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ZUCCHERO

ZUCCHERO

 Lo zucchero dell'uomo primitivo ed il nostro zucchero Partiamo dalle origini: l''unico zucchero originariamente disponibile in natura all'uomo era il fruttosio: si trova nella frutta fresca, insieme a fibre, acqua biologica, vitamine, sali minerali, antiossidanti. Si tratta di uno zucchero a lento assobimento, impiega circa un'ora e mezzo per entrare in circolazione nel sangue. Oggi il tipo di zucchero che assimiliamo è molto differente: prendiamo in considerazione una bibita zuccherata: questa provoca un inaccettabile picco glicemico nell'organismo. Quale zucchero assimiliamo?


 Lo zucchero che assimiliamo bevendo una tazzina di caffè zuccherato è il saccarosio, composto al 50% da fruttosio ed al 50% da glucosio.

Il glucosio ha un effetto immediato nel sangue: il suo assorbimento è molto veloce, entra in circolo nel giro di pochi minuti.

Facciamo un paio di conti

Un essere umano ha circa 5 litri di sangue, mediamente composto al 55-60% di plasma ed al 40-45% di parti corpuscolate. Questo vuol dire che il plasma, ovvero la parte liquida del sangue, corrisponde a circa 2,7 litri, i quali trasportano le altre sostanze.

Un individuo che abbia un valore di glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue, attorno ai 100 (magari dopo aver mangiato), ha in circolazione nel plasma circa 2,7 grammi di glucosio, la cui concentrazione è un valore che il corpo tende a far rimanere stabile.

Bevendo una tazzina di caffè con una bustina di zucchero disciolto, si immettono nell'organismo 7 grammi di zucchero, di cui 3,5 grammi di glucosio, che viene immediatamente assorbito.

A questo punto ai 2,7 grammi di glucosio disciolto nel plasma si aggiungono i 3,5 grammi di glucosio appena assunti, arrivando ad un totale di 6,2 grammi di glucosio in circolo. La glicemia da 100 schizza a 250.

Che cosa avviene con un'alta glicemia

L'organismo subisce un improvviso picco glicemico, al quale tenta di far fronte con un'impennata insulinica, con due conseguenze:

·         Si genera e si alimenta la resistenza insulinica: i ricettori di insulina vengono travolti e devono aumentare la loro tolleranza

·         Si ha una risposta di ipoglicemia reattiva, ovvero viene fame.

Perchè non usare lo zucchero bianco

Abbiamo visto che l'uso improprio di zucchero bianco è dannoso al nostro organismo: abbiamo ereditato il nostro corpo dai nostri progenitori ancestrali, e con esso l'apparato digerente, che non è in grado di gestire correttamente grandi quantità di glucosio in circolazione: lo assorbiamo subito, ci fa alzare l'indice glicemico, scatena tempeste insuliniche e fa venire fame.

E quando si ha fame cosa si fa? Si apre il frigo, ovviamente. E cosa c'è nel frigo? Dolci e carboidrati... si ricomincia?

L'uomo delle caverne, dal quale discendiamo e dal quale abbiamo ereditato il corpo, e con esso l'apparato digerente, era sempre in carestia, soffriva la mancanza di cibo: una situazione ben lontana dalla nostra, in cui basta aprire il frigorifero o andare al supermercato.

Il nostro apparato digerente è strutturato sulla carestia, e contro di essa è pronto a difendersi: un esempio è l'accumulo di grasso.

Per questo è necessario dire no allo zucchero:il nostro corpo non è fatto per subire l'abbondanza di zuccheri, ed è necessario smettere di assumerli, o meglio, smettere di dolcificare qualsiasi cosa con lo zucchero, per non aggiungerne ulteriore a quello che assumiamo alimentandoci in maniera corretta.

 

Creato da:  Dott.ssa Golfari Maria Giulia

Data pubblicazione:   20/02/11
 
 

Informazioni sullo studio

Dott.ssa Golfari Maria Giulia

Specializzazione principale:
Esperta in Medicina Naturale e Nutrizione Biologica

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