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MICRO-BOTOX: novità in medicina estetica

MICRO-BOTOX: novità in medicina estetica

 Microbotox, una novità nel campo della medicina estetica che non stravolge i lineamenti del volto. Secondo l’American Society of Plastic Surgeons, la proteina botulinica è il trattamento estetico più praticato in assoluto, con una crescita decisamente esponenziale. Ma sempre più spesso i clienti chiedono che il risultato non sia vistoso o volgare, e che soprattutto mantenga la naturale armonia del viso.


 

Microbotox: il futuro del botox


Potrà sembrare strano, ma la tossina botulinica fu scoperta – nel 1793 dal medico e poeta Justinius Kerner – grazie a un’intossicazione alimentare seguita a un banchetto nuziale durante il quale furono consumate delle salsicce. Da qui appunto il nome: “botulus”, ovvero “salsiccia”.

Ma solo nel 1897 fu isolato il Clostridium botulinum, il batterio all’origine della tossina, che può svilupparsi in tutti gli alimenti mal conservati e in assenza di aria. Furono, invece, dei ricercatori americani, negli anni ‘40 del secolo scorso, a cogliere le valenze terapeutiche del botulino, oggi vaste e approvate dall’americana Fda (Food and Drug Administration): dallo strabismo all’ipersudorazione di mani, ascelle e piedi, dalla distonia cervicale all’emicrania cronica. Senza dimenticare, ovviamente, le sue proprietà estetiche, che l’hanno meritatamente trasformato nella superstar dei ritocchi. Questa sostanza, iniettata in quantità 10 volte inferiori a quelle utilizzate per scopi terapeutici, agisce a livello delle terminazioni nervose periferiche, inibendo il rilascio di acetilcolina e interrompendo la connessione nervosa tra nervi e tessuti muscolari volontari, che allentano così la contrazione. Risultato: dopo qualche giorno, le rughe – specie quelle d’espressione – si attenuano visibilmente e la pelle appare più tonica e levigata. L’effetto dura dai 4 ai 6 mesi...

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Se, perl, negli ultimi anni, prescrizioni e protocolli estetici inerenti alla tossina botulinica sono rimasti immutati, oggi, grazie alle ricerche di Woffles Wu, chirurgo plastico di Singapore, la tossina botulinica entra in una nuova fase della sua storia: il Microbotox. La sostanza resta immutata, a cambiare è il suo dosaggio, che prevede quantità davvero minime, quasi omeopatiche. Con l’obiettivo (raggiunto) di contrastare alcuni fastidiosi inestetismi: acne, pori dilatati, texture spenta e poco luminosa della pelle. La metodica è molto semplice e indolore: una volta marcata e disinfettata la zona da trattare (viso – in particolare fronte, guance e zona perioculare – collo e décolleté), lo specialista inocula la tossina botulinica, con “punturine” a distanza di circa un centimetro l’una dall’altra, grazie a un ago sottilissimo, lungo solo 4 millimetri, creando una sorta di “tappetino” sul viso.

In tal modo la sostanza agisce non a livello del piano muscolare (come descritto nei precedenti interventi), ma molto più superficialmente a livello dermico, provocando un’energica stimolazione dei fibroblasti, cellule responsabili della sintesi di collagene ed elastina. La pelle si distende e ridensifica, la carnagione si illumina, si ridisegna la linea mandibolare, con un’attenuazione delle bande verticali e delle rughe orizzontali del collo.
Anche le ghiandole sebacee e sudoripare, presenti a livello cutaneo, beneficiano di questa azione, con la riduzione di acne e pori dilatati. Nessun effetto collaterale: solo un leggero rossore che scompare nel giro di qualche ora, mentre i primi risultati si notano dopo 2-3 giorni e durano circa 3-4 mesi, allo scadere dei quali si può effettuare un richiamo, che prolungherà gli effetti. Il Microbotox non presenta interazioni con altri trattamenti estetici come peeling chimici, laser, luce pulsata e filler.

 

Fonte: Prof. Giuseppe Sito

Creato da:  Dott. Roberto Galli

Data pubblicazione:   20/06/17
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Roberto Galli

Polispecialistica

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