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Dr. Massimiliano Bellisario - Medico di Famiglia

Guida medica pratica

I trattamenti

La "protezione per lo stomaco": domande e risposte

La "protezione per lo stomaco": domande e risposte

Gli inibitori di pompa protonica (PPI), noti a tutti col nome più comune di "gastroprotettori", sono i farmaci più usati in Italia e tra i primi al mondo. Ma cosa sono? Come funzionano? E soprattutto....sono sempre così indispensabili o ne facciamo abuso?       

Omeprazolo, Esomeprazolo, Lansoprazolo, Rabeprazolo, Pantoprazolo....sono i nomi dei principi attivi, ormai ben conosciuti ai più, degli Inibitori di Pompa Protonica in vendita in Italia.

Quando vengono utilizzati?


Questi farmaci vengono utilizzati per il trattamento della dispepsia (dal greco "digestione difficile"), dell'ulcera gastroduodenale, della malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) e della sindrome di Zollinger-Ellison, nonché a scopo preventivo in tutti quei pazienti che, per varie ragioni, devono assumere per lunghi periodi farmaci anti-infiammatori.

 

Come funzionano?


Come dice il nome, questi farmaci inibiscono la "pompa protonica", una proteina presente sulle membrane delle cellule gastriche, che trasporta all'interno del lume dello stomaco ioni H+ (ossia protoni), i quali legatisi agli ioni Cl- ivi presenti (trasportati da un meccanismo ancora poco chiaro) formano HCl, cioè acido cloridrico (il "succo gastrico"). Questa inibizione è irreversibile, e quindi le cellule gastriche per tornare a produrre acido devono necessariamente sintetizzare nuove pompe protoniche. Il tempo necessario a questo scopo varia, ma in media è di 24 ore.

Quando e a che dosaggio vanno assunti?


Anche se è ancora molto diffusa la "paura" dell'iperacidità notturna, è stato dimostrato che gli episodi di reflusso e ipersecrezione avvengono maggiormente durante il giorno: quindi è preferibile una sola assunzione al mattino a stomaco vuoto. La somministrazione serale può essere ipotizzata in quei pazienti che non traggono giovamento dal dosaggio minimo e quindi, piuttosto che raddoppiare il dosaggio mattutino, si preferisce la doppia somministrazione (mattina e sera) dello stesso dosaggio.
I vari dosaggi in commercio (10, 15, 20, 30, 40 mg) non sono indicativi di diversa potenza, in quanto gli studi laboratoristici dei rapporti dose/efficacia hanno dimostrato equivalenza tra i diversi principi attivi. Si deve quindi scegliere il minore dosaggio efficace in base anche alle indicazioni del farmaco scelto.

 

Assumo altri farmaci, possono avere qualche interazione?


Alcuni sì, come la digossina (antiaritmico), il warfarin (anticoagulante), la teofillina (broncodilatatore), la carbamazepina (antiepilettico), il diazepam (sedativo), la fenitoina (antiepilettico) e i contraccettivi orali per fare degli esempi. Comunque nel caso di politerapie la prescrizione deve essere sempre valutata attentamente dal medico curante.

 

Hanno effetti collaterali?


Sì, come tutti i farmaci. Nella maggior parte dei casi sono lievi e scompaiono dopo poco tempo dall'inizio del trattamento, in altri casi invece possono essere anche gravi: ne parlerò più avanti.

 

Li assumo da molto tempo e ormai per me è difficile liberarmene. Possono dare problemi se presi a lungo termine?


Ad oggi le evidenze scientifiche sono concordi nell'attribuire ad un uso cronico di questi farmaci una serie di patologie, come polmoniti, infezioni da Clostridium difficile, diminuito assorbimento di vitamina B12 e quindi anemia megaloblastica e aumento del rischio di fratture osteoporotiche, aritmie cardiache, livelli ridotti di magnesio nel sangue.

Inoltre, poiché la prolungata soppressione dell’acidità gastrica provoca ipergastrinemia, il dibattito sui possibili effetti di promozione di tumori gastrici di queste sostanze è ampio e tuttora in corso. Finora studi di follow-up fino a 10 anni non hanno evidenziato trasformazioni displasiche della mucosa gastrica, ma solo aspetti iperplasici.

 

E' vero che non si pagano?


Non sempre. Quando vengono prescritti in regime SSN (cioè sulla ricetta rossa del Servizio Sanitario Nazionale e quindi "mutuabili") devono essere soggetti a nota AIFA, nel caso specifico la nota 1 e la nota 48.


