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LE VERRUCHE

LE VERRUCHE

1. Cosa sono le verruche. 2. Come si presentano le verruche. 3. Come si curano le verruche.


COSA SONO LE VERRUCHE

Le verruche sono papule di origine virale che possono comparire su tutto l’ambito cutaneo e sulle mucose. Si tratta di un’infezione provocata dal papillomavirus umano (HPV), un virus che dopo aver infettato le cellule dell’epidermide ne induce l’iperproliferazione.

Il contagio si verifica attraverso varie modalità: per contatto con squame cutanee rilasciate nell’ambiente da un individuo affetto (es. piscina, palestra, carrello della spesa, utensili di lavoro, giocattoli, …), per auto-inoculazione (es. rasatura, epilazione, grattamento, morsicatura, suzione, …), per trasmissione materno-fetale durante il parto e persino per contatto con animali, dato che tali virus sono stati isolati in pressoché tutti gli animali domestici. Il contagio è enormemente favorito dalla presenza di lesioni cutanee, anche impercettibili, nella sede di inoculazione. Il periodo di incubazione può durare anche molte settimane, ma l’infezione spesso si rende visibile diversi mesi dopo quando le verruche sono ormai numerose, aumentate in dimensioni e persino dolorose (specie a sede plantare).

Le verruche possono comparire a qualsiasi età, anche se sono maggiormente predisposti i bambini, i soggetti sottoposti a terapia con cortisone ed i pazienti affetti da dermatite atopica od immunodeficit (scarse difese immunitarie); in quest’ultimi individui le verruche tendono spesso ad essere numerose, a raggiungere notevoli dimensioni e ad essere talvolta poco responsive alle terapie convenzionali.

Fattori di rischio a parte, sembrerebbe che le verruche compaiano e recidivino maggiormente in soggetti geneticamente predisposti ma questa correlazione, osservata nella pratica clinica quotidiana, non è ancora stata dimostrata.

In ogni caso siamo in presenza di una sorta di gioco di equilibri tra la virulenza degli HPV e le capacità di difesa del sistema immunitario offerte dall’individuo attaccato. Limitativo pensare che chi non si ammala mai o in genere guarisce in fretta sia esente da questa infezione. Non è sufficiente infatti possedere un “buon” sistema immunitario generale ma occorre anche un sistema immunitario locale capace di contrastare l’infezione. L’evoluzione delle verruche quindi non dipende solo dall’attuazione di una terapia e dal tipo di terapia adottata ma soprattutto dalla capacità dell’organismo di contrastare la replicazione virale. In alcuni casi, soprattutto per le verruche piane del viso, si può assistere alla guarigione spontanea.

 

COME SI PRESENTANO LE VERRUCHE

Esistono vari tipi di verruche che - a seconda della sede coinvolta o del tipo di papillomavirus responsabile - si presentano in modo diverso.

Verruca comune

Si presenta soprattutto alle dita e al dorso delle mani, ma qualsiasi altra sede può essere coinvolta come il dorso dei piedi, le ginocchia, i gomiti. Possono essere lesioni uniche o più spesso multiple in varie fasi evolutive. Allo stadio iniziale la verruca assume l’aspetto di una piccola papula rosea o del colore dell’incarnato circostante, apprezzabile alla palpazione superficiale e ben distinta dalla cute limitrofa in quanto sulla superficie di questa lesione non sono più osservabili i dermatoglifi e i solchi cutanei. Con il passare delle settimane le verruche tendono a crescere in dimensioni, diventano generalmente più scure e la superficie diventa rugosa, per l’appunto “verrucosa”. Non raramente, soprattutto nelle vicinanze di una verruca (“madre”), compaiono altre piccole verruche (“figlie”), che avranno nel tempo un comportamento analogo alla progenitrice. Normalmente le verruche non sono sintomatiche ma talvolta – specie se irritate – possono provocare prurito.

Verruche palmo-plantari

Molto frequenti e talvolta dolorose dopo pressione o durante la deambulazione. Si presentano come placche ipercheratosiche, di colorito giallastro, piatte o moderatamente rilevate, evidenti alla pianta dei piedi o al palmo delle mani.

Spesso si osservano in superficie dei puntini neri multipli, espressione di microemorragie locali. All’origine di ciò vi sono spesso microtraumi provocati durante la deambulazione, i salti o la pressione esercitata dall’impugnatura di arnesi.

A differenza di altri tipi di verruche, queste sono “endofitiche” (crescono all’interno della pelle) a causa della pressione esercitata sulle mani o sui piedi (camminando o posizionando in stazione eretta).

Quando la crescita endofitica è cospicua, la pressione sulla parte affetta provoca vivo dolore (sensazione simile alla presenza di una spina o di una scheggia di legno); in questa fase l’eradicazione della componente virale diventa più difficoltosa.

