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L'intolleranza al frumento

L'intolleranza al frumento

Riflessioni sull'intolleranza al frumento non per sostituire la competenza medica o peggio per favorire l'autodiagnosi ma, per ampliare quelle conoscenze che portano a una maggiore consapevolezza della malattia.


Intolleranza al frumento

 Il frumento o Triticum è un cereale conosciuto come grano.

I cereali sono piante appartenenti alla famiglia delle graminacee, sono coltivati per la produzione dei chicchi che, raccolti in grandissime quantità, sono i costituenti principali per la dieta della popolazione umana di molti paesi.

Il genere Triticum comprende sei specie classificate in base al livello di ploidia (numero di cromosomi e composizione del genoma).

Il T. turgidum comprende numerose sottospecie fra le quali:

il T. turgidum dicoccum (il farro) dal quale è stato derivato

il T. turgidum durum (il grano duro) dal quale è stato derivato

il T. aestivum (il grano tenero).

 

IL Frumento è una pianta erbacea con foglie lineari e infiorescenza a spiga, i frutti sono cariossidi (chicchi) contenenti 10-15% di proteine. Dal frumento si ricava la farina per la produzione del pane e delle paste alimentari.

Le proteine del grano appartengono a 3 frazioni:

 

1.   le albumine e globuline, solubili in acqua o soluzioni saline deboli;

2.   le gliadine, solubili in soluzioni idroalcoliche;

3.   le glutenine, solubili in soluzioni diluite di acidi o alcali.

 

Le ultime due frazioni costituiscono l’85% delle proteine e sono note come glutine o prolamine a causa dell’alto contenuto in prolina; ad esse è dovuta la capacità della farina di grano di essere panificata, in quanto in grado di formare un impasto visco-elastico capace di trattenere aria.

Il glutine è resistente alla degradazione enzimatica gastro-intestinale (stomaco, pancreas e orletto a spazzola del piccolo intestino) per più di 15 ore.

 

Le gliadine sono proteine monometriche, cioè non in grado di polimerizzare e sono distinte in ω, α, β e γ-gliadine.

 

Tre sono le principali forme d’intolleranza al frumento:

la celiachia, le celiachie atipiche e l’allergia, sono malattie legate all’auto-immunità che si sviluppano in individui geneticamente suscettibili. In particolare sono dovute all’inappropriata attivazione del sistema immunitario nei confronti delle proteine contenute nei cereali.

 

Malattia celiaca

Enteropatia auto-immune che si sviluppa in individui geneticamente suscettibili (HLA, DQ2 e DQ8), legata all’inappropriata attivazione del sistema immunitario nei confronti della gliadina presente nei cereali: frumento, orzo e segale.

Entrambi i sessi sono ugualmente coinvolti, è molto frequente nei bambini piccoli (fino a sei anni) e frequente fino a 20 anni. Meno frequente tra i 35 e i 45 anni, si ripresenta nella decade successiva (45-55 anni).

 

Patogenesi: anticorpi anti endomisio EMA sono diretti contro tTG2 (enzima tissutale che  deamida la glutamina in ac. Glutammico rendendo il peptide più affine all’HLA e più capace di stimolare i linfociti.

Risposta del sistema immunitario innata

Peptide 31-43 e 31-49 inducono la produzione di IL-15 e l’espressine di MICA e HLA-E sulla superficie cellulare. I linfociti intraepiteliali (IEL) esprimono CD94 e NKG2D che interagiscono con HLA-E e MICA si attivano e producono la lisi cellulare.

Attivazione macrofago/DC produzione IL-15 e IFN-a e CoX2 che inducono l’espressione dei cofattori CD25 e 83 sulle APC.

Risposta del sistema immunitario adattativa

Peptidi 33-mer e 56-68 (da deamidazione) sono processati dalle APC, il complesso peptide HLA-DQ2/8 interagisce con il TCR delle T CD4+ che si attivano (producono IFNg e attivano le cellule B che producono Ab anti gliadina e anti TG2.

