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Benvenuto! sul sito del Dott. Andrea Piscopo

"Non siamo nati per soffrire"

 

Dai colpi della strega alle cefalee, fino alle sofferenze legate ai disturbi oncologici. Quando il dolore diventa cronico, non va accettato con rassegnazione. La legge 38/2010 riconosce il diritto del paziente a non soffrire Il dolore cronico, che si protrae oltre i 3-6 mesi di durata, diventa una vera e propria malattia nella malattia. Un nemico onnipresente che erode la vita di tutti i giorni. Ogni anno fa perdere 3 milioni di ore di lavoro, riduce la posizione sociale di chi ne è afflitto (il 23% delle volte), e nella metà dei casi può portare alla depressione. Studi dimostrano che il dolore è avvertito persino dal feto, già dalla 23esima settimana di gravidanza. I rimedi sono due: un’adeguata terapia del dolore, oppure un percorso di cure palliative per i malati terminali. A regolare la materia è la legge n.38 del 15 marzo 2010, una normativa all’avanguardia in Europa, ma ancora poco conosciuta in Italia: un medico su tre ne ignora l’esistenza e oltre il 40% di chi soffre riceve trattamenti inefficaci.

Una Strategia innovativa contro il dolore è la SCRAMBLER THERAPY

 

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Informazioni sullo studio

Dott. Andrea Piscopo

Anestesia - Terapia intensiva

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Indirizzo struttura

Centro di Terapia Antalgica:"NO AL DOLORE"
VIA Annunziata 79
ARZANO
80022 NAPOLI

Tel.:  0817310859
Cellulare :  3339213686

Orari di apertura:

 per appuntamento



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Bisogna evitare il fai da te: autodiagnosticarsi i disturbi e prescriversi da soli i farmaci non serve a niente

Definizione di dolore

Il dolore è definito come una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un danno tissutale effettivo o potenziale, o descritta in termini di un simile danno. Il dolore non deve essere più considerato come un fardello che accompagna ineluttabilmente la malattia, ma può e deve essere alleviato in ogni fase, indipendentemente dalla patologia che lo genera, soprattutto quando esso si cronicizza.

Cosa è il dolore cronico

Se un dolore persiste per più di sei mesi o al di là dei tempi consueti di guarigione, si definisce cronico. Questo dolore va dovutamente considerato poichè influisce sulla qualità della vita! Spesso il dolore cronico si accompagna a:

riduzione      della propria autonomia e della normale attività lavorativa

forte      compromissione della vita sociale e relazionale

disturbi      del sonno, irritabilità e affaticamento

Definizione di dolore

Il dolore è definito come una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un danno tissutale effettivo o potenziale, o descritta in termini di un simile danno. Il dolore non deve essere più considerato come un fardello che accompagna ineluttabilmente la malattia, ma può e deve essere alleviato in ogni fase, indipendentemente dalla patologia che lo genera, soprattutto quando esso si cronicizza.

Cosa è il dolore cronico

Se un dolore persiste per più di sei mesi o al di là dei tempi consueti di guarigione, si definisce cronico. Questo dolore va dovutamente considerato poichè influisce sulla qualità della vita! Spesso il dolore cronico si accompagna a:

riduzione      della propria autonomia e della normale attività lavorativa

forte      compromissione della vita sociale e relazionale

disturbi      del sonno, irritabilità e affaticamento

ansietà      e depressione

alterazioni      cognitive e della memoria

riduzione      degli interessi sessuali

rischio      di abuso di sostanze e medicamenti.

Le forme più comuni di dolore cronico sono:

mal      di schiena, nelle sue numerose varianti (a livello toracico, cervicale,      lombosacrale...)

dolori      muscolo–scheletrici (come artrosi, artriti, fibromialgia...)

dolore      provocato da infezioni (come Herpes Zoster o fuoco di S. Antonio)

 

mal      di testa (come cefalee a grappolo, emicranie...)

dolori      oro facciali che colpiscono il viso e il collo (come nevralgia al      trigemino)

dolore      provocato da patologie croniche (come diabete, osteoporosi, artrite      reumatoide, sclerosi multipla...).

Dolore oncologico:

Viscerale

Meccanico

Le caratteristiche del dolore si possono esprimere attraverso:

                       

Il dolore si può misurare

Molti non lo sanno, anche per il dolore esistono metodi per misurarne l'intensità. Eccone uno: da "0 a "10" quanto è intenso il tuo dolore?
1–––––2––––3––––4––––5––––6–––––7–––––8–––––9–––––10

Evitiamo l'autodiagnosi e l'autoprescrizione di farmaci!
Considerazioni sui farmaci

farmaco:      drug/veleno

effetti      collaterali devastanti

complicanze      anche mortali

Esistono figure professionali a cui rivolgersi per curare il dolore cronico:

Specialista in Anestesia e Terapia del dolore

 


come raggiungerci

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La Scrambler therapy:una strategia innovativa contro il dolore cronico

 

Scrambler Therapy

Si chiama Scrambler Therapy ed è un'innovativa terapia del dolore, non invasiva e priva di effetti collaterali, efficace nel trattamento del dolore cronico, neuropatico e oncologico, soprattutto di quello resistente ad altre procedure.

La macchina per la terapia usa fino a cinque coppie di elettrodi applicati sulla pelle che erogano corrente a bassissima intensità (al massimo 5,5 mA contro i 30-150 mA di una TENS) e trasmettono informazioni al cervello che spengono la sensazione dolorosa. Di fatto, lo strumento intercetta il segnale di dolore e lo neutralizza inviando al cervello un finto segnale di “non-dolore”.

