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Prof. Antonio Aversa - Endocrinologo Andrologo

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La patologia

CARCINOMA DELL'OVAIO: COMPRENDERE L'IMPORTANZA DELLA CHEMIOTERAPIA

CARCINOMA DELL'OVAIO: COMPRENDERE L'IMPORTANZA DELLA CHEMIOTERAPIA

La chemioterapia antitumorale prevede l'impiego di farmaci antitumorali che agiscono sulle cellule maligne distruggendole o inibendone lo sviluppo.

Perché utilizzare la chemioterapia?

Il trattamento del carcinoma dell'ovaio è "multidisciplinare", il che significa che compete a diversi specialisti di discipline tra loro complementari.
Anche a fronte di un intervento chirurgico, cellule tumorali isolate o piccole lesioni devono essere trattate tramite la somministrazione della chemioterapia, particolarmente efficace in presenza di un numero ridotto di cellule cancerose. Utilizzata in associazione con l'intervento chirurgico, la chemioterapia riveste pertanto un ruolo essenziale nella riduzione del rischio di recidiva.
La chemioterapia agisce su tutte le cellule, ivi incluse quelle isolate o raggruppate in piccoli carcinomi non visibili dagli esami strumentali o ad occhio nudo. Questa terapia agisce inoltre sulle cellule dei tessuti sani, il che spiega il perché di determinati effetti collaterali.

Qual è il vantaggio della chemioterapia?

La chemioterapia è tanto più consigliabile quanto più alto è il rischio di recidiva. Per esempio:

  • Alcuni tipi di tumore del tessuto epiteliale e altre forme di carcinoma dell'ovaio.
  • Ogniqualvolta venga rilevata la presenza di cellule cancerose a distanza dall'ovaio in sede di prelievo del liquido peritoneale, del peritoneo, dei linfonodi o altri tessuti.
  • Ogniqualvolta non sia possibile procedere ad un'asportazione chirurgica del tumore.

In altri casi, laddove un intervento chirurgico di asportazione integrale non possa essere realizzato nell'immediato, la chemioterapia viene utilizzata per ridurre le dimensioni del tumore e rendere così possibile un intervento chirurgico sullo stesso.

La chemioterapia è sempre necessaria?

La chemioterapia complementare viene impiegata di frequente nel trattamento del carcinoma dell'ovaio, in ragione di un rischio elevato di recidiva.
I soli casi in cui non viene utilizzata sono quelli in cui i carcinomi sono perfettamente localizzati a livello dell'ovaio e che, dopo un'asportazione chirurgica, non mostrino segni di recidiva.
Prima di sottoporre il paziente alla chemioterapia, occorre prenderne in considerazione l'età, lo stato di salute generale, la capacità di recupero e la sua opinione in merito.

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Utilizzata in associazione con l'intervento chirurgico, la chemioterapia riveste un ruolo essenziale nella riduzione del rischio di recidiva. Per evitare il deterioramento delle vene del braccio, si posiziona solitamente un sistema d'accesso venoso collegato ad un catetere.

Quali farmaci vengono utilizzati?

Numerosi farmaci chemioterapici si sono dimostrati di grande efficacia nel trattamento del carcinoma dell'ovaio.
Spesso, l'associazione di più farmaci è più efficace rispetto all'impiego di un solo prodotto.
La ricerca studia continuamente nuovi farmaci o diverse modalità di somministrazione di farmaci conosciuti. Alcuni farmaci che possono avere modalità d'azione diverse rispetto alla chemioterapia

("terapie mirate") sono attualmente oggetto di studio.
Il vostro medico vi segnalerà l'idoneità o meno di questo tipo di trattamento.

Secondo quale frequenza viene somministrata la chemioterapia?

Di norma, si tende a consigliare 6 sedute di chemioterapia. Il numero delle sedute può tuttavia variare in funzione del paziente, dell'effetto ottenuto e della tolleranza dimostrata alla chemioterapia. In taluni casi, con il consenso del paziente, il trattamento può prevedere fino a 9 o addirittura 12 sedute.
Le sedute vengono ripetute ogni tre o quattro settimane a seconda della tolleranza dimostrata.

Come si svolge una seduta di chemioterapia?