I CD4+ Tr1 producono IL-10 TGFb che inibiscono i CD4+.

Peptide 123-132 forma un complesso sulla lamina propria con HLA I-A2 e il TCR del T CD8+ (attività citotossica).

 

Fattori immunitari associati

Rotavirus, tutti i celiaci hanno Anticorpi anti VP-7 cross-reagenti con tTG2.

Mimetismo molecolare adenovirus 12 molto simile all’A-gliadina.

 

Quadri clinici secondari:

vomito, diarrea e anoressia, arresto e calo ponderale, depressione dell’umore. Sclere blu, incompleta dentizione, stomatite aftosa ricorrente, ipofunzione splenica, tireopatia, poliabortività, emicrania e miocardiopatia dilatativa.

Sierologia
AGA (ab antigliadina)          IgA diagnostici se francamente elevati

                                           IgG poco significative anche se aumentate.

EmA (ab antiendomisio) IgA oG? altamente significative VP pos 100%.

 

Ab anti transglutaminasi (t TGA IgA)

Attenzione la malattia può indurre un deficit di Ig rendendo la sierologia negativa in questi casi sarà necessaria la biopsia duodenale digiunale.

 

Diagnosi

Condizione necessaria perché si sviluppi la malattia è la presenza degli aplotipi HLA di classe II DQ2e/o DQ8LA (solo l’assenza esclude la malattia (sono presenti nel 33% della popolazione generale).

 

Test di assorbimento del D-xilosio (non sempre positivo: malattia celiaca monosintomatica senza alterazione dei test assorbitivi). Tight junction alte sono chiuse ma aumenta il passaggio dalle cripte alla base.

 

Esami

Chimico fisico delle feci.

Ematochimici: Emocromo, elettroforesi s.p., colesterolo. trigliceridi, transaminasi, calcio e fosforo, PT, sideremia, ferritina e transferrina.

genetica: HLA-DQ2

 

Le celiachie atipiche (spesso misconosciute):

malattie diverse che si sviluppano in individui probabilmente geneticamente suscettibili sempre legata all’inappropriata attivazione del sistema immunitario nei confronti della gliadina presente nei cereali: frumento, orzo e segale.

 

Cardiomiopatia dilatativa idiopatica

Dermatite erpetiforme di Duhring, alopecia.

Anemia, emocitopenie.

Artrosi deformante delle mani, osteoporosi, osteopenie.

Poliabortività.

 

L’allergia

Malattie auto-immune che si sviluppano in individui geneticamente suscettibili (atopici), è legata all’inappropriata attivazione del sistema immunitario (produzione di IgE specifiche per una o più glicoproteine del grano.

Le IgA nei celiaci e le IgE negli allergici e le loro IgG riconoscono epitopi diversi.

Non è stata evidenziata una relazione fra allergene e i vari sintomi:

 

Dermatite atopica, sindrome orticaria angioedema;

Rinite e asma;

Asma professionale: asma dei panettieri

Anafilassi dipendente dal grano e indotta dall’esercizio fisico (from 10 to 4 ore dopo l’ingestione e da 10 minuti a 1ora dopo lo sport, in ogni caso entro le 24 ore.

Sindrome di Ménière.

Otopatie.

 

La reattività crociata: è frequente fra il frumento e il polline di Graminacee. La reattività crociata con gli altri cereali è stimabile intorno al 20%, ma non è clinicamente rilevabile, è maggiore con orzo e segale.

 

Esempio di dieta di privazione:

Evitare l’ingestione di frumento, segale, orzo, avena, farro, kamut e i loro derivati.

Sostituti preferenziali sono:

riso, soia, granturco e il grano saraceno.

Creato da:  Dott. Luigi Di Berardino

Data pubblicazione:   13/04/12
Data di modifica:  18/06/11
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Luigi Di Berardino

Dermatologia-Venereologia

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