Fin dalla prima applicazione il dolore viene azzerato nel corso del trattamento, l’effetto analgesico si prolunga progressivamente dopo ogni terapia, mentre area e intensità della sensazione dolorosa si riducono. Al termine del ciclo di cure (mediamente di una decina di sedute) la regressione del dolore si mantiene a distanza di tempo e in certi casi diventa definitiva. Nel caso di patologie per le quali non è possibile eliminare stabilmente lo stimolo al dolore cronico, come quelle oncologiche, la terapia, che non dà assuefazione, può essere ripetuta.

Per essere efficace la terapia scrambler dev’essere effettuata da personale appositamente formato: a ogni seduta successiva, infatti, si rivalutano la posizione degli elettrodi e l’intensità dello stimolo, poiché l'area e l’intensità del dolore residuo variano, e può accadere che nella prosecuzione delle sedute gli schemi di posizionamento degli elettrodi vengano modificati anche in modo radicale.

Come si accede al trattamento

Occorre sottoporsi a una visita medica specialistica per valutare se esista indicazione al trattamento scrambler. La terapia è di recente introduzione e non è ancora stata riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale, dunque al momento può essere effettuata solo a pagamento.
Per informazioni o prenotazioni:
tel.3339213686, dal lunedì al venerdì, ore 8.00 13.00



dolore neuropatico

 

- Il dolore neuropatico (definito in modo classico) affligge tra il 25 e il 50% dei pazienti della maggior parte delle cliniche di trattamento del dolore (Bowsher 1991).
- Nel Regno Unito, iI costi annuali relativi (soltanto) al male di schiena e alla sciatica ammontano attuallmente a 9 miliardi di Euro, mentre 1 miliardo di Euro viene speso ogni anno per l'assistenza sanitaria diretta (Waddell 1996).
- Uno studio svolto nei Paesi Bassi ha rilevato che le patologie muscolo-scheletriche rappresentano la quinta categoria in ordine di costo sotto il profilo dell'assistenza ospedaliera e la più costosa dal punto di vista dell'assenteismo e dell'invalidità lavorativi (1,7% del PIL) (van Tulder et al. 1995).
- Si riscontra dolore nel 50% dei pazienti affetti da tumori (a tutti gli stadi) e nel 75% dei pazienti con neoplasie avanzate. Ogni anno in Inghilterra e nel Galles oltre 100.000 provano dolore al momento del decesso (Higginson 1997).
- Uno studio condotto in Catalogna (Spagna) ha identificato una diffusione del dolore pari al 78,6% in risposta a un'intervista telefonica che richiedeva se si fossero lamentati dolori nei precedenti 6 mesi, indipendentemente dalla loro intensità e durata (Bassols et al. 1999).
- Si stima che nei Paesi Bassi il costo totale del dolore al collo nel 1996 sia stato pari a 686 milioni di dollari USA (Borghouts et al. 1999).
- Un sondaggio effettuato per posta in Svezia ha rilevato che riferiva di avere provato dolore o fastidio, compresi problemi di breve durata, il 66% delle persone coinvolte, mentre il 40% ha dichiarato di avere sofferto di 'chiari' dolori di durata superiore a 6 mesi. (Brattberg et al. 1989).
Un vasto studio epidemiologico del dolore cronico svolto nella zona di Grampian, in Gran Bretagna, ha riscontrato che il 50% delle persone coinvolte ha dichiarato di provare dolore o fastidio cronici , per il 16% con male di schiena e per il 16% con artrite. Nel 16% dei casi oggetto dell'indagine, il dolore cronico era grave. (Elliott et al. 1999). Per lo studio della diffusione (o dell'incidenza) del male di schiena occorrono metodologie più rigorose, sistematiche e uniformi
- I dati di uno studio svolto in Svezia indicano che il dolore alla colonna vertebrale è molto comune fra gli uomini e le donne di età compresa fra 35 e 45 anni, e che esso è associato a marcate limitazioni dello stile di vita per circa un quarto di coloro che lo provano (Linton et al. 1998).
- Uno studio dei costi socioeconomici delle sindromi da dolore nel Regno Unito stima che il costo per l'assistenza sanitaria diretta sia stato pari nel 1998 a 1,6 miliardi di sterline. Tale costo diretto è tuttavia insignificante rispetto al costo delle cure informali e delle perdite di produzione ad esso associate, il cui ammontare totale è pari a 10,7 miliardi di sterline. Nel complesso, il male di schiena è una fra le condizioni mediche più costose (Maniadakis e Gray A2000).
- Uno studio condotto di recente in Finlandia ha riscontrato che, su un campione di 5646 visite di pazienti ai servizi sanitari di base , il dolore veniva identificato come ragione della visita nel 40% dei casi. Un quinto dei pazienti ha dichiarato di provare dolore da oltre sei mesi. Un quarto dei pazienti in età lavorativa affetti da dolore usufruiva di mutua pagata (Mãntyselk? et al. 2001).
- I risultati di uno studio svolto nei Paesi Bassi indicano che il dolore cronico è anche comune nell'infanzia e nell'adolescenza (Perquin et al. 2000).
L'impatto del dolore cronico, tuttavia, non deve essere esaminato soltanto in termini economici. In Europa, il dolore cronico presenta gravi effetti negativi sulla qualità della vita di milioni di persone che ne soffrono, nonché su quella dei loro familiari. In mancanza di trattamenti adeguati , coloro che soffrono di dolore cronico sono spesso inabili al lavoro o addirittura incapaci di svolgere i compiti più semplici. Di conseguenza, i pazienti affetti da dolore cronico sono spesso soggetti a privazioni psicosociali e fisiche, compresa una nutrizione inadeguata con perdita di peso, una riduzione dell'attività, disturbi del sonno, isolamento sociale, problemi coniugali, disoccupazione e problemi finanziari, ansia, paura e depressione.





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