Ai contenuti
Sei in:  Home page

 Benvenuti nel mio sito di medicina vascolare, ecografia e dermatologia.

Vengono trattati argomenti e mostrati video clip inerenti la arteria carotide ed i vasi del collo, tiroide,addome completo, arti inferiori, inoltre viene proposta la somministrazione di diete per varie patologie,si affrontano argomenti di medicina naturale e trattamento dermatologico negli inestetismi.

 

 

Mappa del sito

Ulteriori informazioni su...

  • ginocchio - cisti di Baker

    ginocchio - cisti di Baker

    La cisti di Baker è una sacca piena di liquido, che si forma dietro al ginocchio; per questo è conosciuta anche come cisti poplitea. A determinarne la formazione è, molto spesso, un danno all'articolazione del ginocchio. La presenza di una cisti di Baker è, in alcuni casi, asintomatica; in altri, invece, determina dolore, gonfiore e sensazione di rigidezza articolare. Nei pazienti più gravi, non va esclusa la fuoriuscita del liquido contenuto all'interno della cisti.  In base alle cause che portano alla formazione di una cisti di Baker, si applicano diverse misure terapeutiche, più o meno invasive. Di fronte a sintomi severi, si deve ricorrere alla chirurgia. Richiami sull'anatomia del ginocchio Per capire cos'è la cisti di Baker, è opportuno fare un breve ripasso dell'articolazione del ginocchio. L'articolazione del ginocchio è posta tra femore e tibia ed è formata da diversi elementi, tutti ugualmente importanti nel consentire il movimento e nel sorreggere il peso del corpo umano. L'articolazione è delimitata dalla membrana sinoviale, all'interno della quale è contenuto il liquido (o fluido) sinoviale. Il liquido sinoviale funge da lubrificante: evita lo sfregamento tra le cartilagini di femore e tibia, e facilita il movimento di tendini e legamenti del ginocchio. Quest'ultimi sono fondamentali: consentono il movimento della gamba e, allo stesso tempo, danno stabilità all'articolazione. Nella parte anteriore e in quella posteriore del ginocchio, sono presenti, poi, delle piccole sacche, chiamate borse, contenenti liquido sinoviale. Sono elementi parzialmente isolati dal resto del liquido sinoviale articolare e aventi, anch'essi, una membrana esterna. La loro funzione è quella di ridurre le frizioni tra legamenti e tendini. La borsa posteriore è detta borsa poplitea. Le anteriori sono due: borsa pre-rotulea e borsa infra-rotulea. Infine, mancano i menischi: laterale e mediale. I menischi sono strutture fatte di cartilagine. Occupano la parte superiore della tibia e servono ad assorbire le sollecitazioni, che il femore e la parte superiore del corpo esercitano sulla tibia stessa. In altre parole, forniscono stabilità. Nella videoclip si osserva piccola cisti poplitea di 20mmx8mm
    Leggi

    Video
  • Trombosi Venosa Superficiale (TVS)

    Trombosi Venosa Superficiale (TVS)

      FLEBITI E TROMBOFLEBITI SUPERFICIALI Quadri clinici Le TVS sono sempre state considerate di scarsa rilevanza clinica, a rapida evoluzione, di elevata frequenza e con prognosi favorevole. L’obiettività è generalmente quella di un cordone duro, dolente alla palpazione e con segni di infiammazione dei tessuti circostanti a carico del tratto di vena superficiale coinvolta. Nonostante la semplicità per la specificità del quadro clinico, solo il 50% riceve una conferma diagnostica di TVS dall’esame strumentale: nel restante 50% si tratta di cellulite, panniculite, dermoipodermiti, punture di insetti o linfangiti. La presunta assenza di rischio embolico delle Trombosi Venose Superficiali (TVS) è stata sconfessata da Verlato che ha osservato una frequenza tutt’altro che occasionale di embolia polmonare in soggetti con TVS. L’approccio clinico diagnostico però, spesso per la sua localizzazione e l’interessamento di organi vitali, non può essere diverso da quello delle trombosi venose profonde. Nonostante si sia appena affermato che il termine TVS ha di fatto sostituito quello di tromboflebite superficiale, nato per sottolineare soprattutto l’aspetto infiammatorio e trombotico all’interno di una vena, si può però affermare che quest’ultimo mantiene ancora una sua significatività e appropriatezza se il punto di vista è quello clinico, dove infatti si vedono tutti i segni classici dell’infiammazione: indurimento,rossore,calore,dolore. Possiamo classificare le TVS a seconda della loro causa oppure a seconda del loro sviluppo su vena sana o varicosa. Se la TVS origina su vena varicosa (varicoflebite) è di solito collegata al fattore di rallentamento del circolo. Si possono sviluppare in senso centrifugo (scarsa tendenza all’embolia), o centripeto: in questo caso il rischio emboligeno è alto in quanto la propagazione è verso le comunicanti e quindi verso il circolo profondo. Il discorso cambia se le TVS si sviluppano su vena apparentemente sana, in quanto potrebbero essere rivelatrici di anomalie della coagulazione, della fibrinolisi o dell’endotelio.
    Leggi

    Video
  • La mia tiroide non funziona bene, comprendo le cause

    La mia tiroide non funziona bene, comprendo le cause

    Il monitoraggio di un disturbo funzionale della tiroide si basa sul dosaggio degli ormoni tiroidei, soprattutto il TSH. Affinché detti risultati siano i più affidabili possibili, è importante realizzare sempre tale dosaggio nello stesso momento della giornata e nello stesso laboratorio d'analisi.
    Leggi

    Testo
  • Quali esami sono utili per la mia tiroide?

    Quali esami sono utili per la mia tiroide?

    La palpazione è la base dell'esame della tiroide. Quest'ultima è palpabile solo in caso di disfunzione. La tiroide è una piccola ghiandola mobile situata alla base del collo. Quando è palpabile, la si sente risalire nel momento in cui si ingoia la saliva (operazione nota come deglutizione). La palpazione fornisce informazioni precise sulla consistenza (dura o no), la sensibilità (dolorosa o no), i contorni (regolari o no), la presenza di noduli (grumi o no). La stessa consente di esaminare molto semplicemente un gran numero di malattie della tiroide, come il gozzo, che corrisponde ad un aumento del volume della tiroide, o la presenza di noduli.
    Leggi

    Testo
  • La terapia farmacologica per l’ipertensione

    La terapia farmacologica per l’ipertensione

    L’obiettivo del trattamento farmacologico dell’ipertensione è la riduzione della pressione a valori inferiori a 140/90 mmHg. A questo scopo è disponibile una serie di farmaci sperimentati. Nel caso in cui la monoterapia non fosse sufficiente, allora sarà necessario ricorrere ad una combinazione di diversi farmaci.
    Leggi

    Testo

Informazioni sullo studio

Dott. Giampaolo Dogà

Chirurgia vascolare/Angiologia

Ulteriori dettagliContattami

Indirizzo struttura

Studio Manzoni
via Manzoni 9/H
Maerne di Martellago
30030 Ve

Tel.:  3382947171
Cellulare :  3382947171


Parcheggi nelle vicinanze

Nello studio si effettuano, su appuntamento, ecocolordoppler vascolari arteriosi e venosi ed ecografie di pertinenza internistica, terapia ecoguidata di varici safeniche, trattamento bidimensionale dei capillari con transilluminescenza. Terapia dermatologica negli inestetismi


come raggiungerci


Questo sito non deve essere utilizzato in sostituzione delle visite mediche.