervicali anteriori, ma risultano di regola affetti anche i linfonodi ascellari ed inguinali. I linfonodi colpiti risultano modicamente dolenti alla palpazione, di consistenza aumentata, talora duro-elastica, mobili sui piani sottostanti. La splenomegaliaè presente in almeno metà dei casi; vi può essere inoltre un interessamento epatico con aumento delle transaminasi, fosfatasi alcalina e LDH (solo in 5% dei casi si arriva ad avere ittero). Un esantema per lo più rubeolico,ma talvolta maculo-papuloso o di tipo urticariode, è presente nel 5% dei casi e può peggiorare in seguito all’assunzione di ampicillina.

La maggior parte dei pazienti guarisce spontaneamente in 2-3 settimane con attenuazione graduale della febbre e della faringodinia, l’astenia può persistere a lungo. Le complicanze, fortunatamente rare, sono: piastrinopenia, anemia emolitica, rottura della milza, encefalite.
La diagnosi differenziale si pone con l’infezione streptococcica, infezione da Citomegalovirus, con la linfadenite acuta da Toxoplasma gondii, con la rosolia, leucemia acuta e altri disordini mieloproliferativi.

Nella prima settimana di malattia il numero dei leucociti può essere normale o lievemente diminuito, successivamente si osserva una leucocitosi (10.000-20.000/mmc) con linfocitosi periferica e lieve granulocitopenia.

Il test diagnostico più semplice è la ricerca nel siero di anticorpi eterofili (in grado di agglutinare i globuli rossi di montone) detto Monotest; questo test è rapido e poco costoso ma non specifico (gli anticorpi eterofili per lo più IgM vengono prodotti dal 90% dei pazienti. Più precisa è la ricerca di anticorpi specifici rivolti contro alcune proteine dell’EBV: IgM anti capside virale (IgM-VCA), IgG anti capside virale (IgG-VCA).
Il riscontro di IgM anti VCA consente la diagnosi nella maggior parte dei pazienti, compaiono nel siero poco dopo il contagio per scmparire dopo 4-8 settimane; le IgG anti VCA persistono per tutta la vita.

La terapia della mononucleosi infettiva è sintomatica: riposo, antipiretici. La terapia antibiotica è utilizzata solo in cavo di sovrainfezione batterica, evitando le penicilline). La somministrazione di corticosteroidi allevia l’astenia intensa, l’edema tonsillare e la linfoadenopatia. I cortisonici vengono utilizzati anche nelle complicanze: anemia emolitica, splenomegalia, sindrome di Guillain-Barrè.  Il riposo a letto e la cessazione di ogni attività sportiva è consigliabile.

Creato da:  Dott. GIUSEPPE CABRAS

Data pubblicazione:   10/10/11
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. GIUSEPPE CABRAS

Otorinolaringoiatria

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