Verruche piane

Si presentano al viso o agli arti come papule a superficie piatta, bordi netti e regolari, delle dimensioni di pochi millimetri e del colore variabile dal rosa carne al marrone chiaro. L’esposizione al sole e l’applicazione di creme a base di cortisone favoriscono spesso la replicazione virale, l’aumento delle dimensioni delle verruche e la comparsa di prurito. Classicamente si osservano al viso nei bambini; di non infrequente riscontro nell’area della barba o agli arti in chi pratica la rasatura o l’epilazione.

Chi ne è affetto tende a svilupparne molte, anche un centinaio; in alcuni casi si assiste alla guarigione spontanea (senza quindi alcun intervento terapeutico).

Verruche digitate

Si presentano più spesso al viso o al collo come neoformazioni roseo-giallastre filiformi (allungate e sottili) a rapida crescita.

Verruche periungueali e subungueali

Sono discretamente frequenti e spesso si trasmettono per autoinoculazione. Queste verruche crescono lungo le pieghe ungueali supero-laterali ed anche sotto il margine libero distale dove possono sollevare la lamina ungueale. Si presentano come placche verrucose, di colore grigiastro o rosa pallido. Quando si sviluppano in prossimità della matrice ungueale, con la crescita dell’unghia, si assiste alla formazione di depressioni sulla lamina stessa. L’onicofagia, la morsicatura e la manicure delle pellicine periungueali predispongono all’insorgenza di quest’infezione in quanto le microabrasioni cutanee rappresentano un’importante porta d’ingresso per il papilloma virus.

 

COME SI CURANO LE VERRUCHE

Per la cura delle verruche sono proponibili molti trattamenti medici e chirurgici, a cui si aggiungono anche rimedi “naturali” e persino “psicologici”, a dimostrazione del fatto che non esiste “LA” terapia che garantisca in maniera assoluta e più rapida la guarigione definitiva.

Idealmente le verruche dovrebbero essere approcciate con terapie che comportino il minor rischio possibile di esiti atrofico-cicatriziali e che possano essere tollerate di buon grado da parte del Paziente affetto, soprattutto se di età pediatrica.

La scelta dei metodi terapeutici è basata soprattutto sulle capacità, sull’esperienza e sulle disponibilità strumentali dello Specialista, il quale dovrà ovviamente tener conto dell’età del Paziente, della sede di infezione, del numero e delle dimensioni delle lesioni e non da ultimo della spesa in termini di tempo e denaro che alcune terapie potrebbero comportare. Secondo la mia esperienza la scelta della terapia dovrà per certi aspetti essere concordata con l’interessato o con i genitori del Paziente minorenne. In altri termini, posta la diagnosi, sarebbe opportuno preliminarmente ventilare alcune opzioni terapeutiche, informando il Paziente se tali misure prevedono dolore, medicazioni domiciliari e soprattutto un impedimento funzionale che potrebbe ripercuotersi negativamente sulle attività professionale, sportiva, di deambulazione o del tempo libero.

Criochirurgia (crioterapia)

Rappresenta la terapia più praticata per la cura delle verruche. Si basa sull’utilizzo di azoto liquido, le cui basse temperature (circa – 190°) producono la cristallizzazione delle cellule cutanee infestate dai papilloma virus e quindi l’inevitabile distruzione. La metodica prevede l’applicazione a più riprese di azoto liquido sulla lesione verrucosa attraverso un tamponcino cotonato o preferibilmente un erogatore spray. La crioterapia produce inevitabilmente un pizzicore che poi a seconda della durata dell’erogazione e della soglia del Paziente si trasforma in bruciore ed in ultimo in dolore. Il dolore, inizialmente acuto, diventa presto sordo ed infine intermittente; può persistere per alcuni giorni, specie se la sede trattata è sottoposta a sollecitazioni (mani e piedi) o se l’area trattata è vasta. Oltre alla presenza di uno stato infiammatorio nella sede di intervento (sempre previsto), in alcuni casi nell’arco delle 72 ore successive alla seduta crioterapica potrebbero comparire delle vescicole o delle bolle a contenuto sieroso o siero-emorragico. Tale evenienza non è da considerarsi propriamente un effetto collaterale in quanto lo scollamento dell’epidermide garantisce la distruzione completa o parziale delle cellule infettate dal virus e quindi accorcia i tempi per la guarigione definitiva. Il Paziente che si sottoporrà a crioterapia deve essere consapevole che nell’immediato post-intervento e per le successive 2-3 settimane non potrà esporre le parti trattate ad ambienti potenzialmente contaminanti (es. piscina, terriccio, cura di animali domestici e di allevamento, …) e che vi sarà un certo impedimento funzionale.

Chirurgia tradizionale

Le verruche possono essere asportate chirurgicamente in anestesia locale. Questa pratica è sempre meno diffusa a causa dell’elevato rischio di cicatrici post-operatorie antiestetiche e dei tempi di guarigione lunghi (specie se a sede palmo-plantare).

