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Prof. Antonio Aversa - Endocrinologo Andrologo

Guida medica personale

I trattamenti

La terapia farmacologica per l’ipertensione

La terapia farmacologica per l’ipertensione

L’obiettivo del trattamento farmacologico dell’ipertensione è la riduzione della pressione a valori inferiori a 140/90 mmHg. A questo scopo è disponibile una serie di farmaci sperimentati. Nel caso in cui la monoterapia non fosse sufficiente, allora sarà necessario ricorrere ad una combinazione di diversi farmaci.

Perché i farmaci?

  • Quando non si riesce a ridurre la pressione sanguigna a sufficienza soltanto apportando cambiamenti allo stile di vita, il medico dovrà prescrivere anche dei farmaci. Nella maggior parte dei casi, grazie all’ampia scelta di principi attivi efficaci, si riesce a controllare la pressione arteriosa elevata molto bene.
  • L’importante è che la terapia farmacologica sia adeguata ai bisogni individuali del singolo paziente. A tal riguardo è determinante considerare l’età, i valori pressori ed eventuali malattie concomitanti quali patologie cardiache, diabete mellito, disturbi degli scambi metabolici, affezioni delle vie respiratorie o tendenza all’accumulo di liquidi nelle gambe (edema).
  • Si devono , inoltre, tenere in considerazione i possibili effetti collaterali che sono diversi tra un farmaco e l’altro.
  • La terapia farmacologica antiipertensiva è in genere conforme alle raccomandazioni delle Linee Guida per l’Ipertensione.
  • Per iniziare, i pazienti con ipertensione da lieve a moderata dovrebbero essere sottoposti a monoterapia, vale a dire un trattamento che prevede un solo principio attivo.
  • Quando con un solo principio attivo non si riesce ad ottenere una sufficiente riduzione della pressione arteriosa, si dovrà introdurre una terapia combinata che prevede l’impiego di due, o anche tre, farmaci antiipertensivi.

Una sola compressa per molteplici effetti

  • Nel corso del tempo oltre la metà dei pazienti deve assumere più di un farmaco antiipertensivo.
  • Attualmente esistono dei farmaci che contengono più principi attivi in un’unica compressa. Tali farmaci contengono combinazioni di principi attivi ben sperimentate come, ad esempio, diuretici e ACE inibitori oppure AT1 antagonisti (sartani).

Quando e quale farmaco può essere di aiuto?

  • I farmaci antiipertensivi si somministrano per scopi diversi: dilatazione dei vasi sanguigni, riduzione della quantità di fluido nel circolo sanguigno o blocco delle reazioni dell’organismo allo stress.
  • Per un’efficace riduzione della pressione alta sono disponibili quindi diverse classi di farmaci tra i quali diuretici, betabloccanti, calcio antagonisti, ACE inibitori e sartani (AT1 antagonisti).

Diuretici

  • Il diuretico, è spesso, il primo farmaco cui si ricorre in caso di pressione alta.
  • Questo farmaco stimola i reni e consente una maggiore eliminazione di acqua e sale. Pertanto, diminuendo la quantità di fluido presente nel corpo anche la pressione arteriosa si riduce.

ACE inibitori

  • Gli ACE inibitori riducono la pressione sanguigna inibendo l’enzima convertitore dell’angiotensina (ACE) e riducendo così i livelli di angiotensina II presenti nel sangue.
  • L’angiotensina II è un ormone endogeno che restringe i vasi sanguigni facendo aumentare la pressione sanguigna.

Sartani

  • Gli antagonisti del recettore AT1, o sartani, sono una classe di farmaci antiipertensivi più recente.
  • I sartani sono noti anche come antagonisti del recettore dell’angiotensina II o bloccanti del recettore per l’angiotensina.
  • Essi rappresentano un’evoluzione degli ACE inibitori in quanto riducono la pressione arteriosa in modo simile agli ACE inibitori, ma bloccano direttamente l’angiotensina II.
  • I sartani sono caratterizzati da un’ottima tollerabilità ed una modalità di assunzione molto semplice. É sufficiente una compressa al giorno.

Beta-bloccanti

  • I beta-bloccanti riducono l’effetto degli ormoni dello stress, in modo tale che il cuore batta più lentamente e si alleggerisca. In questo modo la pressione sanguigna si abbassa.

I calcio antagonisti

  • I calcio antagonisti bloccano l’effetto del calcio nei muscoli delle pareti vascolari. In questo modo si riduce il grado di impegno, i vasi si distendono e si allargano, e la pressione diminuisce.

Per un’effettiva riduzione della pressione alta sono disponibili diverse classi di farmaci tra le quali diuretici, beta-bloccanti, calcio antagonisti, ACE inibitori e sartani. Il  medico sceglie il farmaco più adatto in base a diversi fattori, fra cui l’età del paziente e le eventuali patologie associate che sono state diagnosticate. Parallelamente all’assunzione della terapia farmacologica, bisognerebbe ridurre i fattori di rischio anche attraverso uno stile di vita adeguato e più sano.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia). Revisione: Paolo Spriano, Medico di Medicina Generale, Milano

Ultima revisione novembre 2012.

Data pubblicazione:   27/11/12
 
 

Informazioni sullo studio

Prof. Antonio Aversa

Endocrinologia e malattie del metabolismo: indirizzo Andrologia

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