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Dr. Massimiliano Bellisario - Medico di Famiglia

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Tendinite al gomito: conoscere le cause

Tendinite al gomito: conoscere le cause

L'epicondilite è una tendinite che interessa il gomito. Molto frequente, è un'infiammazione dolorosa, talvolta invalidante. L'infiltrazione è il trattamento d'elezione in attesa della riparazione dei tendini colpiti.

Soffro di tendinite al gomito: di cosa si tratta?

Il "gomito del tennista", altrimenti detto epicondilite o tendinopatia degli epicondili, è una lesione del tendine che fissa alcuni muscoli dell'avambraccio all'estremità dell'omero (l'osso del braccio). Il punto d'inserzione di questo tendine sull'osso è una piccola protuberanza sul lato esterno del gomito chiamata epicondilo.
Questa zona d'inserzione (entesi) infiammandosi provoca il dolore.
La tendinite al gomito provoca un dolore caratteristico a livello dell'epicondilo, che si intensifica alla palpazione o quando si serra il pugno con il braccio disteso.

A cosa è dovuta la mia tendinite?

Questa lesione è legata a un'eccessiva sollecitazione dell'avambraccio. Il dolore compare dopo aver sottoposto il gomito a sollecitazioni più intense del solito durante sport (tennis, squash, pallavolo, pallacanestro, pallamano, golf, pallanuoto, ecc.) o attività (bricolage, giardinaggio, ecc.) che possono essere traumatici per il gomito o, molto spesso, in ambito professionale (movimenti ripetitivi, sollevamento di carichi pesanti con il braccio, ecc.)

Come evolvono il dolore e il disagio?

Normalmente, l'epicondilite si risolve spontaneamente, ma nell'arco di un periodo anche molto lungo (da uno a due anni), corrispondente al tempo necessario per la rigenerazione dell'osso e del tendine danneggiati.

Quali sono le terapie per il gomito del tennista?

Innanzitutto è necessario evitare qualsiasi movimento che provochi dolore e, se possibile, le situazioni che hanno causato la comparsa della tendinite: sport che sottopongono il gomito a forti sollecitazioni, sforzi intensi o ripetitivi, ecc. Questo periodo di riposo dovrà durare per diverse settimane.
I farmaci antidolorifici e antinfiammatori per via orale hanno un'efficacia relativa.
È anche possibile ricorrere alle terapie ad onde d'urto che praticano un massaggio profondo e mirato sull'inserzione dolorante.

Perché devo sottopormi a un'infiltrazione?

La terapia più efficace per calmare il dolore è l'infiltrazione diretta di corticosteroidi a livello della lesione. Nelle 48 ore seguenti all'infiltrazione, la lesione potrebbe far male. Si tratta di una reazione normale. In questi casi è utile l'assunzione di un analgesico o l'applicazione di una borsa del ghiaccio. Attenzione: l'infiltrazione calma il dolore, ma non ripara il tendine danneggiato. Il gomito va mantenuto a riposo. L'infiltrazione produce un sensibile beneficio dopo due o tre settimane. Per un'effettiva remissione dei sintomi possono essere necessarie 2 o 3 infiltrazioni. La rieducazione può apportare un aiuto complementare.

Perché devo farmi operare?

In rari casi, se le terapie abituali non sono abbastanza efficaci e se l'handicap è importante, può essere necessario intervenire chirurgicamente. Diverse tecniche applicate in anestesia generale offrono buoni risultati.

La tendinite del gomito (gomito del tennista) è una patologia molto diffusa. Per la remissione è necessario evitare di sottoporre l'articolazione interessata a eccessive sollecitazioni per un periodo di tempo molto lungo, per permettere i consolidamento dell'inserzione del tendine sull'osso.

Data pubblicazione:   20/12/11
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Massimiliano Bellisario

Medico di Famiglia

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