Diatermoelettrocoagulazione a radiofrequenza e laserterapia

La diatermelettrocoagulazione (DEC) con radiobisturi e la laserterapia rappresentano il trattamento elettivo per le verruche digitate filiformi del viso e del collo e rappresentano spesso un’eccellente alternativa terapeutica alla crioterapia per le verruche ipercheratosiche, per le verruche palmo-plantari ampie e profonde e per le verruche piane che non regrediscono spontaneamente o che determinano problemi funzionali. Eseguite talvolta in anestesia locale, tali metodiche consentono l’escissione o la vaporizzazione immediata delle verruche senza che in seguito si formino importanti stati infiammatori. A differenza della crioterapia, la parte visibile della verruca viene eliminata immediatamente, non si formeranno vescico-bolle e lo stato infiammatorio, molto contenuto, è circoscritto al bordo dell’abrasione che si è venuta a formare in sede di intervento. Per contro, la DEC è controindicata in portatori di pace-maker e di protesi metalliche e i costi, soprattutto per la laserterapia, sono più elevati rispetto alla crioterapia.

Agenti cheratolitici

In commercio sono disponibili molti prodotti topici ad attività cheratolitica quali l’acido salicilico, l’acido lattico e l’acido tricloracetico. Tali sostanze, preparate a varie concentrazioni e persino in associazione, sono in grado di ammorbidire e di sciogliere lo strato più superficiale dell’epidermide, distruggendo così i cheratinociti (cellule cutanee) infettati. La terapia cheratolitica trova indicazione elettiva nel Paziente di età pediatrica, nel Paziente particolarmente sensibile al dolore o alla pratica chirurgica e in chi per motivi professionali, sportivi o di piacere non può o non vuole interrompere le proprie attività.

La terapia cheratolitica è da preferirsi anche nei casi di lesioni molto estese (es. verruche palmo-plantari, a placca o a mosaico) allo scopo di ridurle e quindi di rendere più agevole e confortevole la crioterapia o la DEC. Sono normalmente disponibili in commercio cerotti o soluzioni colloidali (liquidi che si applicano attraverso una spatolina o un tamponcino in cotone). Tali dispositivi terapeutici, applicati ogni giorno direttamente sulla verruca, rilasceranno il principio attivo ad attività cheratolitica nell’arco delle successive 8-12 ore, producendo macerazione cutanea. Per ottimizzare ed accelerare il processo di guarigione, è di fondamentale importanza che prima di riapplicare nuovo prodotto, la cute macerata (giallastra ed ispessita) venga puntualmente rimossa mediante una limetta abrasiva per unghie o altro dispositivo specifico per il trattamento dei calli. La terapia dovrebbe essere protratta con costanza sino alla guarigione clinica; qualora fosse gravata da insuccesso, il Dermatologo potrà proporre soluzioni terapeutiche alternative. La terapia cheratolitica di per sé non arreca dolore od impedimento funzionale, è economica e non comporta esiti anti-estetici a lungo termine (es. cattive cicatrizzazioni). Per contro l’intero ciclo terapeutico potrebbe durare anche alcuni mesi e richiede un certo impegno (metodo, costanza, collaborazione) da parte del Paziente o del genitore del Paziente piccolo.

Terapie farmacologiche off-label

Le terapie farmacologiche off-label sono rappresentate dalla prescrizione di farmaci per i quali il Ministero della Salute non ha approvato una specifica indicazione terapeutica, nonostante questa sia prevista in altri Stati (comunitari o meno) o comunque la cui efficacia sia ampiamente dimostrata da studi clinici scientifici validati in un’ottica di un elevato rapporto beneficio/rischio. I farmaci off-label vengono prescritti là dove non sussistano terapie convenzionali efficaci o dove queste siano fallite senza alcun beneficio.

Nel caso delle verruche vengono prescritte con tale modalità prescrittiva ad esempio la tretinoina topica per le piane del viso, la podofillina e l’imiquimod in crema al 5% per le rimanenti.

Altri approcci terapeutici

Poiché le verruche (soprattutto le piane nei bambini) possono guarire spontaneamente, c’è anche chi preferisce evitare qualsiasi trattamento. La scelta può essere anche condivisa a patto che si abbia la consapevolezza che sono infezioni contagiose e che quindi posso essere trasmesse a terzi o a sé stessi in altra sede per auto-inoculazione.

Sono molto diffuse le cosiddette “terapie alternative” non validate dalla comunità medico-scientifica. Questo è un ambito che non appartiene al mio ruolo professionale e che non conosco, pertanto preferisco non esprimermi in alcun giudizio.

Creato da:  Dott. Antonio Zini

Data pubblicazione:   06/08/14
 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Antonio Zini

Dermatologia-Venereologia

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