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Scrambler Therapy

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Domande e risposte sulla Scrambler Therapy

Domande e risposte sulla Scrambler Therapy

 Il dott. Russo risponde alle domande più frequenti sul principio e sulle applicazioni della Scrambler Therapy


Domande e risposte sulla SCRAMBLER THERAPY

 
 
(Dott. Domenico Russo)

 

Qual è il principio scientifico della Scrambler Therapy?

Gli stimoli dolorosi, come tutte le informazioni veicolate dal sistema nervoso, sono tradotti in segnali elettrici. La Scrambler Therapy non tratta il dolore attraverso il blocco chimico o chirurgico (come avviene nelle terapie farmacologiche o nella chirurgia) ma ne modifica l’informazione elettrica: all’informazione elettrica di dolore se ne sostituisce un’ altra sintetica.

La Scrambler Therapy è quindi un originale tipo di elettroanalgesia; sfrutta la possibilità di generare “pacchetti” di informazioni elettriche simili a quelli dei segnali che viaggiano sulle fibre nervose deputate a veicolare il dolore. Il contenuto d’ informazione di tali “pacchetti” è variato per mezzo di opportuni algoritmi, utili a far riconoscere come “self” il segnale simulato.

La risposta clinica molto rapida (secondi) alla stimolazione e la prolungata analgesia (settimane o mesi) dopo una serie di sedute, lascia supporre un innalzamento delle soglie del dolore con una riduzione dei fenomeni di sensibilizzaione tipici del dolore cronico.

 

La terapia è dolorosa? Gli elettrodi vengono infissi nella pelle?

Gli elettrodi sono di superficie e vengono appoggiati sulla pelle senza essere infissi. Assomigliano a quelli utilizzati per l’elettrocardiogramma. La terapia non provoca assolutamente dolore ed anzi la sensazione che provoca viene spesso definita piacevole.

 

Quali tipi di dolore possono essere trattati con la Scrambler Therapy?

         Vari tipi di dolore, in particolare quello cronico, nel quale si assiste a fenomeni di sensibilizzazione contrale, una condizione in cui le risposte agli stimoli dolorosi diventano esagerate per intensità, estensione e durata. In particolare riguarda il dolore con componente neuropatica, ma ogni dolore non trattato può cronicizzare. Ci sono esperienze ad esempio sul dolore oncologico, su nevralgie trigeminali, lombosciatalgie, cervicalgie, nevralgie post herpetiche, nevralgie diabetiche o da chemioterapici.

         Tipicamente sono stati trattati dolori non responsivi a trattamento farmacologico o ad altri trattamenti.

 

Quanto dura un singolo trattamento?

         Un’applicazione dura da mezz’ora ad un’ora. La durata tipica è di quarantacinque minuti.

 

Dopo quanto tempo e quanti trattamenti si nota un miglioramento del dolore?

Il miglioramento compare solo dopo pochi secondi dal posizionamento corretto degli elettrodi. La scomparsa, totale o quasi, del dolore nella zona trattata è proprio il segno        di una terapia ben condotta.

         Il beneficio permane dopo il trattamento per un tempo che tende a prolungarsi di volta in volta.

 

Quanti trattamenti sono necessari per risultati duraturi?

         Un ciclo di terapia dura solitamente dieci trattamenti, che vengono effettuati quotidianamente cinque giorni a settimana (in genere dal lunedì al venerdì). Alcuni casi richiedono un numero maggiore di trattamenti.

         In seguito possono essere effettuati nuovi trattamenti all’occorrenza.

 

Quanto dura l’effetto della terapia nel tempo?

         I migliori risultati sono stati notati per il dolore neuropatico monoradicolare, con effetti anche di un anno e comunque solitamente superiori a tre mesi. Nel dolore pluriradicolare ci si attende nella maggior parte dei casi un beneficio da uno a tre mesi.

 

Quali tipi di dolore sono più responsivi?

         Il dolore che risponde meglio è il dolore neuropatico cronico con danno tissutale stabilizzato, con scarsa componente legata a riacutizzazioni dovute a movimento o nuovi stimoli infiammatori. Un caso tipico è il dolore sciatico che permane malgrado un intervento chirurgico ben riuscito. In questa situazione un ciclo di Scrambler Therapy può portare a soluzione definitiva. Un altro caso analogo è quello della nevralgia post herpetica.

         Una rapida ricaduta, dopo il ciclo di trattamento, può verificarsi in patologie evolutive, o in presenza di cause meccaniche o infiammatorie che continuano a provocare danni al tessuto nervoso. In questi casi, la terapia deve essere ripetuta frequentemente, ogni volta che il dolore si ripresenta.

 

 

        

Creato da:  Dott. Domenico Russo

Data pubblicazione:   28/01/18
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Domenico Russo

Medicina generale

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