I farmaci utilizzati nel trattamento del carcinoma dell'ovaio vengono somministrati per infusione. Per evitare il deterioramento delle vene del braccio, si propone solitamente il posizionamento di un sistema d'accesso venoso collegato ad un catetere (sito o dispositivo venoso impiantabile).
Solitamente, la somministrazione è di tipo ambulatoriale. La durata di infusione dei farmaci è di alcune ore. Un ricovero di alcuni giorni viene talvolta proposto in caso di prima seduta o di somministrazione di determinati farmaci.

Come si può sapere se la chemioterapia è efficace?

L'effetto della chemioterapia si valuta prima di ciascuna seduta analizzando segnali quali il generale miglioramento del paziente, la regressione dell'ascite (liquido) o la diminuzione del tumore.
L'analisi dei marker tumorali (CA 125) viene di norma ripetuto per ciascuna seduta.
Un esame radiologico (lastre) di controllo viene inoltre eseguito spesso dopo la 3a seduta e alla fine del trattamento, alla 6a seduta.

Quali sono gli effetti collaterali della chemioterapia?

I farmaci antitumorali agiscono su tutte le cellule che si moltiplicano rapidamente, ivi incluse le cellule sane (quelle delle radici capillari, del midollo osseo, dell'apparato digerente e del sistema nervoso). Gli effetti collaterali della chemioterapia sono imputabili alla modalità d'azione della stessa.

Limitate le attività quotidiane a quelle indispensabili o a quelle che vi fanno stare meglio. Cercate l'aiuto delle persone vicine a voi. In presenza di nausea o vomito persistenti, chiedete consiglio al medico per la somministrazione di un farmaco idoneo. Il vostro medico può inoltre consigliarvi sull'uso di una parrucca o di un foulard.

Limitate le attività quotidiane a quelle indispensabili o a quelle che vi fanno stare meglio. Cercate l'aiuto delle persone vicine a voi. In presenza di nausea o vomito persistenti, chiedete consiglio al medico per la somministrazione di un farmaco idoneo. Il vostro medico può inoltre consigliarvi sull'uso di una parrucca o di un foulard.


Alcuni di tali effetti collaterali si manifestano frequentemente, ma si tratta di solito di effetti moderati tali da non richiedere l'interruzione del trattamento. Tali effetti variano da paziente a paziente e da una seduta all'altra. La maggior parte di questi inconvenienti può essere prevenuta o corretta per mezzo di trattamenti specifici.

Cos'è la chemioterapia intraperitoneale?

Al fine di ottenere una maggiore concentrazione farmacologica a diretto contatto con le cellule tumorali, è possibile procedere all’infusione di determinati prodotti chemioterapici nella cavità peritoneale per mezzo di un catetere speciale attraverso la parete addominale.
Ad oggi, questo trattamento viene proposto soprattutto da determinati staff medici nell'ambito di studi clinici.

Che cos'è la CIIP?

La CIIP (o chemio-ipertermia intraperitoneale perioperatoria) è una tecnica innovativa attualmente oggetto di ricerca. Quest'ultima consiste nel realizzare, nel corso di un medesimo intervento chirurgico, l'ablazione di tutti i tumori del peritoneo, talvolta localizzati a livello degli organi o delle parti dell'apparato digerente interessate dal carcinoma e nel somministrare la chemioterapia direttamente nella cavità peritoneale per un periodo di tempo dato.
Si tratta di una tecnica ancora poco utilizzata nel trattamento del carcinoma dell'ovaio.

Malgrado i progressi realizzati, il carcinoma dell'ovaio continua a rappresentare una delle patologie più gravi a causa delle metastasi addominali frequenti e precoci. Per ridurre il rischio di recidiva, il trattamento del carcinoma comporta un intervento chirurgico talvolta importante associato alla chemioterapia. Inoltre, svariati studi clinici sono in corso per permettere degli avanzamenti nella terapia di questo carcinoma,. Il trattamento del carcinoma dell'ovaio è più efficace se realizzato da staff medico esperto specializzato in questa grave patologia. Questo trattamento, che richiede l'intervento di più specialisti, deve essere discusso nel corso di una riunione di concertazione multidisciplinare (RCP).

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia)". Traduzione e revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.

Data pubblicazione:   24/03/11
 
 

Informazioni sullo studio

Prof. Antonio Aversa

Endocrinologia e malattie del metabolismo: indirizzo Andrologia

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