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Studio Dott. Antonio Saverio Perez

Prevenzione Personale

Cheratocono e cross-linking corneale

Cheratocono e cross-linking corneale

Cheratocono e cross-linking corneale

Cheratocono e cross-linking corneale

 Il cheratocono è la malattia caratterizzata dal progressivo indebolimento della cornea, che perde la sua sfericità, divenendo appunto un “cono”, con progressivo aumento dell’astigmatismo e contemporaneo calo della capacità visiva, correggibile dapprima con gli occhiali, poi con le lenti a contatto e successivamente, quando l’apice del cono diventa troppo aguzzo per poter tollerare una lente a contatto o diviene “opaco”, con il trapianto della cornea. Il cross-linking è un processo di “invecchiamento” della cornea, ed è stato introdotto in Oculistica insieme con analoghi trattamenti riguardanti altre parti del corpo, laddove fosse richiesto il consolidamento di tessuti. Infatti si è notato che il cheratocono arresta spontaneamente il suo progredire (in buona parte dei casi) man mano il soggetto interessato invecchia, fino a raggiungere un’autolimitazione intorno ai 35 anni d’età. Sono i legami intercellulari corneali che via via diventano più “rigidi” a determinare l’arresto della progressione della malattia; sollecitando tali legami a divenire più forti già in età giovanile, cioè quando la progressione del cheratocono è più rapida, si raggiunge l’arresto della malattia. Questo risultato si ottiene irradiando la cornea con raggi ultravioletti, e proteggendola nel contempo con un film di riboflavina liquida (vitamina B6). La metodica nata in Italia, all’Università di Siena, ha trovato partnerships tecniche in Italia, diffondendosi quindi in tutto il mondo in pochi anni, stanti gli incoraggianti risultati ottenuti da tutti quanti i Chirurghi operatori.

 E’ chiaramente una terapia che non porta alla guarigione del cheratocono con restituzione della sfericità corneale, ma punta all’arresto della progressione della malattia soprattutto nei soggetti più giovani, quelli nei quali maggiormente si può temere l’avanzamento della malattia verso il trapianto di cornea. Inoltre spesso si ottiene un miglioramento visivo dovuto alla diminuzione dell'astigmatismo e delle aberrazioni da questo indotte.

 Diciamo che risponde largamente a quei criteri di minore invasività possibile che oggi guidano tutte le terapie chirurgiche, a fronte delle constatazioni che i trapianti di cornea possono complicarsi, sia in fase operatoria – infezioni ed altre reazioni avverse anche temibili - che nel postoperatorio a breve – rigetto del lembo trapiantato o sua vascolarizzazione - che nel lungo periodo - astigmatismi elevati residui, asportazione della sutura a 1-2 anni dall’intervento, perdita delle cellule endoteliali che porta ad un nuovo trapianto,ecc. -.

 L’esecuzione del trattamento prevede in alcuni casi la disepitelizzazione della cornea e successivamente l’applicazione del raggio UVA con un’apposita testa irradiante; in questa fase è importante la corretta protezione della cornea con il film di riboflavina (vitamina B6). Nei casi in cui la cornea sia troppo assottigliata dalla malattia non si disepitelizza ma si utilizza una soluzione a più ampia capacità di penetrazione nel tessuto. I risultati si ottengono a distanza di qualche mese dal trattamento, e come dicevamo, non portano ad una guarigione del cheratocono, ma ad un arresto della sua progressione, che consente al paziente di continuare ad utilizzare i suoi occhiali o le sue lenti a contatto con buona capacità visiva. E’ quindi importante sottolineare che con questa metodica è necessario trattare in fasi precoci della malattia, quando la capacità visiva è ancora buona ed il cheratocono è ancora correggibile con gli occhiali, piuttosto che attendere un’evoluzione che porterebbe ad ottenere sì l’arresto della malattia, ma quando la capacità visiva del soggetto è già compromessa per l’elevato astigmatismo. Il Policlinico di Zingonia ha ritenuto opportuno istituire un Ambulatorio dedicato a queste malattie di ectasia della cornea, per un preciso inquadramento della malattia, della sua evoluzione e delle possibilità di miglioramento con questa terapia. 

Data pubblicazione:   18/03/11

Creato da:  Dott. Antonio Saverio Perez

 
 

Informazioni sullo studio

Dott. Antonio Saverio Perez

Oftalmologia

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