Cosa sono le note?
Sono delle regole emanate dall'Agenzia Italiana del Farmaco. Sono delle linee guida prescrittive che i medici devono rispettare per non incorrere in sanzioni o rimborsi tardivi.

Cos'è la nota 1?
La nota 1 dice che i "gastroprotettori" possono essere prescritti a carico del SSN (quindi non a pagamento da parte del paziente) limitatamente alla prevenzione delle complicanze gravi del tratto gastrointestinale superiore in quei pazienti che:

  •  sono in trattamento cronico con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS),
  • sono in terapia antiaggregante con acido acetilsalicilico a basse dosi (Aspirinetta, Cardioaspirin),

purché sussista almeno una delle seguenti condizioni di rischio:

  1. storia di pregresse emorragie digestive o di ulcera peptica non guarita con terapia eradicante l'Helicobacter Pylori,
  2. concomitante terapia con anticoagulanti o cortisonici,
  3. età avanzata.

 

Cos'è la nota 48?

 

La nota 48 dice che i "farmaci antiulcera" possono essere prescritti a carico del SSN limitatamente ai seguenti periodi di trattamento e alle seguenti condizioni:

  • durata di trattamento 4 settimane (occasionalmente 6 settimane)
    • ulcera duodenale o gastrica positive per Helicobacter pylori (H. pylori)
    • per la prima o le prime due settimane in associazione con farmaci eradicanti l’infezione
    • ulcera duodenale o gastrica H. pylori-negativa (primo episodio)
    • malattia da reflusso gastroesofageo con o senza esofagite (primo episodio)
  • durata di trattamento prolungata, da rivalutare dopo un anno
    • sindrome di Zollinger-Ellison
    • ulcera duodenale o gastrica H. pylori-negativa recidivante
    • malattia da reflusso gastroesofageo con o senza esofagite(recidivante)

 

Non rientro in nessuna delle categorie elencate: non posso assumere il farmaco?

Certo che può. Solo che nel suo caso il farmaco dev'essere acquistato in fascia C, quindi prescritto sulla ricetta bianca e pagato interamente dal paziente. Questo perchè la prima vera terapia di questi disturbi è la dieta, e non i farmaci. Una dieta corretta ed equilibrata protegge dall'iperacidità. Le precedenti limitazioni sono appunto nate per evitare l'abuso di questi farmaci e concederne la gratuità solo a chi ne ha veramente necessità.

 

Devo assumere per qualche giorno un antiinfiammatorio per alcuni dolori. Devo associare una "protezione"?

 

Se solitamente quando assume antiinfiammatori presenta sintomi gastrici (bruciore, reflusso) può associare un gastroprotettore, ma per pochi giorni di terapia non è strettamente necessario. Sono preferibili (e forse più efficaci) in questi casi gli antiacidi "fisici" (ad es. Maalox, Gaviscon, Riopan, Gadral) presi al bisogno. In ogni caso, se preferisse l'inibitore di pompa, dovrebbe pagarlo in fascia C in quanto non rientrerebbe nelle categorie specificate dalle note 1 e 48.

 

Il mio medico mi ha prescritto un gastroprotettore su una ricetta bianca. Il farmacista mi ha detto che devo tornare dal medico perchè il farmaco è mutuabile ed ho bisogno della ricetta rossa. Chi ha ragione?

Probabilmente il suo medico ha valutato la sua situazione e ha ritenuto che lei non appartenesse alle categorie specificate nelle note. In ogni caso il farmacista deve attenersi alle prescrizioni del medico. Se proprio dovesse ritenere che il tal farmaco è in condizione di mutuabilità, dovrebbe per lo meno contattare telefonicamente il medico in presenza del paziente per chiarire la situazione e scegliere la soluzione migliore per il suo caso.

 

NOTA BENE:

L'articolo è scritto in modo semplice e chiaro: non inviatemi email chiedendomi se dovete prendere questo o quel gastroprotettore elencandomi la vostra terapia. Esiste il vostro medico curante per rispondere a queste domande, e se non lo fa... cambiatelo! ;)

 

Dr. Massimiliano Bellisario

Data pubblicazione:   11/06/11
Data di modifica:  03/05/18

Creato da:  Dott. Massimiliano Bellisario

 
 

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Dott. Massimiliano Bellisario

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